L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 20 marzo 2021

L'ossessione degli Stati Uniti nei confronti della Cina è aumentata con la presidenza Biden coinvolgendo Giappone, India, Australia

Terzo meeting del QUAD in sei mesi: cosa bolle in pentola nel Pacifico?
19 marzo 2021 


Il 12 marzo scorso, i leader di India, Australia, Giappone e Stati Uniti hanno tenuto un incontro virtuale allo scopo di potenziare il Quad (Quadrilateral Security Dialogue).

India, Australia, Giappone e Stati Uniti avevano lanciato per la prima volta il Quad nel 2007, ma l’iniziativa aveva perso di importanza molto presto. I quattro paesi, tuttavia, hanno rilanciato il Quad a Manila nel novembre 2017, apparentemente per creare un baluardo di nazioni democratiche per contrastare le mosse espansionistiche della Cina nella regione indo-pacifica.


Gli alti esponenti delle quattro nazioni hanno avuto diversi incontri da quando il Quad è stato rilanciato. Nel settembre 2019, il Quad si è riunito con la partecipazione dei Ministri degli Esteri in un meeting a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La seconda riunione si è tenuta a Tokyo il 6 ottobre dello scorso anno e la terza si è tenuta praticamente il 18 febbraio 2021. Quello con Biden, Morrison, Modi e Suga è il primo incontro in assoluto nel suo genere che ha visto la partecipazione dei massimi vertici dei quattro paesi.

Finora tutte le parti interessate hanno affermato che il “QUAD” non è altro che una riunione informale di alleati, ma si tratta comunque del terzo meeting negli ultimi sei mesi e la “natura dell’alleanza” potrebbe cambiare.

L’incontro del 12 marzo scorso è stato anche l’occasione per annunciare accordi di finanziamento a sostegno dell’aumento della capacità di produzione di vaccini contro il coronavirus in India. In una conferenza stampa dopo il vertice, il ministro degli Esteri indiano Harsh V. Shringla ha fornito ulteriori dettagli confermando che l’India produrrà fino a 1 miliardo di vaccini Johnson & Johnson monodose, con gli Stati Uniti e il Giappone che forniranno sostegno finanziario e con l’Australia che si occuperà della logistica. Nella conferenza stampa della Casa Bianca dopo il vertice del 12 marzo, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan, nel suo briefing, ha annunciato che questi vaccini saranno consegnati nei paesi dell’ASEAN, nel più ampio Indo-Pacifico e oltre. Secondo quanto riportato dalla Reuters, gli accordi si concentreranno in particolare su aziende e istituzioni in India che producono vaccini per i produttori di farmaci americani Novavax Inc e Johnson & Johnson.


Tre giorni prima del vertice Quad, il 9 marzo scorso, il premier giapponese Yoshihide Suga ha chiamato il primo ministro indiano Narendra Modi condividendo le preoccupazioni sul tentativo della Cina di cambiare lo status quo nel Mar Cinese Orientale e Meridionale.

In una telefonata di 40 minuti con Modi, Suga “ha espresso serie preoccupazioni per i tentativi unilaterali di cambiare lo status quo nel Mar Cinese orientale e meridionale, sulla legge sulla guardia costiera cinese, e sulla situazione a Hong Kong e nella regione autonoma uigura dello Xinjiang.”

Dal quando (gennaio scorso) la Cina ha presentato la nuova legge sulla guardia costiera, il Giappone si è preoccupato notevolmente poiché le sue navi potrebbero essere bersaglio delle navi cinesi nella regione. Tuttavia, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi aveva dichiarato all’inizio di questa settimana che tale legge non è rivolta contro nessun paese.

Il Giappone aveva espresso la stessa preoccupazione anche durante la riunione dei paesi membri del Quad, avvenuta nel mese di febbraio.

Modi e Suga hanno anche promesso di rafforzare la cooperazione nella regione indo-pacifica e a tal fine, hanno condiviso l’idea di far avanzare costantemente sia la cooperazione bilaterale Giappone-India sia la cooperazione quadrilatera Giappone-Australia-India-USA.

I due leader hanno anche discusso di questioni bilaterali tra Nuova Delhi e Tokyo, compreso il “progresso” del progetto ferroviario ad alta velocità (denominato anche treno proiettile).

Il progetto è stato ufficialmente inaugurato nel settembre 2017 da Modi e dall’ex primo ministro giapponese Shinzo Abe, ma ha subito notevoli ritardi poiché è rimasto invischiato in una crisi politica con il governo del Maharashtra. Il progetto è stato realizzato tra Mumbai e Ahmedabad per un costo di circa 12 miliardi di dollari.

Il primo ministro Modi ha anche invitato Suga in India per il vertice bilaterale annuale.

I due leader si sono parlati per l’ultima volta nel settembre 2020, subito dopo che Suga ha assunto la carica di nuovo Primo Ministro del Giappone.


Da parte americana, Il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, ha definito la Cina la “minaccia costante” del Pentagono. I funzionari della difesa americana stanno rivedendo la strategia statunitense nei confronti della Cina attraverso una task force.

