L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 aprile 2021

Gli ebrei sionisti palestinesi e quelli che non vivono in Palestina sono pienamente consapevoli delle perversioni dei loro delitti

27/04/2021, 08.54
ISRAELE - PALESTINA

Hrw: da Israele politica di ‘apartheid’ sui palestinesi. Torna la calma a Gerusalemme

Secondo il rapporto è in atto il “dominio” di un gruppo sull’altro, frutto di una “oppressione sistematica” su un popolo vittima di “atti disumani”. Per Israele si tratta di accuse “assurde e false”, opera di una ong con una agenda “anti-israeliana”. Rimosse le barricate che impedivano l’accesso alla Città Vecchia.



Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Israele sta commettendo il crimine di “apartheid” contro i palestinesi, con il proposito di mantenere un “dominio” ebraico nei confronti dei palestinesi e della stessa popolazione araba israeliana. È l’atto di accusa lanciato da Human Rights Watch (Hrw), all’interno di un rapporto pubblicato questa mattina secondo cui Israele - sotto inchiesta alla Corte penale internazionale de l’Aia per crimini di guerra - “è responsabile di crimini contro l’umanità di apartheid e persecuzione”. Accuse subito respinte con sdegno dal governo israeliano.

Il rapporto di 213 pagine e intitolato “A Threshold Crossed: Israeli Authorities and the Crimes of Apartheid and Persecution” esamina le modalità secondo cui Israele tratta i palestinesi. Il documento descrive la presenza di una singola autorità, il governo israeliano, che controlla un’area fra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo. Una terra popolata da due gruppi più o meno uguali, ma finiscono per essere sempre privilegiati gli ebrei israeliani mentre i palestinesi sono oggetto di repressione “più o meno severa” nel contesto di un “territorio occupato”.

Hrw prende in esame il trattamento dei palestinesi in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme est, insieme agli arabi israeliani. In questo quadro emergerebbe un sistema di apartheid definito dallo “sforzo di mantenere il dominio di un gruppo razziale sull’altro”, caratterizzato da “una oppressione sistematica di un gruppo dominante su un altro emarginato” che è anche vittima di “atti disumani”.

Israele respinge con sdegno tutte le accuse, definendole come “assurde e false” e opera di una ong che “coltiva da tempo una agenda anti-israeliana”. Il ministero israeliano degli Esteri definisce il rapporto un “opuscolo di propaganda” redatto da una organizzazione che “cerca di promuovere in modo attivo da anni il boicottaggio di Israele”.

Intanto la polizia israeliana ha rimosso le barricate e autorizzato l’accesso ai palestinesi alla Città Vecchia, a Gerusalemme, dopo i violenti scontri che si sono consumati nei giorni scorsi fra giovani palestinesi e membri di gruppi dell’estrema destra israeliana. Da ieri erano di nuovo visibili capannelli di persone nei pressi della porta di Damasco, un tradizionale luogo di incontro per i palestinesi durante il Ramadan, il mese sacro di digiuno e preghiera islamico.

Un portavoce della polizia spiega che la decisione è giunta in seguito a “consultazioni con la dirigenza locale, con la leadership religiosa e valutando anche le esigenze dei negozianti che hanno bisogno di guadagnarsi da vivere, insieme alla necessità di abbassare il livello di violenze”. “Le nostre forze - ha aggiunto la fonte - sono ancora dispiegate sul campo e non permetteremo che la violenza si ripresenti”. Nonostante alcuni momenti di tensione e qualche arresto operato dalla polizia, la situazione nelle ultime ore appare sotto controllo e l’area resta aperta.

Nessun commento:

Posta un commento