L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 marzo 2021

La dose di terrore quotidiano inoculataci dalle televisioni non basta e allora arrivano i militari e allora “guerra”, “nemico invisibile”, “fronte”, “trincea”, “non abbassare la guardia”, “vittime”, "coprifuoco" acquistano senso e spessore

GIOVEDÌ 4 MARZO 2021



Su YouTube https://youtu.be/f27fJTgXAZw e Rumble https://rumble.com/vebqe7-sancho-5-la-transizione-digitale-sulla-pelle-dellafrica.html 

ARRIVANO I GENERALI


Per questa puntata di "Sancho", su "Come Don Chisciotte", abbiamo preferito rinviare l'analisi sulle novità associate alle prime, sconcertanti, mosse sul Covid-19 attuate dal Draghi e dalla sua squadra. E' evidente la minacciosa "accelerazione" impostaci e inserita nel quadro di altre drammaticità virali su cui i media generalisti disinformano o occultano. A partire dall'assassinio nel Congo dei nostri ambasciatore e carabiniere e del loro autista, abbiamo scelto di guardare ad alcuni punti significativi della geopolitica mondiale. Influiscono sul nostro destino quanto le aggressioni e resistenze nella colonia Italia. Stavolta manca l'America Latina, ma ci arriveremo. 

Vado a riempire alcuni buchi nell’intervista fattami da Massimo nell’intervista di “comedonchisciotte”, ma prima, consentitemi una chiosa all’attualità domestica.

Da "Il Fatto Quotidiano"

Vaccini con le stellette. Non solo

Agevolati e stimolati dalle varianti made in qua e là, siamo passati dai roditori dei margini della nostro formaggio democratico, a quelli che lo tagliavano a fette con la mannaia frantumando, quanto meno nei fatti, la cosiddetta “costituzione più bella del mondo”. Ora siamo arrivati al punto che coloro i quali alla democrazia avevano messo un cappio al collo trent’anni fa, allora piuttosto lasco, pensano sia giunto il momento per togliere lo sgabello da sotto i piedi dell'impiccato. Il Bio-tecno-totalitarismo in marcia verso il Grande Reset cammina su molte gambe, come un millepiedi o, meglio, sui tanti tentacoli della piovra. Due di questi sono: aziendalizzazione e militarizzazione. Ovviamente si parte dalla scuola, finchè ne rimanga qualche residuio. Con il duo Draghi-Bianchi viene semplificata a tirocinio per l'impresa. Con Draghi-Guerini, vedrà moltiplicarsi nelle aule gli Incursori che illustrano ai ragazzi, abbagliati dalle uniformi, le meglio prospettive di vita.

Affinchè un’influenza passasse per guerra mondiale, non poteva non materializzarsi un regime di politici felloni, di manager (tecnici) della plutocrazia e di militari dell'"Avanti marsch!", naturalmente fuori da ogni verifica o legittimazione del “popolo sovrano”. E ora abbiamo un generalone, capacissimo, che si occuperà di come farci (non) vivere con la pandemia, dopo la liquidazione - su saggio suggerimento de "La Verità" - di un tecnico di business vari che, per come gestiva l'emergenza, pareva un giocatore poco pratico dello "Shanghai". Forse anche baro (è sotto inchiesta). 

Ma se il catastrofismo gestionale di Arcuri si è potuto limitare al solo nostro territorio, molto meglio hanno fatto Ursula von del Leyen e la sua Commissione a gettare nel totale scompiglio, disordine, caos, maneggi, anche contrattuali, la distribuzione del vaccino (presunto salvavita) sull'intera eurocombine. A dispetto di quanti danni questa consorteria ci ha inflitto, inclusi i 400 miliardi che ci ha tolto dal PIL con un euro che ha ridotto il nostro export a vantaggio di quello tedesco, Draghi ci invita a cederle gli ultimi frammenti della nostra sovranità. Rimane da chiedersi, alla luce del collaudato sadismo di queste classi dirigenti, se lo facciano apposta, se gli sia stato ordinato, o se gli (psico) malati siano loro.

Gestione Arcuri-Von der Leyen. Grazie M5S, maggioranza nel voto e in parlamento!

