L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 marzo 2021

L'Occidente non fa nulla per abbattere i terroristi mercenari tagliagola al contrario dei russi anzi mette sanzioni, atti di guerra, nei confronti della Siria aiutando quindi il terrorismo

Siria, la Russia attacca lo Stato Islamico al centro del triangolo Aleppo-Hama-Raqqa

18 Marzo 2021 


La Russia attacca lo Stato Islamico al centro del triangolo Aleppo-Hama-Raqqa. Raid mirati sul monte Al-Bashri, le cui grotte sono usate dai jihadisti IS per nascondersi dagli strike

La Russia lancia una nuova ondata di raid aerei mirati contro lo Stato Islamico a ovest di Deir Ezzor. Secondo fonti locali, ci sono stati oltre 80 strike, concentrati soprattutto sul monte Al-Bashri, al confine con la provincia di Raqqa. Altri, invece, hanno preso di mira Athraya e Al-Rahjan (Hama) e il deserto di Mayadeen. Obiettivo: distruggere le grotte e i nascondigli dei jihadisti IS nell’area. Questi, infatti, hanno imparato a evadere gli attacchi dei caccia di Mosca, riparandosi all’interno di cavità naturali. Poi, una volta cessato l’allarme, tornano subito a colpire l’esercito siriano (SAA) e le milizie pro-Iran alleate per mantenere su di essi il pressing ai massimi livelli. Peraltro, la montagna è geograficamente strategica. Ciò in quanto si trova al centro del triangolo Aleppo-Hama-Raqqa, dove i terroristi sono più attivi.

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