L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 marzo 2021

Tesla, quel grande bluff

La bolla delle auto elettriche sta per scoppiare?

4 Marzo 2021 - 17:44

Nel corso del 2020 i titoli dei produttori di vetture elettriche, da Tesla a Nio, hanno conquistato i mercati, ma il disallineamento tra il rendimento borsistico e i fondamentali economici sta sollevando pesanti interrogativi sulla consistenza delle quotazioni.


La bolla delle auto elettriche potrebbe scoppiare già nel corso del 2021, e sgonfiare così le quotazioni (altissime) dei principali player del ramo green dell’industria automobilistica, da Tesla a Nio.

L’allarme, lanciato dagli analisti, mette dunque in discussione la solidità della bull run delle auto elettriche, premiate ormai da un anno - sui principali listini statunitensi - dal crescente interesse verso le nuove soluzioni di mobilità ad emissioni zero, sebbene i fondamentali economici (deboli) non giustifichino il diffuso sentiment rialzista.
Auto elettriche, una bolla sta per scoppiare?

Le big tech della Silicon Valley, da Amazon ad Apple, e i principali produttori di auto elettriche, come Tesla e i tanti competitor cinesi, hanno capitalizzato al meglio le implicazioni della stay-at-home-economy e il rinnovato interesse per la smart mobility dell’ultimo anno, finendo di diritto tra i pochi vincitori della stagione pandemica.

Ma mentre i giganti tecnologici statunitensi continuano a fare man bassa sul mercato, un vento nuovo sembra ora soffiare sui player dell’automotive: secondo gli analisti, la generale sopravvalutazione dei titoli - fuori asse rispetto alla reale consistenza delle società quotate, come evidenziato in molti casi dal rapporto prezzo-utili - sta iniziando ad emergere, rivelando la vera natura del rally dell’ultimo anno: una bolla speculativa.

Certo, il favore dei consumatori verso la mobilità sostenibile non è in discussione, e le auto green sono indubbiamente destinate a mangiarsi il mercato automobilistico, come certificato dalle svolte green annunciate negli ultimi tempi dai principali player del comparto, da Ford a Volvo.

Tuttavia, la grande febbre dell’ultimo anno ha caricato di pressioni eccessive un settore per certi versi ancora acerbo, e per questo il graduale smarcamento degli investitori non sorprende: le azioni Tesla, ad esempio, vengono scambiate ora a 631 dollari, in contrazione del 28,7% rispetto al picco di inizio anno (quota 880 dollari), ma anche le cinesi Nio, -38,6% in meno di un mese, e XPeng, -62,1% dai massimi di novembre, stanno colando a picco.
Come scommettere contro le auto elettriche?

Questa inversione di tendenza potrebbe ora aprire nuove occasioni di profitto per gli investitori: vendere allo scoperto, individualmente, le azioni Tesla, Nio, XPeng o Nikola rimane un’operazione ad alto coefficiente di rischio, con improvvisi buy che potrebbero alimentare rovinosi short squeeze. Per questo, gli analisti puntano sugli exchange-traded fund (ETF) tematici per scommettere contro le auto elettriche.

Ad esempio, shortare un ETF come Global X Autonomous & Electric Vehicles (ticker DRIV), fondo che investe non solo nei player più in vista dell’automotive green, ma sull’intera filiera, dalle aziende produttrici di batterie ad altri beneficiari indiretti del boom dell’elettrico, potrebbe essere l’ideale per chi vede movimenti ribassisti del settore green, considerando anche che l’ETF in questione ha iniziato a perdere quota nelle ultime settimane, dopo le grandi performance del 2020.

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