L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 1 aprile 2021

Dipende solo da noi - Hanno iniziato con la Pasqua 2020 e strada facendo ci hanno preso gusto: Natale 2020, ri-Pasqua 2021. Non ci sono più i S.Valentino, S. Giuseppe, S. Giovanni, S. Michele né altri santi patroni che tengano, perché - oh mio Dio! - c'è solo S. Covid, e basta.

01 APRIL 2021



Da tempo accarezzo l'idea di un movimento interregionale di protesta dal titolo Terza Coniugazione. Se a qualcuno piace l'idea gliela cedo senza chiedere le royalties. Perché la coniugazione in -ire? Perché i verbi in terza coniugazione sono quelli più adatti per rispondere a questo labirinto infernale in cui ci hanno cacciato. I ristoratori e gli esercenti hanno deciso con determinazione che non crederanno più alle promesse dei governi. Hanno capito che il miglior "ristoro" si chiama lavoro. Soprattutto, poterlo esercitare. E cioè aprire. Io Apro www.mioitalia.it sono alcuni dei loro movimenti di protesta di bar, ristoranti, trattorie. Basta, dover aspettare che da Natale reclusi si faccia Pasqua in reclusione, che dalla Pasqua si stia reclusi per altri mesi, ma poi, ecco la "luce in fondo al tunnel". Cioè un altro treno fatale e letale lanciato a tutta velocità da loro, che sta per travolgerci. Hanno iniziato con la Pasqua 2020 e strada facendo ci hanno preso gusto: Natale 2020, ri-Pasqua 2021. Non ci sono più i S.Valentino, S. Giuseppe, S. Giovanni, S. Michele né altri santi patroni che tengano, perché - oh mio Dio! - c'è solo S. Covid, e basta. Non ci sono più battesimi, cresime, eucarestie, matrimoni né funerali che non contengano questo insopportabile aggettivo: "contingentato". Pare impossibile che non si possa fare una festa di compleanno, un anniversario, un giorno di ordinaria socialità senza la catena oppressiva dei veti e divieti, senza le varie pietre d'inciampo disseminate nel nostro percorso. Io Apro propone di riprendersi il servizio di cena oltre al pranzo a partire dal 7 aprile. Ottima idea, violare questo lurido coprifuoco da tempi di guerra e da codice militare! E anche di ribellarsi ad un fisco vorace che pretende salassi fiscali senza aver dato a questi poveretti, nemmeno l'opportunità di fatturare. Ma per far sì che i nostri amici esercenti possano aprire occorre che la gente ci sia, e impari a circolare. E cioè a Disobbedire, un altro verbo della terza coniugazione. Disobbedire ai Dpcm che ora chiamano semplicemente "decreti legge". In buona sostanza, cambiano il nome come hanno fatto con Astrazeneca che ora si chiama Vaxzevria, ma non il contenuto. Andare a mangiare in ristoranti aperti gioco-forza, aiuta chi va aiutato. Ma ci aiuta anche a stare meglio e a ritrovarci, ad apprezzare la socialità ritrovata dopo tanto isolamento.

Fare l'esatto contrario di quanto propongono è norma buona, sana, giusta, sacrosanta e aiuta a non cadere in depressione, la quale viene spesso ingenerata dall'inibizione dell'azione.

Devo rimediare ad un'omissione quando ho parlato di "sicarietti regionali" nel mio post "Piccoli sicari regionali crescono": ho omesso di parlare di Toti, presidente della Liguria, non perché sia una cima, ma perché l'estate scorsa si era comportato quasi come il "meno peggio". Ora però si è allineato in fretta agli altri Solinas, Giani, al presidente della Valle d'Aosta e Alto Adige e altra brutta compagnia. Ha vietato di trasferirsi nelle seconde case per tutto il periodo delle vacanze pasquali. Anche se si è residenti. E, tanto per rincarare la dose, vieta pure l'utilizzo delle barche dalle quali rastrella un bel gruzzolone con le tasse di ormeggio, di rimessaggio e circolazione. La Regione Liguria è cara come il fuoco e i suoi ormeggi e posti-barca costano il doppio di quelli francesi. Nemmeno in Costa Azzurra il popolo delle barche paga tasse esose come quelle liguri. E ora quel totolone di Toti che fa? Vieta la disponibilità dei "beni immobili" (le case) e "mobili" (le barche) per cui molti cittadini pagano profumatamente la sua regione. Si comporta come un bizzoso Satrapo di villaggio africano. Complimenti! Non ci venga a dire che il suo divieto sarà solo limitato per il periodo pasquale, dato che è il principio quel che conta! Aveva una possibilità unica per distinguersi dagli altri suoi meschinissimi colleghi i quali hanno superato il governo in malversazioni e soprusi sui cittadini, ma non l'ha voluta afferrare. Leggete un po' qui:


