L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 marzo 2021

L'inutile rincorsa al Recovey Fund degli euroimbecilli che è solo un VINCOLO ESTERNO i medesimi soldi si possono richiedere attraverso titoli di stato conveniente solo per i risparmi italiani creando un circolo virtuoso

Varoufakis vs Draghi/ “Nel 2015 contribuì a strangolare la Grecia. McKinsey-mafia…”

Pubblicazione: 15.03.2021 - Carmine Massimo Balsamo

L’ex ministro delle Finanze della Grecia, Yanis Varoufakis, in tackle su Draghi: “McKinsey? Poteva fare peggio solo chiamando la mafia”

Yanis Varoufakis, ex Ministro Finanze Grecia (LaPresse)

«Draghi poteva fare peggio solo chiamando la mafia nella riorganizzazione del ministero della Giustizia»: Yanis Varoufakis non fa passi indietro sulle sue recenti dichiarazioni choc sul premier italiano sull’ingaggio di McKinsey come supporto tecnico-organizzativo nella distribuzione dei fondi comunitari. L’ex ministro delle Finanze della Grecia non ha usato mezzi termini nel parlare dell’ex presidente della Banca centrale europea…

«Guardi, non è importante per quanti soldi e dove sono stati assunti: è il loro coinvolgimento che trovo immorale. Ricordo a tutti che McKinsey è stata multata per 600 milioni negli Stati Uniti per uno scandalo legato al commercio di oppiacei che, Oltreoceano, continuano a causare migliaia di morti», un altro affondo di Varoufakis, che non ha risparmiato critiche anche all’operato dell’Unione Europea in tempi di pandemia…

VAROUFAKIS STRONCA DRAGHI

Per Yanis Varoufakis l’Europa sarà molto più debole dopo la pandemia, considerando che i fondi del Recovery Fund sono esigui e arriveranno anche tardi. «Il rischio per la zona euro è di sprecare un altro anno», il giudizio del greco, che ha invocato l’utilizzo di Eurobond per “europeizzare” il debito pubblico. Tornando su Mario Draghi, Varoufakis ha tenuto a ricordare: «La mia opinione su Mario Draghi è irrilevante. Sì, nel 2015 ha contribuito a strangolare la democrazia greca e in questo modo ha danneggiato anche la democrazia europea. Chiudere le banche elleniche è stato un modo per ricattare il popolo greco e costringerlo ad accettare l’ennesimo prestito impagabile da parte della Troika. Ma su Draghi penso ci sia un tema politico importante: la sua nomina non è frutto di un’elezione, è stato scelto a porte chiuse da leader politici che si sono accordati senza tenere conto dei rispettivi programmi con cui si erano presentati al popolo italiano».

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