L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 marzo 2021

La schizofrenia dei governi in Euroimbecilandia è manifesta ed è diretta a reprimere e ingabbiare fisicamente e mentalmente i cittadini. Non hanno mai voluto curare l'influenza covid a casa c'è stata la caccia all'untore attraverso i tamponi ai sani per far crescere esponenzialmente falsi malati e terrorizzare terrorizzare terrorizzare

ESTERO

La sindaca di Parigi furiosa per le evacuazioni del lungosenna

Scoppia la polemica con il governo dopo la diffusione di immagini in cui si vedono importanti contingenti della polizia nazionale dispiegati dalla prefettura di Parigi sulle rive della Senna per allontanare famiglie e bambini

aggiornato alle 18:2108 marzo 2021

© JOAO LUIZ BULCAO / HANS LUCAS VIA AFP - Controlli della Polizia sulle rive della Senna a rischio assembramento durante Covid

AGI - Polemiche e un nuovo braccio di ferro tra il governo francese e la sindaca socialista di Parigi, Anne Hidalgo, dopo l'evacuazione delle rive della Senna da parte di ingenti forze di polizia lo scorso fine settimana, decisa per arginare i contagi da Covid-19.

Le immagini di importanti contingenti della polizia nazionale dispiegati dalla prefettura di Parigi sul lungo Senna per far evacuare famiglie e bambini sono ampiamente circolate su media e social, alimentando malumore e critiche non solo della popolazione.

A contestare quel modus operandi è stata la sindaca di Parigi, Hidalgo, che in dichiarazioni rilasciate all'emittente France Inter si è detta "scioccata per quelle immagini", sottolineando di "non essere stata avvertita prima".

In un duro 'J'accuse' all'esecutivo, la prima cittadina della capitale ha detto che "sono la sindaca della capitale e vedere un'operazione di evacuazione delle rive della Senna senza essere nemmeno avvisata e' molto scioccante per me. Bisogna fare le cose nel rispetto di tutte le autorità, compresa la mia".

Sul suo account Twitter la prefettura di Parigi ha spiegato che l'operazione di sabato è stata dettata dal "mancato rispetto sul lungo Senna delle misure sanitarie prese per lottare contro il propagarsi del Covid-19".

Ma per Hidalgo, che oggi incontrerà il prefetto di polizia per chiedergli la "base legale" dell'intervento di sabato, si è trattato di un'operazione "ingiustificata" in quanto "c'erano molti genitori con dei passeggini e delle persone che passeggiavano".

"È vero c'era molta gente, ma meglio stare fuori che dentro per evitare i contagi", ha sottolineato la sindaca di Parigi, secondo la quale "le situazioni in cui bisogna intervenire non sono quelle ma piuttosto laddove le persone non rispettano il distanziamento, consumano bevande senza mascherina e a pochi centimetri l'uno dall'altra".

Secondo l'ultimo bollettino in Francia i nuovi casi sono stati oltre 23 mila e i decessi 170. Bilanci sempre alti che oggi hanno spinto l'agenzia di sanità regionale dell'Ile de France a far slittare il 40% degli interventi in agenda in ospedali e cliniche per poter liberare altri posti nelle terapie intensive.

Sono 973 i pazienti attualmente ricoverati nei servizi di rianimazione della regione parigina su un totale di 1.050 posti letto, quindi "siamo in una situazione di tensione molto alta" ha avvertito il direttore generale Aurélien Rousseau, che punta ad arrivare a 1.577 posti entro la prossima settimana per ridurre la pressione su tutte le strutture sanitarie.

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