L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 31 marzo 2021

Il Progetto Criminale dell'Euro deve rimanere come è stato progettato niente varianti

Addio, Recovery Fund

Maurizio Blondet 31 Marzo 2021

Su Il Manifesto, vedo che Legambiente istruisce Draghi su come spendere (tutto in ecologia) “i 209 miliardi” del Recovery Fund che ci spetteranno.

Questi 209 miliardi non arriveranno mai. Venerdì 26 marzo la corte costituzionale tedesca di Karlsruhe gli ha messo sotto le ruote un ordigno esplosivo improvvisato, che esploderà a tempo debito mandando all’aria tutto.

Già a leggerla, la pronuncia di Karslruhe fa impressione: è una intimazione al presidente della federazione germanica, Steinmeier:

“Si ordina al Presidente della Repubblica Federale di rinviare la ratifica dell’atto sulla decisione del Consiglio [europeo] del 14 dicembre 2020 sul sistema delle risorse proprie dell’Unione europea (…) fino alla decisione del Corte costituzionale federale.

Motivi: “Il memorandum esplicativo sarà presentato più tardi.” (sic)

L’atto che la Corte intima al presidente di non approvare, è appunto il progetto di legge che sanciva la partecipazione della Germania al Recovery Fund. Non è solo una intimazione a Steinmeier, che è un semplice figurante; è, ancor più, una lezione ad Angela Merkel, e il sintomo più grave della sua perdita di potere. E’ stata infatti la cancelliera che, venerdì scorso, ha voluto accelerare la procedura per la ratifica del Recovery Fund da parte della Camera dei Länder. Per poter far firmare al Presidente della Repubblica prima di Pasqua l’adesione della Germania al piano e mettere di fronte a un fatto compiuto la Corte costituzionale federale di Karlsruhe.

Ai giudici è piaciuta poco la forzatura, anche perché si apprestavano ad esaminare la denuncia presentata da oltre 2.000 cittadini (“nazisti” per imedia) , che ritengono il diritto concesso all’UE di contrarre debiti una violazione dei trattati europei.

Proprio lunedì 22 marzo, infatti, era stato depositato presso il Tribunale di Karlsruhe il ricorso, firmato da più di 2.000 cittadini (ovviamente euroscettici: in Germania è permesso esserlo) che sostiene che l’autorizzazione concessa alla Commissione Europea a contrarre debiti nei trattati europei era incompatibile con la normativa europea. trattati. nome dell’Unione Europea: “Non stiamo attaccando le spese, ma il loro finanziamento in violazione del trattato per mezzo di una sorta di eurobond di cui la Germania sarebbe corresponsabile”, hanno spiegato i querelanti, che aggiungono che c’è niente di sbagliato nel fatto che ogni Stato membro fornisca all’UE i fondi necessari dalla propria linea di contributo al bilancio dell’UE. “Questa sarebbe la via normale prevista dal trattato. Invece, la Commissione sta abusando dell’emergenza Corona per indebitare l’Ue “.

Invece il governo tedesco aveva, senza preavviso, presentato il voto sul testo del Bundesrat, la Camera dei Länder, inizialmente previsto per maggio. Sarebbe stato più difficile per la Corte costituzionale di Karlsruhe dare un giudizio negativo sulle modalità del piano di ripresa una volta ottenuta la ratifica tedesca. Questo è ciò che la Merkel e il suo governo hanno cercato di fare. Da qui la rapidissima reazione della Corte costituzionale, che ha avuto solo poche ore per reagire e ha rinviato a più tardi la redazione delle motivazioni.

Ora l’ordine mediatico è minimizzare, non è successo niente, il Recovery Fund sarà approvato dalla Germania il prossimo maggio… Il prossimo maggio, la Merkel – uscente e sempre più contestata – avrà ancor meno potere, e i veri sovranisti (altro che Salvini) che sono i tedeschi, più forza ancora. Il nocciolo della questione è ben spiegato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che ovviamente esulta: “Alla domanda se l’UE debba davvero utilizzare molte più risorse proprie di quanto non faccia oggi per ripagare il debito, probabilmente non è facile rispondere da un punto di vista giuridico. Ma politicamente, significa la differenza tra una confederazione e uno stato federale”.

Ecco: i tedeschi, spalleggiati palesemente dalla loro Corte Suprema, non vogliono lo stato federale europeo, con un debito pubblico messo in comune. Soprattutto non vogliono un superstato imposto dalla porticina posteriore, con la scusa dell’emergenza come sempre è stato fatto “avanzare” il fogno europeo , Certo, gongola FAZ, “ Ciò non rende le cose più facili nei paesi umidi dell’UE come l’Italia, che stanno aspettando con urgenza i soldi…”.

E’ la disfatta per i nostri europeisti, i nostri Draghi, Letta, PD, ma anche per Macron, che ha bisogno più di noi del Recovery Fnd, essendo la Francia diventata un paese “umido” agli occhi germanici con un debito pubblico da Covid del 120 per cento . Interessante il commento dell’economista Charles Sannat: maggio (o più probabilmente giugno)

“Sarà un momento di tutti i pericoli per l’Europa, con una Germania che da 12 anni, la crisi dei subprime, sta guadagnando tempo per pagare il meno possibile. Il momento della verità si avvicina. L’euro può esplodere, oppure l’Europa compiere il suo grande balzo federale. Sarà solo in fondo al muro che vedremo chi vincerà. Non c’è dubbio che i mamamouchis francesi sapranno vendere il nostro paese alla Germania affinché accetti di “pagare” un po ‘per noi, dopo aver massacrato la bestia Francia”. Cosa teme Sannat dai nani politici che governano il paese? “

“In questo momento siamo in lotta a coltello con i tedeschi che stanno manovrando per dissolvere l’industria francese degli armamenti. Una minaccia a lungo termine per la supremazia tedesca in Europa. E sì. Non dobbiamo essere ingenui. È solo in Francia che abbiamo abbandonato il lungo periodo della geopolitica. In Cina, Stati Uniti, Russia o Stati Uniti combattono con le unghie e con i denti per garantire la propria sovranità e indipendenza…”

Perché l’Europa è la pace.


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