Lo fa a malincuore, poverino, ma intanto lo fa. "Vede caro Toti, la tutela della salute è un conto, ma poi c'è la tutela dei diritti e anche quella del portafogli.", lo rimprovera Belpietro nel suo editoriale di ieri su La Verità.

Io però in questa "sospensione della proprietà" basata sui divieti d'accedervi, già iniziata con l'era Conte, ci vedo un principio fortemente comunista in accordo con le tesi di Davos che contemplano la perdita della piccola proprietà. E il virus, il contagio e le altre panzane c'entrano poco, molto poco, con questa strana "propedeutica" all'esproprio. E non è tutto. Leggete di quest'altro sopruso che non è l'ultimo della serie :

"Niente uscite in barca, anche in solitario, o immersioni subacquee o nuotate in tempi di Coronavirus. Raggiungere la barca o la spiaggia comporterebbe uno spostamento non giustificato da esigenze di lavoro, situazioni di necessità o esigenze di salute e quindi violerebbe il Dpcm, ha spiegato il ministero dei Trasporti ribadendolo anche a Capitanerie, circoli nautici e porti turistici.

Il nodo non è tanto il veleggiare o il nuotare, che non comporterebbero contatti che possono propagare il virus. "A livello diportistico tutte le attività sono vietate perché presuppongono uno spostamento che non rientra nei tre previsti dal Dpcm e quindi la violazione comporta l'applicazione dell'articolo 650 del Codice penale" spiegano alla Capitaneria di porto di Genova" (fonte: Ansa)


Avete capito che significa DISOBBEDIRE a tutto ciò? Significa trasgredire a leggi, ordinanze e decreti palesemente iniqui, ingiusti e disumani che in realtà emarginano e separano l'umanità dal godimento di beni cosmici come il mare, il cielo, il vento, le nuvole, il sole, beni che solo Dio ci può togliere. Ma lui si guarda bene dal farlo, dato che li ha creati. Cercano di farlo invece, omiciattoli mediocri e privi di cervello.
Guardo il mare e improvvisamente lo vedo senza nemmeno una vela candida che respira all'orizzonte. Vietata anche quella. Che male può fare una vela leggera come una farfalla che scivola a pelo sull'acqua e che oltretutto non inquina? Così, mi rendo conto che non si può ingannare in eterno l'umanità con simili inique imposture sul virus e i suoi effetti. Perciò, nuotate (vi hanno già sottratto palestre e piscine), veleggiate, navigate quanto vi pare, salpate dai porti per solcare nuove acque. L'umanità si è evoluta nella scoperta e riscoperta di nuove coste, di nuovi continenti. Disobbedite! E ovviamente uscite per respirare la vostra primavera!
Voce del verbo USCIRE, Terza Coniugazione. Ci vorrebbero ridurre a polli da batteria con una garza in bocca che ci impedisce di respirare, di parlare correttamente, garza oltretutto assai inquinante, a dispetto delle varie Gretine. La multa di una disobbedienza d' oggi nel riprendervi la vita, non vale il danno (ben più grave) che avrete domani continuando a sottomettervi e a obbedire timorosi.
Buona Pasqua, e ricordiamoci: dipende da tutti noi trasformare questa tumulazione che dura da 13 mesi in Resurrezione.

S. Ugo

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