L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 marzo 2021

Cina lepre Stati Uniti insegue

I numeri sul traffico aereo svelano che la Cina si è già risollevata

25 marzo 2021


Che cosa emerge dai dati sul traffico aereo secondo un approfondimento del Wall Street Journal

Tenete in mente queste due date: 26 febbraio 2021 e 28 febbraio 2020. Il Wall Street Journal ha scattato due istantanee del traffico aereo in quei due giorni e le ha confrontate, con un esito abbastanza prevedibile ma comunque impressionante nei numeri. Un crollo di dimensioni epocali. Con un piccolo dettaglio finale non insignificante: la Cina si è già ampiamente risollevata.

Come si è evoluto il traffico aereo nell’anno della pandemia?

Il traffico aereo, e in particolare il numero di singoli voli, nell’anno della pandemia sono stati soggetti a drastici cambiamenti. Per capire cosa è successo realmente, il WSJ ha attinto alla banca dati Cirium Core.


Prendendo in esame il numero delle rotte aeree, i voli nazionali non hanno sofferto in maniera particolare, con una diminuzione del 6%.

Tutt’altro quadro per le tratte internazionali, che soffrono di una diminuzione del 60% delle rotte.

Il totale globale si attesta quindi su un -30%.

Analizzando il dato relativo ai singoli voli aerei effettuati, c’è coerenza con quanto osservato sopra: i voli nazionali vedono una diminuzione del 30% e i voli internazionali calano addirittura del 74%, concorrendo a formare un totale globale di -42%. In particolare negli Stati Uniti le rotte nazionali sono diminuite del 16% e le tratte tra Nord e Sud America sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre il grosso calo si è verificato tra Europa e Nord America.

È inoltre possibile effettuare un’analisi relativa alle singole rotte aeree per ciascun paese.


Nella mappa è indicata la variazione percentuale per ogni paese oggetto di interesse, che indica la differenza tra le rotte in data 28 Febbraio 2020 e 26 febbraio 2021.

La totalità dei paesi in esame presenta un saldo negativo, con alcuni anche molto pesanti come il -78% del Regno Unito, mentre solamente uno possiede un saldo ampiamente positivo: la Cina con +63%.

Stando a questi dati, pare il Covid abbia mietuto una sola grande vittima: l’Europa.

[Elaborazione personale su articolo del “The Wall Street Journal” del 22/03/21]

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