L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 marzo 2021

Euro digitale - La fiducia è una merce rara molto rara

BCE: PANETTA, EURO DIGITALE NON CAUSEREBBE DEFLUSSO DI DEPOSITI DALLE BANCHE

25 marzo 2021

Non sostituirebbe il contante ma lo affiancherebbe (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 25 mar - "Il progetto avviato dalla Bce riguardo all'eventuale emissione di un euro digitale sta suscitando grandi attese, ma anche dubbi" ed e' dunque importante dissipare ogni equivoco. E' quanto scrive Fabio Panetta in un intervento sul blog della banca centrale europea. "Il dibattito sull'euro digitale e' attualmente viziato da tre percezioni errate - osserva Panetta - La prima e' che la Bce intenderebbe eliminare il contante, anche al fine di imporre - per motivi connessi con l'attuazione della politica monetaria - una remunerazione fortemente penalizzante ai detentori dell'euro digitale. La seconda e' che la moneta digitale si rifletterebbe negativamente sull'attivita' di intermediazione creditizia.

La terza e' che l'euro digitale sarebbe basato su un modello di attivita' non sostenibile". Riguardo al primo punto, Panetta dibadisce il fatto che l'euro digitale affiancherebbe il contante, senza sostituirlo, mentre per quanto riguarda la remunerazione, l'eventuale introduzione dell'euro digitale "non ha nulla a che fare con la politica monetaria". "Data la disponibilita' di banconote - osserva Panetta - i cittadini potranno continuare a detenere moneta a un tasso di interesse pari a zero, e non potranno quindi essere danneggiati dall'introduzione dell'euro digitale". La preoccupazione che l'euro digitale possa provocare un deflusso di depositi dalle banche, conclude Panetta, e' anch'essa ingiustificata.

"L'attivita' di intermediazione creditizia svolta dal settore privato, per il tramite sia delle banche, sia dei mercati - osserva - svolge una funzione cruciale nel nostro sistema economico. Non abbiamo quindi alcuna intenzione di ridisegnare la struttura del sistema finanziario europeo".

Fatte queste considerazioni, Panetta ricorda come la Bce non ha preso alcuna decisione definitiva. "Attualmente stiamo analizzando i benefici e i possibili rischi delle diverse opzioni disponibili. Una decisione circa l'introduzione dell'euro digitale sara' presa nei prossimi mesi, al termine della fase di ricognizione. Ma anche questa decisione non sarebbe definitiva, in quanto avrebbe unicamente l'obiettivo di predisporre le condizioni tecniche, organizzative e legali per essere eventualmente in grado di emettere una valuta digitale. La decisione circa l'effettiva emissione sarebbe presa in una fase successiva".

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