L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 6 marzo 2021

Banca Etruria - Ormai hanno salvato il tutto devono solo depotenziare questo ultimo processo, si prevede la farsa finale con la netta vittoria del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato

Banca Etruria, al via processo su consulenze d'oro: tra imputati padre Boschi
04 marzo 2021 | 15.44

Udienza aggiornata al 31 marzo per la decisione sulla costituzione delle parti civili

(Foto Fotogramma)
(Adnkronos)

Al via al Tribunale di Arezzo il processo sulle cosiddette consulenze d'oro nell'ambito dell'inchiesta sul crac di Banca Etruria, che vede tra i 14 imputati anche Pierluigi Boschi, padre della ex ministra Maria Elena, capogruppo Iv alla Camera. A tenere banco nell'udienza di oggi sono state le schermaglie legali sull'ammissione delle parti civili. Il giudice Ada Grignani ha aggiornato l'udienza al 31 marzo, quando verrà resa nota la decisione sulla costituzione delle parti civili.

Il processo si svolge nella Sala dei Grandi del Palazzo della Provincia di Arezzo e non nelle aule del palazzo di giustizia aretino perchè non ritenute idonee al rispetto della normativa anti Covid.

Il procedimento che riguarda le consulenze d'oro è stato l'ultimo filone d'inchiesta aperto dal pool di magistrati della Procura di Arezzo, guidato dal procuratore capo Roberto Rossi, che si è occupato delle vicende che portarono al dissesto di Banca Etruria. Con Pier Luigi Boschi sono chiamati in causa, nel procedimento aperto per bancarotta colposa, tredici tra ex dirigenti e consiglieri del cda che ratificò quegli incarichi: Alessandro Benocci, Rosanna Bonollo, Claudia Bugno, Daniele Cabiati (ultimo direttore generale della banca), Carlo Catanossi, l'ex vicedirettore Emanuele Cuccaro, Giovanni Grazzini, Alessandro Liberatori, Luigi Nannipieri, Luciano Nataloni, Anna Maria Nocentini Lapini, Claudio Salini e Ilaria Tosti.

Le consulenze finite nel mirino della Procura sono quelle che vennero affidate per valutare, analizzare e poi avviare il processo di fusione con un istituto di elevato standing. Le autorità bancarie, infatti, avevano richiesto di approfondire la possibilità di una fusione con la Banca Popolare di Vicenza, operazione che poi non si concretizzò. Per sondare la prospettiva di tale fusione, però, stando agli elementi raccolti durante le indagini, furono affidati incarichi per circa 4milioni e mezzo di euro, in un arco temporale compreso tra il giugno e l'ottobre 2014, a grandi società, come Mediobanca, o conosciuti studi legali di Roma, Milano e Torino.

Secondo l'accusa, fu tenuta una condotta imprudente, con i vertici della banca che non avrebbero vigilato sulla redazione di quelle consulenze, ritenute dagli inquirenti in gran parte inutili e ripetitive.

Nell'udienza di questa mattina uno dei legali della difesa degli imputati, l'avvocato Alessandro Traversi, ha chiesto l'esclusione di tutte le parti civili sostenendo che "la legge fallimentare prevede la costituzione di parti civili in presenza del reato di bancarotta fraudolenta e non semplice come in questo filone". Di diverso avviso i legali che invece hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile per conto di ex risparmiatori e azionisti di Banca Etruria.

Nelle prossime settimane la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo ospiterà anche le udienze dell'altro filone principale dell'inchiesta sul crac di Banca Etruria, quello che riguarda la bancarotta fraudolenta e semplice e che vede 25 imputati, tra ex componenti del consiglio di amministrazione e manager.

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