L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 19 marzo 2021

Ida MAGLI 17

20 GIUGNO 2001

L'intervento di "italiani Liberi"
AL CONGRESSO DI GOTHENBURG 

Ida Magli 

Ringrazio gli organizzatori del Convegno di avermi invitato e di avermi permesso di fare presente a tutti voi il punto di vista di Italiani Liberi sulla situazione. Io rappresento un paese, l'Italia, dove è assolutamente vietato pensare e dire qualsiasi cosa negativa contro l'Unione Europea. Ed è per questo che forse mi rendo conto meglio di altri antieuropeisti della assoluta volontà dei governanti di realizzare l'Impero europeo a qualsiasi costo, sopra gli interessi dei popoli, contro gli interessi dei popoli. E' con l'intensità di sentimenti di chi è stato già posto "al confino", di chi viene etichettato sulla stampa come "antieuropeista" per suscitare un giudizio negativo nei suoi confronti, che io vi rivolgo un forte, drammatico appello. Dobbiamo prendere atto degli scarsi risultati raggiunti, malgrado la buona volontà di tutti i movimenti antieuropeisti. I governanti vanno, e andranno avanti comunque: come stanno facendo fin dalla firma del Trattato di Maastricht e come ha ribadito il presidente della Commissione, Romano Prodi (un italiano purtroppo) davanti al risultato del referendum irlandese, perché è il progetto stesso dell'Unione Europea che è nato con l'intenzione di schiacciare l'identità e la volontà dei popoli.
E' necessario uscire dalla catacomba di Internet; costringere i mezzi di comunicazione: radio, televisione, stampa, a parlare dell'antieuropeismo decidendo un'azione forte, concreta, visibile, immediata. Questa azione è la richiesta ai governi di tutti i paesi dell'Unione di non passare all'euro concreto, di sospendere la rinuncia alle monete nazionali. Perché questo è il punto: quando si sarà unificata la moneta, niente più servirà a riprenderci la nostra libertà.
Dobbiamo convincerci che se i governanti hanno scelto di partire dal mercato e dalla moneta è proprio perché sanno bene che tutto il resto non conta. Essi sono astuti e cinici altrimenti non avrebbero neanche ideato un così smisurato progetto di annientamento dei popoli. Blocchiamoli sul loro terreno. L'Unione Europea è stata già bocciata dai mercati. L'euro ha perso circa il trenta per cento del suo valore in appena un anno e mezzo dalla sua nascita. Tutte le borse europee sono in perdita. Sono in perdita anche le esportazioni, che invece avrebbero dovuto avvantaggiarsi della debolezza della moneta. Noi affermiamo che è l'Unione Europea stessa che provoca la svalutazione e il calo dell'economia. Pretendiamo che si verifichi tale ipotesi con la sospensione del passaggio all'euro fisico. In quanto lavoratori, in quanto consumatori, noi chiediamo ai governanti, agli industriali, ai sindacati che difendano il potere d'acquisto dei nostri redditi. Se non prendono posizione nei confronti dell'euro, allora dobbiamo considerarli complici di chi lavora contro di noi e difenderci in prima persona. Certamente lo faremo senza lanciare pietre, ma organizzando scioperi contro l'euro, manifestazioni visibili con dei delegati nelle piazze sedi di Governi importanti nell'Unione, come Roma, Parigi, Berlino.
Vi ringrazio 

Ida Magli
Presidente Italiani Liberi

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