L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 febbraio 2021

Sulle bollette della luce sono caricate tasse e costi servizi che fanno lievitare enormemente anche il poco o pochissimo consumo elettrico, il problema non è libero mercato ma sgravarle dagli enormi balzelli

Bollette della luce: il 2021 potrebbe essere l’ultimo anno di mercato tutelato. Chi guadagna e chi perde in Borsa con la liberalizzazione

12 febbraio 2021

Una bolletta elettrica - foto di Philippe Huguen/AFP/Getty Images

La completa liberalizzazione del mercato dell’energia, di cui si parla ormai da anni e che più volte è già stata rinviata, potrebbe diventare realtà anche per le famiglie dal primo gennaio 2022. Se, infatti, già dall’inizio di quest’anno tutte le piccole imprese e alcune microimprese, per il servizio di fornitura di energia elettrica, sono approdate nel mercato libero abbandonando per legge quello tutelato, per le famiglie la data del “grande passo” è fissata al primo gennaio del 2022, tra meno di un anno.
Certo, a meno di nuovi slittamenti che non possono certo essere esclusi. Anzi, proprio di recente era circolata l’ipotesi di un nuovo rinvio della liberalizzazione del mercato elettrico, dopo che il Movimento 5 stelle, da sempre scettico sul passaggio, aveva presentato un emendamento al decreto Milleproroghe chiedendo uno slittamento a gennaio 2024.

PAGAMENTO BOLLETTE – foto di CARLO CARINO / Imagoeconomica

Già nell’estate del 2018, ai tempi del governo di M5s e Lega, proprio con un emendamento al Milleproroghe di allora era stato deciso di prorogare il servizio in tutela, dove le condizioni contrattuali ed economiche sono definite dall’Autorità dell’energia (Arera). E Davide Crippa, all’epoca sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, aveva spiegato che la decisione “si è resa indispensabile, perché non sussistono le necessarie garanzie di informazione per i consumatori su mercato, competitività e trasparenza. Il governo lavorerà con gli operatori del settore e i consumatori al fine di raggiungere l’obiettivo fondamentale di garantire alla collettività un mercato energetico efficiente, sostenibile e trasparente”. Un obiettivo, quest’ultimo, che evidentemente per una parte del Movimento 5 stelle non deve essere stato raggiunto, se si considera l’emendamento recente per ottenere un nuovo slittamento della liberalizzazione completa del mercato dell’energia.

Dato che però al momento il calendario legislativo fissa l’addio definitivo alla maggior tutela anche da parte delle famiglie all’inizio dell’anno prossimo, gli analisti di Equita hanno fatto i conti per capire quali sono le utility quotate in Borsa su cui il provvedimento potrebbe avere un impatto importante. Secondo gli esperti, la piena liberalizzazione del mercato potrebbe rappresentare un evento “leggermente negativo” per Enel, il colosso italiano dell’energia di cui il ministero dell’Economia ha in mano la quota di maggioranza del 23,6 per cento.
E questo perché, a detta di Equita, l’incumbent, ossia l’azienda ex monopolista che mantiene sul mercato di riferimento una posizione ancora molto importante, potrebbe “perdere i clienti regolati con effetti parzialmente compensati dai maggiori margini sui clienti che resteranno con Enel sul mercato libero”. Al contrario, la notizia potrebbe essere “leggermente positiva” per le ex municipalizzate come A2a, Hera o Acea, che secondo gli analisti sono “probabili netti vincitrici di maggiori clienti a cui praticare i margini del mercato libero nel medio termine”.

Nessun commento:

Posta un commento