Dalle stelle che si spengono alle stellette che brillano

Eppoi, Il generale Figliuolo è uno, ma le stellette sono tante, quante l'inevitabile nuova Task Force richiede. Finiremo, vedrete, con un paio dietro a ogni vaccino, tampone, mascherina, uscita di casa, scuola. Non usava così ai tempi del bonapartismo? E Draghi con i suoi marescialli, cosa pensate che pensino di essere? Conoscete bene l'ordine mentale di chi si proclama Napoleone....

A gestire la pandemia il bancadrago ci ha concesso un feldmaresciallo. Deve affrontare un popolo affetto da paura e mancanza di libertà. Perciò è esperto di ospedali da campo, oltreché di bombardamenti su civili e Taliban afghani. Vale a dire lo strumento cruciale per modificare in direzione Grande Reset la nostra vita e tutto l’esistente. Che alla fine sarebbero entrate in campo le stellette, avremmo dovuto prevederlo, se il terrore indotto ce ne avesse lasciato facoltà. Lo si poteva capire da quando ci hanno martellato e passivizzato con la gragnuola di termini come “guerra”, “nemico invisibile”, “fronte”, “trincea”, “non abbassare la guardia”, “vittime”, "coprifuoco". 


E' in effetti stato d'assedio era, con noi rinserrati nella Fortezza Bastiani e il deserto pieno di armate tartare. In altre parole, Nato-izzazione di tutto, dal cittadino la cui sorte e salute vengono messe in riga da un generale di corpo d'armata e 90 pezzi d'Italia in questi giorni al servizio, a partire da Catania e Sigonella, delle manovre nucleari Nato nei nostri mari (dove starebbe per piombare Putin, forse con il vaccino nemico Sputnik V).

Il premier emerito e saltimbanco che fa quel che altri pensano


E poi ci si meraviglia e ci si indigna se un circense da baraccone, che, per ragioni apotropaiche, è stato nostro premier, va a contribuire a questo processo andando a salivare un apripista del rinascimento umano. Quello che ai miscredenti risulta assassino e squartatore di giornalisti, schiavizzatore di un popolo di immigrati, macellaio del vicino yemenita, violentatore dell'autodeterminazione delle donne. Uno dal quale perfino l'obamista Joe Biden, per quanto rintronato, ha dovuto prendere formali distanze, a ciò forzato dal rapporrto CIA, senza peraltro smettere di incenerire, in coppia con lui, bambini yemeniti. Comunque uno come Renzi va compreso: 80.000 dollari all'anno quale membro della Fondazione MBS valgono ben un leccata di pantofola.

Un gran bel frontalone, quello di questo specialista del "troppo stroppia" e dell'automutilazione delle parti basse. Auguriamo che presto accada alla stupenda formazione di ominicchi, quaraquà e ruffiani, genereosamente chiamati ministri e viceministri. Sono quelli che il capocomico ha sbattuto in platea, a battere le mani a lui e agli altri castigamatti "tecnici" sul palcoscenico.

Tornano le gloriose false flag e tornano i portatori di democrazia e ladri di petrolio


Quanto al mondo, siamo rientrati in piena era clintonian-bushian-obamiana, sotto l'isolazionistaTrump rimpianta tanto dal "Deep State", guerrafondaio e cosmopolita, quanto dai nostri "sinistri" sinistri globali. E tornano anche le care, collaudate False Flags. Un autoattentato missilistico alla base NATO di Irbil, attribuito alle Forze di Mobilitazione Popolare irachene (che hanno smentito), ma di cui si sono certamente incaricati i mercenari curdi, o Isis, degli USA, pratici di queste cose. Poi da un bombardamento, ordinato da Biden su civili e resistenti siro-iracheni, intitolato "rappresaglia", 22 morti. 

Subito dopo, a polverizzare, insieme a quei paesi o governi, la mera idea di riduzioni, o ritiri di truppe, progettati o attuati da Trump in Afghanistan, Iraq, Siria, Germania, Somalia, il Grande Ritorno. Una colonna di un centinaio di mezzi pesanti e tir pieni di armamenti USA entrano in Siria dall'Iraq. Si tratta di rifornire curdi, basi militari, jiadisti in addestramento ad Al Tanf. Si tratta soprattutto di rubare il petrolio iracheno, anche a beneficio dei mercenari curdi che hanno invaso e devastato un terzo della Siria. Negli stessi giorni i ritiri di Trump sono annullati ovunque. 4.500 nuovi soldati USA e Nato in Iraq, rinforzi di truppe e decine di migliaia di "contractors" in Afghanistan. Appoggio alle incursioni stragiste dell'Etiopia in Tigray, anche per tenere a bada il Sudan col peso insostenibile di 70mila profughi, e sotto tiro un Egitto troppo autonomo, con la minaccia del taglio dell'acqua del Nilo tramite megadiga in Etiopia.

