L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 aprile 2021

Cuba non ha MAI rinunciato alla sua dignità

Si chiude l’era Castro: anche Raul lascia. Gianni Minà: “Contro Cuba un accanimento ingiustificato”
giovedì 15 Aprile 20:33 - di Laura Ferrari


Domani si apre il “Congresso della Continuità”, ma a Cuba sarà soprattutto la fine dell’era Castro. L’89enne Raul lascerà l’incarico di segretario generale del partito comunista, prima ricoperto dal fratello Fidel, il lider maximo. A prendere il suo posto sarà Miguel Diaz Canel, in una quattro giorni di Congresso che si svolge in coincidenza con le celebrazioni del sessantesimo anniversario della fallita invasione della Baia dei porci.

Gianni Minà sulla svolta di Cuba: “La fine di un’epoca la stiamo vivendo noi”

“Cuba è in crisi economica per un embargo ancora imposto dagli Stati Uniti da 60 anni. Sfido qualunque paese a sopravvivere senza poter fare accordi economici con altri Stati” e ciò è tanto più “vergognoso” durante una pandemia. A dirlo all’Adnkronos è il giornalista Gianni Minà, grande conoscitore di Cuba, alla vigilia dell’ottavo Congresso del partito comunista, che vedrà il segretario generale Raul Castro passare il testimone ad una nuova generazione.

L’opinione del giornalista e biografo di Fidel Castro

“I cubani, dopo la Rivoluzione del ’59, hanno deciso di abbracciare un altro sistema, quello socialista, coniugato nella loro storia – sottolinea il giornalista – E pare che continueranno a farlo perché, pur con molte criticità, garantisce alla popolazione una qualità della vita dignitosa. Cosa che nel resto dei paesi dell’America Latina e del Sud del mondo è ormai, di nuovo, diventata un miraggio. Nel 2016 Fidel Castro presenziò per l’ultima volta al Congresso del partito comunista, invitando a proseguire il cammino comune. Miguel Diaz Canel, rappresentante della nuova generazione di politici dell’Isola, ha già, da tempo, raccolto il testimone”. “Ma la fine di un’epoca, come quella dei Paesi occidentali (e quindi pure del nostro) la stiamo vivendo noi. Purtroppo, ancora non ce ne stiamo rendendo conto”.


Chi è Miguel Diaz Canel

Fedelissimo di Raul, il 60enne Diaz Canel è presidente da tre anni, un periodo in cui ha dovuto affrontare la pandemia, la stretta delle sanzioni americane da parte del presidente americano Donald Trump e un crescente dissenso contro il partito unico, alimentato anche dall’accesso a Internet. Nel 2020 le importazioni di cibo, carburante e materie prime si sono ridotte del 40% e l’economia si è contratta dell’11%, scrive il Financial Times, citando dati del governo. La pandemia ha colpito, ma meno che in altri paesi: su 11 milioni di abitanti vi sono stati oltre 89mila casi e meno di 500 morti. E i ricercatori cubani stanno sviluppando un vaccino. Ma intanto oltre che sulla salute, il coronavirus pesa sull’economia e ha portato al crollo dell’importante settore turistico.

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