L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 aprile 2021

Biden telefona all'assassino per minacciarlo ancora

ESTERO
Alta tensione in Ucraina, Biden chiama Putin

Il presidente americano ha avvertito il collega russo che gli Usa agiranno "con fermezza" a difesa di Kiev

aggiornato alle 18:4913 aprile 2021

© AFP - Il segretario di Stato Usa, Blinken, incontra il collega ucraino a Bruxelles

AGI - Non si allenta la tensione tra Russia e Ucraina, dove preoccupano le manovre delle truppe di Mosca al confine e in Crimea e i nuovi scontri tra i separatisti filo-russi e le forze di Kiev. Il presidente Usa, Joe Biden, ha telefonato al capo del Cremlino, Vladimir Putin, per avvertirlo che "agirà con fermezza" in difesa di Kiev e lo ha esortato ad allentare la morsa. Era la prima volta che i due si parlavano da quando, a marzo, Biden definì il collega russo che "un assassino" avvertendolo che "pagherà un prezzo" per le ingerenze nelle elezioni statunitensi.

La preoccupazione della Nato

Anche la Nato è preoccupata: "Negli ultimi giorni la Russia ha mobilitato migliaia di soldati pronti al combattimento lungo i confini con l'Ucraina. Si tratta della più grande mobilitazione di uomini al confine dall'annessione illegale della Crimea nel 2014", ha denunciato il segretario generale, Jens Stoltenberg, a Bruxelles, a fianco del ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. "E' un comportamento ingiustificato, inspiegabile e profondamente preoccupante".

Mosca non ci sente

La Russia per ora non sembra intenzionata ad abbassare la tensione: Mosca ha accusato la Nato di aver trasformato l'Ucraina in una "polveriera" e Kiev di continuare a ricevere sempre più armi dall'Occidente. E anzi ha fatto sapere che, in caso di un'escalation militare, è pronta a fare "tutto il necessario" per proteggere i suoi concittadini nelle regioni separatiste del Donbass.

Le navi Usa verso il Mar Nero

Come segnale di sostegno all'Ucraina, due navi da guerra Usa - i cacciatorpediniere Donald Cook e Roosevelt- stanno arrivando nel Mar Nero. Mosca ha detto loro di stare lontano dalla Crimea "per il loro bene" e nel frattempo ha trasferito 15 navi militari dal Mar Caspio al Mar Nero (assicurando peraltro che si tratta di un'operazione di routine come ogni fine inverno, quando il dispiegamento navale viene modificato). Anche i ministri degli esteri del G7 (oltre a Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America) insieme all'Alto rappresentante dell'Unione europea, Josep Borrell, si dicono "profondamente preoccupati" e hanno chiesto alla Russia "di cessare le sue provocazioni".

Blinken a Bruxelles

Domani Stoltenberg presiederà una riunione - in videoconferenza - con i ministri degli Esteri e della Difesa dell'Alleanza: saranno invece presenti fisicamente nel quartier generale a Bruxelles il segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il suo collega alla Difesa, Lloyd Austin. Biden comunque ha chiesto a Putin un incontro: parlarsi faccia-a-faccia, in un Paese terzo. Le questioni sul tappeto non mancano, e l'Ucraina è solo una di queste.

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