L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 marzo 2021

28 risoluzioni adottate dell’Assemblea Generale della ONU nel quali si denuncia l’illegalità della politica statunitense nei confronti di Cuba

Il Parlamento svizzero si è pronunciato contro il blocco degli USA imposto a Cuba

La dichiarazione domanda che la Svizzera svolga un ruolo più attivo nelle istanze della ONU, per intensificare la pressione sulla nuova amministrazione degli Stati Uniti guidata da Joe Biden

Autore: Granma | internet@granma.cu
11 marzo 2021 10:03:15

Il Parlamento svizzero condanna il blocco. Photo: Internet

Il Consiglio Nazionale (la Camera Bassa) del Parlamento svizzero ha firmato, martedi 9, l’attivo ruolo della Svizzera per la fine del blocco economico, commerciale e finanziario degli USA imposto a Cuba, approvando con 98 voti, un postulato per questo, proposto dalla Commissione della Politica estera.
La web del Ministero delle Relazioni Estere di Cuba, ha pubblicato che la dichiarazione domanda che la Svizzera svolga un ruolo più attivo nelle istanze della ONU, per intensificare la pressione sulla nuova amministrazione degli Stati Uniti guidata da Joe Biden.
L’idea corrisponde al clamore mondiale che esige che si tolga Cuba dalla spuria lista dei paesi che appoggiano il terrorismo e si chiede di cambiare la rotta della politica statunitense verso la nazione dei Carabi, come si legge nel sito digitale dell’Ambasciata di Cuba in questa nazione e nel Liechtenstein.
Inoltre si ricorda che le 28 risoluzioni adottate dall’Assemblea Generale della ONU nel quali si denuncia l’illegalità di questa politica, che come si sa, ha avuto un punto massimo durante l’amministrazione di Donald Trump.
Inoltre sollecita misure per frenare gli effetti dell’assedio statunitense nel commercio e negli investimenti tra Svizzera e Cuba.
Il testo, è stato approvato dapprima nel seno della Commissione agli inizi di novembre del 2020, dando corso alla petizione Unblock Cuba lanciata dall’Associazione Svizzera -Cuba e MediCuba Svizzera con altre sei organizzazioni, le cui firme sono state simbolicamente presentate il 10 dicembre, Giorno Internazionale dei Diritti Umani per sottolineare che il blocco statunitense costituisce una fragrante violazione dei diritti umani del popolo cubano. (GM – Granma Int.)

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