L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 30 marzo 2021

quanti Archegos Capital ci sono?

LEVA FINANZIARIA: arrivano i primi segnali di fragilità

Scritto il 30 marzo 2021 alle 07:44 da Danilo DT


Settimana che sembra iniziata serenamente. Anche se in realtà, vedendo quanto è successo venerdi sera (e messo a nudo nel week end) qualche fantasma è saltato fuori.
Andiamo ai fatti se ancora non li conoscete.
Qualcuno si è messo a vedere, o meglio, svendere, titoli a Wall Street, per rientrare dall’eccesso di esposizione alla leva finanziaria. Insomma, c’è stato nuovamente qualcuno che ha esagerato con il leverage ed è stato costretto a vendere alla disperata. Così senza apparenti motivi, società come ViacomCbs, Discovery, Baidu, Tencent Music, Vipshop, Farfetch più molte altre, sono collassate in borsa. Come vedete soprattutto media USA e tech cinese.

Il colpevole chi è? Archegos Capital, un fondo che deriva da una vecchia conoscenza, il Tiger Asia Management LLC di Bill Hwang, il quale sembra si fosse prodigato a lavorare a leva 5x, indebitandosi sempre di più per aumentare la posta in gioco (e rimanere in piedi). Fino a quando il vaso è stato colmo e la bolla è scoppiata. Doveva rientrare, nessuno lo ha finanziato ulteriormente, ha dovuto vendere, anzi, svendere.


Una storia che ci riporta a cose già viste in passato come l’esperienza di LTCM del 1998, saltato malgrado la presenza del suo board di nomi di primissimo livello. Oppure la vicenda Amaranth.
La cosa positiva qual è stata? E’ che in realtà questa volta…nessun se n’è accorto. Perchè le borse sono state decisamente tranquille. Complice la quantità di liquidità assurda sul mercato, le vendite non hanno scatenato il sell off e quindi l’episodio sembra apparentemente isolato.
Ma la questione non deve passare inosservata perché è l’ennesima testimonianza che il mercato ormai è in preda alla speculazione, ai trading system, alle intelligenze artificiali. E per farla molto breve, si sta perdendo il polso della situazione.

Anche perché quante altre Archegos Capital saranno presenti sul mercato? E quante altre società dovranno essere “salvate” per evitare nuove catastrofi finanziarie?
Non dimenticate mai quanto vi ho detto circa un milione di volte.

Il sistema è stato montato ad arte per portare i mercati e l’economia in una direzione che fa comodo a tutti. Ai Governi e alle Banche Centrali. Ma in questo contesto si stanno moltiplicando gli eccessi e si farà il possibile per mantenere la situazione sotto controllo. Il problema lo avremo quando un problema non sarà più gestibile e diventerà TOO BIG FOR ALL.

Intanto è anche saltato Greensill Capital ( si parla anche di interconnessioni con la vicenda Archegos Capital che collega anche altri importanti attori come Ark Invest, Nomura e Credit Suisse) tanto per gradire…

(…) Il crac di Greensill Capital, il gruppo finanziario anglo-australiano che nei giorni scorsi in Regno Unito ha presentato un’istanza di protezione dall’insolvenza, sta avendo una fitta trama di conseguenze nel mondo economico e non solo.(…) [Source] 

I dettagli li lascio a voi, se vorrete approfondire, ma la cosa notevole è da una parte le conseguenze che ancora non sono realmente quantificabili, e poi il fatto che una società passa da essere una start-up mostruosa che arriva a valutare oltre 1 miliardo di USD, al fallimento.

“Greensill ha sviluppato finanziamenti alle catene di fornitura al di fuori dei tradizionali canali bancari e il suo collasso può innescare una crisi di liquidità per quelle società che contano sul suo sostegno” [Fitch Ratings

Bene ma non benissimo. E proprio adesso, coi tassi di interesse che iniziano a salire soprattutto negli USA, dovremo tenere le antenne dritte. Cigno nero all’orizzonte? Al momento sembra di no. Ma quando arriva, non avremo certo un messaggio premonitore qualche settimana prima. Archegos Capital insegna quanto tutto possa essere così fragile.

STAY TUNED!

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