E Israele sogna Persepoli


Israele, la false flag non se l'è fatta mostrare due volte. Superpecialisti della pratica, sublimata a New York un po' di anni fa, gli impuniti (dai russi) bombaroli israeliani hanno risposto al discorso impertinente di un ciabattino sciita di Damasco, mitragliando di missili (quasi tutti abbattuti dai siriani) l'area dell'aeroporto, ovviamente "tracimante di miliziani iraniani". 

Essendosi detto "mai secondi a nessuno", Netaniahu, ritenendo che fosse il momento di tirare per la giacchetta il già malfermo Biden, ha fatto scoppiare un paio di mortaretti a bordo del mercantile israeliano, Henos Kay, nel Golfo d'Oman. Ha poi strepitato che ordigni iraniani avevano danneggiato la sua nave. Ripetuto così il giochino USA di Irbil, ha provato a tirare per la jallabiah anche i nuovi fratelli arabi del "Patto di Abramo", o "NATO araba" - Israele, Bahrein, EAU, Marocco, Sudan e, sottotraccia, i sauditi - proclamando il "casus belli". Fusse che fusse la volta bbona per far fare a USA e compari del Golfo in Iran, quel che la superpotenza israeliana non è riuscita far in Libano contro gli Hezbollah nel 2000 e nel 2006?

"Conservatoti" patrioti e "moderati" vendipatria

Ahmadinejad e Ugo Chavez

Sull'Iran si confrontano in Occidente due posizioni. Come a Cuba. Rifare l'accordo sul nucleare del 2015 che, grazie a Rouhani e al ministro Zarif, espressione dei "moderati" occidentalizzanti, ammorbidì la resistenza antimperialista, annullò l'industria nuicleare civile e bloccò lo sviluppo del paese (linea Obama)? O imputare all'aggressività iraniana la destabilizzazione della regione e la produzione clandestina di armi nucleari, e saltargli addosso una volta per tutte (linea Netaniahu e neocon) ? La dicotomia si riflette inversamente all'interno del paese: classe borghese capitalista, ansiosa di mercato, disposta alla "mediazione", e settori popolari che ricordano lo sviluppo sociale e la fermezza patriottica dei "conservatori" sotto Ahmadinejad. Su cosa convenga all'Iran non ci può essere dubbio. L'eliminazione del generale Soleimani, dato per naturale successore di Ahmadinejad, lo rivela. Fra poco si vota e i "conservatori" sono in vantaggio.

Ci rimarrebbe parecchia roba. Mi limito a poche "eccellenze". Negli USA, il Pentagono ha dichiarato un "totale fallimento" il cacciabombardiere F35. Costato $1,7 trilioni, se ne farà un altro, meno scarcassone, enfio di una montagna insostenibile di tecno-elettronica e di altre inutilità. Il Congresso approvò l'acquisto di 93 esemplari, al costo di 100 milioni ciascuno. Così noi: 90, per non essere da meno. Di questa riflessione del Pentagono, ai nostri militari non è stato fatto sapere niente e neanche ai cartonati sui banchi di Senato e Montecitorio. E niente vogliono sapere: sono impegnati col virus.

Da Catania è in corso una delle più grandi esercitazioni navali Nato di tutti i tempi, con tanto di portaerei e sommergibili nucleari. La vicina Sigonella è diventata la più grande base Nato nel Mediterraneo. Fattasi le ossa nel far saltare per aria la Libia, ora, con l'avvento dei Natobanchieri, sarà la principale operatrice di droni con cui selezionare bersagli in Africa e Medioriente. Qualcuno a Roma sta pensando se non sia possibile utilizzarli per far piovere sull'Africa un po' di vaccini. Si muore troppo poco di Covid, in quel continente disastrato.


Quanto all'italiana di politica estera, fatto il nostro dovere di ascari coloniali con le 33 missioni militari in 22 paesi, per tutto il resto riveste la stessa importanza del cespuglio di biancospino nel bosco di querce. Vi si nascondono talpe e conigli.

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