L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 aprile 2021

e ci sarà pure un motivo per cui rifiutano i vaccini con modificazioni genetiche

Tra un terzo e la metà dei militari USA rifiuta il vaccino anti Covid

11 aprile 2021
di Redazione
in News



I dubbi sui vaccini anti Covid sembrano essere molto diffusi anche tra i militari statunitensi. E’ giunta ieri la notizia che quasi il 40 per cento dei militari del Corpo dei Marines ha rifiutato di vaccinarsi. Lo riporta la Cnn, secondo cui i membri dell’USMC che hanno ricevuto almeno una dose sono 75.500.

Circa 48 mila hanno deciso di non farsi vaccinare, una cifra equivalente al 38,9 per cento. Il mese scorso la percentuale era stata intorno al 50 per cento. A Camp Lejeune, in North Carolina, una delle basi militari più importanti del Corpo, il 57 per cento dei marines ha detto no al vaccino: dei 26.400 a cui è stato proposto, in 15.100 si sono rifiutati

Secondo il Pentagono un terzo dei militari rifiuta il vaccino anti Covid ma i numeri suggeriscono che la percentuale reale è ben più alta, sottolinea la CNN, fino al 50 per cento. “Comprendiamo perfettamente che la diffusa accettazione del vaccino Covid-19 ci fornisce i mezzi migliori per sconfiggere la pandemia. La chiave per affrontare la pandemia è costruire la fiducia nei vaccini”, ha detto alla CNN la portavoce dei Marine Corps, colonnello Kelly Frushour.

L’ufficiale sostiene che ci sono una serie di potenziali ragioni per cui un marine può scegliere di non ricevere un vaccino, incluso il permettere ad altri di riceverlo per primo, aspettare che diventi obbligatorio, ottenerlo attraverso altri canali o essere allergico al vaccino.



“I membri del servizio che un giorno rifiutano possono cambiare idea e farsi vaccinare quando si presenta l’occasione successiva”, ha detto. I funzionari del Pentagono sostengono che la maggior parte dell’esitazione sui vaccini deriva dalle preoccupazioni circa la velocità con cui i vaccini sono stati sviluppati e dai timori sugli effetti a lungo termine.

Dal Dipartimento della Difesa dipendono circa 2,2 milioni di militari in servizio e si teme che un così alto tasso di rinuncia al vaccino come quello attuale possa limitare la prontezza all’impiego.

In marzo un gruppo di deputati democratici ha invitato il presidente Joe Biden a rendere obbligatoria la vaccinazione contro il Covid-19 per tutti i membri delle forze armate scrivendo in una lettera che “disinformazione e scetticismo sui vaccini” possono indurre i membri del servizio a rinunciare alla vaccinazione.

“Al momento non possiamo renderlo obbligatorio – aveva dichiarato in febbraio il vice ammiraglio Andrew Lewis, comandante della Seconda Flotta della Marina – ma posso dire che appena potremo questa sarà la direzione, così come avviene per il vaccino anti-influenzale”.

Con numeri così alti di rifiuto del vaccino, renderlo obbligatorio rischia però di rivelarsi un boomerang, inducendo molti militari a dimettersi con una conseguente riduzione delle capacità operative dei reparti.

“Facciamo fatica a far arrivare il messaggio e a convincere le persone a farsi vaccinare” – aveva dichiarato nel febbraio scorso il generale Edward Bailey, responsabile della salute pubblica dell’Army Forces Command di Fort Bragg, in North Carolina mentre il maggior generale dell’Aeronautica (USAF) Jeff Taliaferro, Vice Director for Operations presso lo Staff interforze del Pentagono aveva ammesso che un terzo dei militari in servizio rifiuta di vaccinarsi.

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