L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 marzo 2021

L'ideologia dell'INGERENZA diventa un boomerang per il decadentismo statunitense

Gli Stati Uniti sono il maggior produttore di disastri globali sui diritti umani

2021-03-24 21:45:03

Mercoledì 24 marzo le autorità cinesi hanno pubblicato “Rapporto 2020 sulle violazioni dei diritti umani negli USA”, nel quale - con fatti e dati dettagliati – si dimostra che la situazione dei diritti umani negli Stati Uniti appare sempre più deteriorata. Questo ha fatto capire al mondo che quella superpotenza che ogni tanto critica altri Paesi e impone sanzioni è proprio il maggior produttore di disastri globali sui diritti umani e la principale minaccia alla sicurezza e alla stabilità mondiale.

Nel corso del 2020, la brutta performance americana nell’ambito dei diritti umani è un fatto ovvio per tutti. Finora più di 540 mila vittime dell’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, i sempre più frequenti scontri etnici e la sempre più forte polarizzazione politica. Tutti questi disordini verificatisi negli Usa hanno strappato completamente il velo dei diritti umani all’americana, mostrando l’ipocrisia e il doppio standard adottato da questo Paese.

La cosa peggiore è che con l’aggravarsi della crisi della governance globale provocata dall’emergenza sanitaria, con il pretesto dei “diritti umani”, gli Stati Uniti continuano ad interferire in modo arbitrario negli affari di altri Paesi, imponendo sanzioni e ritrovandosi con un “debito” di diritti umani nei confronti di altri.

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