L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 marzo 2021

Le continue conferme che l'influenza covid si può curare a casa se non si fosse tarpato le ali volontariamente ai medici di famiglia

19 Marzo 2021 21:48
Monti e il Covid curabile a casa
La Redazione de l'AntiDiplomatico


Ci sono sempre più testimonianze riguardo al fatto che il Covid se trattato tempestivamente e in assenza di importanti patologie concomitanti, è curabile anche al proprio domicilio e sopratutto è superabile. Adesso si conosce meglio la malattia e il suo decorso rispetto a un anno fa quando l’Italia venne investita dalla prima ondata di contagi provocati dal nuovo coronavirus.

L’ultima testimonianza in tal senso è quella del Senatore Mario Monti. Intervenuto a “un Giorno da Pecora” su Rai Radio1 il senatore a vita ha rivelato di aver contratto il covid riuscendo a superare la malattia. 

“Ho fatto il Covid, a metà febbraio. Ora per fortuna sto bene, tutto è andato bene dopo qualche giorno di febbre molto alta. Da circa una settimana sono negativo e da qualche tempo ho finito i 21 giorni canonici della quarantena”.

"Per fortuna - ha poi aggiunto Monti - non sono mai stato ricoverato. Mi fosse successo un anno fa sarei stato sicuro di morire, anche se poi magari l'esito sarebbe stato diverso. Stavolta invece è andata bene”. Perché crede che le cure rispetto all'anno scorso oggi siano più efficaci? “Si, ma poi anche psicologicamente: ricordate anche voi i rumori continui di ambulanze e le scene di terapie intensive”. 

Un ultima annotazione: il senatore rivela di essere stato contagiato a metà febbraio, proprio nei giorni in cui a Roma si votava la fiducia al governo Draghi. Monti era presente ed ha convintamente sostenuto il governo guidato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea. Nella sua intervista radiofonica sul come si sia contagiato afferma: “Ho una ipotesi ma siccome non si può esser sicuri non la avanzo. Comunque sono sempre stato molto attento alla sicurezza”, forse il senatore a vita ipotizza di aver contratto il virus proprio in occasione della fiducia al governo Draghi? Per questo ha tenuto il massimo riserbo sulla sua positività sino ad oggi?

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