L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 marzo 2021

Se non si capisce che a monte dell'influenza covid c'è una scelta ideologica di applicare la Strategia della Paura non si può comprendere perchè si è scelto di curare l'influenza covid in ospedale e non a casa, anche con la tradizionale aspirina













di Mara Magistroni
15 MAR, 2021
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L’aspirina potrebbe aiutare contro il coronavirus?

Le persone che assumono aspirina per la prevenzione di disturbi cardiaci sembrano ammalarsi meno di Covid-19, ma servono ulteriori studi

(foto: Getty Images)

Non saltiamo a facili conclusioni, ma l’aspirina potrebbe essere un candidato promettente per il trattamento di Covid-19 e per la prevenzione dell’infezione. Sia chiaro: un possibile candidato, non un’arma certa. Uno studio condotto dai ricercatori del Leumit Health Services, della Bar-Ilan University e del Barzilai Medical Center in Israele ha messo in luce, infatti, che le persone che assumono la cardioaspirina (che ha un dosaggio minore della normale aspirina) si ammalano meno di Covid-19, e anche coloro che manifestano i sintomi guariscono e si negativizzano prima. Si tratta tuttavia di risultati preliminari che devono essere confermati da studi clinici randomizzati, che tengano anche conto del rapporto rischio-beneficio dell’assunzione di questo farmaco (che ha ovviamente effetti collaterali).

Sapendo che l’assunzione di aspirina dà beneficio in caso di infezioni da parte di virus a rna (come il coronavirus) e che ha un effetto sul sistema immunitario tale da supportare le difese dell’organismo, alla luce anche di altre indagini precedenti, gli autori della ricerca, pubblicata sul Febs Journal, hanno voluto constatare se potesse esserci una correlazione tra l’assunzione di aspirina e Covid-19.

Così hanno analizzato le informazioni relative a 10.477 persone sottoposte a tampone molecolare tra il primo febbraio e il 30 giugno 2020, verificando quanti tra coloro in terapia con cardioaspirina (75mg) per la prevenzione di malattie vascolari fossero risultati positivi al coronavirus, quanti si fossero ammalati e in quanto tempo fossero eventualmente guariti.

Ciò che è emerso da questo studio retrospettivo è che le persone che assumono cardioaspirina avrebbero il 29% di probabilità in meno di essere positive al coronavirus. Inoltre molte delle persone in terapia con cardioaspirina risultate invece positive al test molecolare non hanno poi mostrato sintomi.

Come osservato anche in altri studi retrospettivi, i dati israeliani confermano che la somministrazione di aspirina durante Covid-19 è associata a una precoce negativizzazione e a una ripresa più rapida dalla malattia.

“Questa osservazione del possibile effetto benefico di basse dosi di aspirina sull’infezione da Sars-Cov-2 è preliminare ma sembra molto promettente“, ha commentato Eli Magen del Barzilai Medical Center, che ha guidato lo studio.

Tuttavia, sottolineano gli esperti, servono ulteriori studi randomizzati controllati per appurare i potenziali benefici dell’aspirina come aiuto per la prevenzione dell’infezione e come trattamento sintomatico.

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