Per l’anno fiscale 2021, che termina il 30 settembre, il Congresso ha finanziato 2,2 miliardi di dollari nella Pacific Deterrence Initiative per contrastare l’influenza cinese nella regione e aumentare la cooperazione con alleati e partner del Pacifico.

L’ammiraglio Phil Davidson, capo del comando indo-pacifico, durante un’audizione al Senato, ha detto che gli USA devono investire di più nella regione in truppe, sistemi di rilevamento missilistico e armi al fine di proteggere il paese dalla minaccia aggressiva cinese. “Vedo [la Cina] sviluppare sistemi, capacità e postura che indicherebbero che è interessata all’aggressione”, ha detto Davidson a proposito della crescita dell’esercito cinese.

Davidson sostiene l’importanza di ulteriori finanziamenti per l’iniziativa nell’anno fiscale 2022, che dovrebbero raggiungere i 4,6 miliardi di dollari.

Una delle massime priorità di Davidson, non ancora finanziata, è la costruzione di un sistema Aegis Ashore su Guam per proteggere il territorio dalla Cina. Secondo Davidson Il sistema consentirebbe una difesa aerea e missilistica a 360 gradi contro i missili cinesi. L’attuale sistema radar Terminal High Altitude Area Defense, o THAAD, non è in grado di affrontare la futura minaccia missilistica.


Davidson ha definito “statico” lo status delle forze americane posizionate nella regione e la loro deterrenza convenzionale si sta “erodendo” man mano che la Cina costruisce e posiziona più navi di quante ne abbiano ora gli Stati Uniti. Avere una postura che promuove la deterrenza è fondamentale per l’America per rispondere alle minacce. Occorrono quasi tre settimane prima che le forze arrivino nella regione dalla costa occidentale e 17 giorni dall’Alaska.

Davidson ha detto che crede che gli Stati Uniti debbano avere una quantità “robusta” di forze sparse in luoghi permanenti nella regione, così come la capacità di accogliere le forze di rotazione per consentire una migliore risposta alle minacce.

Washington dovrà anche affrontare altri ostacoli nel tentativo di portare un’India, potenzialmente riluttante, dalla propria parte con lo scopo di contrastare la spinta della Cina nell’espandere la sua influenza territoriale e marittima.

Secondo Tetsuo Kotani, esperto di sicurezza internazionale presso l’Università Meikai, “Biden vuole affrontare le varie questioni riguardanti la Cina lavorando con gli alleati e paesi pro-USA, considera quindi il Quad come uno strumento efficace e vuole promuoverlo”.


Sia Tokyo che Washington sono allarmate dalle mosse di Pechino e concordano sul fatto che l’articolo 5 del trattato di sicurezza tra Giappone e Stati Uniti sarebbe applicabile alle isole Senkaku. L’articolo afferma che gli Stati Uniti difenderebbero i territori sotto l’amministrazione giapponese in caso di attacco armato.

Allo stesso modo, l’Australia sta vigilando sull’ascesa della Cina e sulla sua ampia influenza politica ed economica sulle isole del Pacifico, una regione che Canberra considera fondamentale per i suoi interessi nazionali. Morrison, primo ministro australiano, ha definito il Quad come “un’ancora di pace e stabilità nella regione”.

L’India sarà un partner complicato per Biden, gli Stati Uniti cercano di incoraggiare Nuova Delhi ad approfondire la cooperazione in materia di sicurezza attraverso il Quad. Dai giorni della Guerra Fredda, l’India ha mantenuto una posizione di “non allineamento”, sostiene un Indo-Pacifico libero e aperto, è inquieta per l’influenza cinese nella regione e preoccupata per l’intensificazione delle tensioni con Pechino. Inoltre, secondo alcune fonti stampa,

New Delhi sarebbe preoccupata per le implicazioni di tale decisione sulla sua partnership strategica di lunga data con la Russia, che in precedenza aveva denunciato il Quad come uno strumento “divisivo” ed “esclusivista” utilizzato dagli Stati Uniti per attuare la loro “politica subdola” tentando di coinvolgere Nuova Delhi in azioni contro la Cina e per minare la stretta collaborazione tra Mosca e New Deli.

Secondo quanto riportato da fonti stampa la dichiarazione congiunta è stata schietta sul fronte della sicurezza marittima. In particolare, la sua definizione di “collaborazione, anche nel campo della sicurezza marittima, per affrontare le sfide all’ordine marittimo basato su regole nel Mar Cinese Orientale e Meridionale” fa pensare ad una condotta comune in futuro.

Nella dichiarazione congiunta il Quad ha menzionato anche la denuclearizzazione della Corea del Nord. Per quanto riguarda la questione Myanmar è stato usato un linguaggio non particolarmente duro. “In qualità di sostenitori di lunga data del Myanmar e del suo popolo, sottolineiamo l’urgente necessità di ripristinare la democrazia e la priorità di rafforzare la resilienza democratica”.

Infine, i quattro paesi si impegnano nell’istituzione di tre nuovi gruppi di lavoro: sui vaccini, sulle tecnologie emergenti e sul clima.

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