L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 marzo 2021

Quando si tratta di competizione ci sono sempre gli Stati Uniti che hanno tenuto in disparte la Cina costretta a sviluppare un programma spaziale autonomo

Un mostra sul programma lunare cinese al Museo nazionale di Pechino, 2 marzo 2021. (Kevin Frayer, Getty Images)


10 marzo 2021

È una di quelle informazioni che possono sembrare irrilevanti o troppo lontane dalle nostre preoccupazioni attuali, ma che invece potrebbero segnare un’evoluzione decisiva. Il 9 marzo Russia e Cina hanno annunciato di aver firmato un accordo di principio per la costruzione in comune di una stazione lunare permanente, in superficie o in orbita.

I due paesi hanno proclamato che il loro progetto è aperto a tutti i paesi interessati, ribadendo il proprio sostegno all’”esplorazione pacifica dello spazio”. Tuttavia esiste innegabilmente una dimensione geopolitica forte quando le due principali potenze che formano una sorta di “fronte del rifiuto” antioccidentale si uniscono su un tema importante come lo spazio.

In primo luogo si tratta di una scelta russa che segna un’inversione di rotta rispetto alla storia recente. Alla rivalità spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica ai tempi della guerra fredda era seguita un’epoca di collaborazione. Oggi la Stazione spaziale internazionale accoglie cosmonauti statunitensi, russi e di altre nazionalità, come il francese Thomas Pesquet che partirà il mese prossimo.

Un passo significativo
Solo la Cina è stata tenuta in disparte dagli statunitensi, costretta a sviluppare un programma spaziale autonomo.

La Russia ha cambiato la propria alleanza spaziale? Non necessariamente, perché Mosca potrebbe conservare l’accesso alla Stazione spaziale internazionale pur portando avanti il nuovo progetto con Pechino. In ogni caso, anche se la Russia e la Cina collaborano già nei loro programmi spaziali, questo progetto segna un passo significativo.

Alcuni si chiedono se l’occidente non abbia spinto la Russia tra le braccia della Cina

Da anni gli strateghi occidentali si chiedono quale sia la natura (e la solidità) del riavvicinamento russo-cinese, in corso ormai dal 2014 dopo la crisi ucraina e le sanzioni internazionali.

Alcuni minimizzano sottolineando che Mosca non vorrà restare a lungo il partner debole di un’alleanza con la potenza cinese, mentre altri si chiedono se l’occidente non abbia spinto la Russia tra le braccia della Cina.

Comunque sia questa alleanza continua a rafforzarsi, alimentata da un’ostilità condivisa nei confronti dell’occidente, da un riavvicinamento militare (simboleggiato dalle manovre comuni) e da un’intesa personale tra Vladimir Putin e Xi Jinping. L’alleanza sulla Luna aggiunge una dimensione molto strategica sul lungo periodo.

Corsa alle terre rare
La posta in gioco della Luna è triplice: il prestigio è importante, ma esistono anche aspetti economici e militari.

Secondo Julie Klinger – ricercatrice statunitense e autrice del libro Rare earth frontiers, from terrestrial subsoils to lunar landscapes, dedicato alle “terre rare”, i minerali preziosi indispensabili per le nostre economie – “la Luna è il prolungamento del campo di battaglia terrestre per le materie prime”. Lo sfruttamento delle risorse lunari e in particolare delle “terre rare” (elementi chimici usati per la produzione di materiale elettronico) è una prospettiva a cui lavorano tutti i grandi stati.

Infine non bisogna dimenticare la militarizzazione crescente dello spazio. Vuole il caso che proprio il 10 marzo parta la prima esercitazione del comando spaziale francese, che simulerà operazioni militari nello spazio. Gli statunitensi e i tedeschi parteciperanno all’esercitazione, battezzata con il nome di “Asterix”. Nello spazio, insomma, si ritrovano le rivalità e i conflitti terrestri. Questo è il senso dell’annuncio russo-cinese del 9 marzo.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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