L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 7 marzo 2021

Aumenta esponenzialmente la deterrenza cinese. La differenza sostanziale con gli Stati Uniti e che non vanno in giro per il mondo a fare guerre e non hanno MAI usate le atomiche contro due città

Missili nucleari a gogo. La Cina vuole l’arma da potenza

Di Ferruccio Michelin | 07/03/2021 - 


Immagini satellitari mostrano che Pechino sta spingendo la crescita del proprio programma missilistico. XI Jinping vuole che la sua Cina sia una potenza, e per esserlo deve avere più missili, più nuovi, più efficaci, per aumentare la propria capacità di deterrenza

L’esercito cinese sembra stia espandendo in modo significativo il numero di silos per missili balistici in una nuova area di addestramento (ancora in costruzione) nella parte centro-settentrionale del Paese. Immagini satellitari recenti, raccolte in un post sul sito della Federation of American Scientists, indicano che i genieri cinesi stanno costruendo almeno 16 silos – un’espansione significativa, se si considera che il primo silo nell’area è stato individuato nel 2016.


Le immagini satellitari rivelano anche tunnel unici potenzialmente costruiti per nascondere unità di lancio di missili o operazioni di caricamento. L’area di addestramento, situata a est della città di Jilantai nella provincia della Mongolia Interna, è utilizzata dalla Repubblica Popolare Cinese (PLARF) per addestrare gli equipaggi missilistici e mettere a punto le procedure per il funzionamento dei lanciamissili mobili stradali e dei loro veicoli di supporto.


Detto in modo ultra-semplificato, la Cina – che non fa parte di trattati che riguardano il controllo di armamenti – sta aumentando il proprio arsenale. Non è una novità d’altronde, se si considera che il segretario del Partito comunista cinese, il capo dello Stato Xi Jinping, ha scelto una parata militare per festeggiare pubblicamente la festa dei 70 anni della Repubblica popolare. Una dimostrazione muscolare che racconta il desiderio di potenza di Pechino, desiderio che si muove parallelamente alla crescita militare.

“Il poligono PLARF vicino a Jilantai offre una finestra unica sulla postura nucleare della Cina”, scrive Hans Kristiensen che ha curato il post della FAS: “La Cina attualmente gestisce 18-20 silos, un numero che potrebbe quasi raddoppiare con la costruzione dei silos nell’area di addestramento di Jilantai. Considerando che i silos esistenti sono grandi per ospitare il vecchio missile balistico intercontinentale DF-5 alimentato a liquido, tutti tranne uno dei nuovi silos a Jilantai sono più piccoli e sembrano progettati per ospitare i nuovi e più sottili missili balistici intercontinentali a combustibile solido, come il DF-41 (e potenzialmente DF-31A)”.

Le ragioni tecnico-strategiche che portano la Cina a questo genere di progetti sono varie, per esempio la necessità di avere più siti di lancio, visto che Pechino considera quelli attuali troppo vulnerabili davanti a un attacco americano o russo. Il governo cinese ha dato ordine di sviluppare sistemi missilistici più moderni – passando dall’alimentazione a solido a quella a liquido – anche per superare le difese aeree statunitensi, e una generale revisione posturale del programma strategico è in corso.

I nuovi sistemi a terra, integrati con quelli mobili (attualmente l’80 per cento del comparto) aumenteranno le capacità di deterrenza – in attacco e difesa – e di prontezza di Pechino. Infine c’è una questione di prestigio internazionale: la Cina sta diventando più ricca e più potente, ma le altre grandi potenze hanno più missili di lei, quindi la Cina deve avere anche più missili per sostenere il suo status di grande potenza.

Nessun commento:

Posta un commento