L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 aprile 2021

Gli Stati Uniti vogliono mantenere l'egemonia mondiale costi quel che costi

Come si muoverà la Cina su difesa, semiconduttori e AI

3 aprile 2021


L’articolo di Giuseppe Gagliano sulla strategia delineata dai vertici della Cina in occasione del China’s National People’s Congress

Su queste pagine più volte abbiamo sottolineato come per i vertici del potere politico ed americano la Cina e la Russia siano veri e propri pericoli per il mantenimento dell’egemonia statunitense a livello globale.

Ebbene una ennesima conferma arriva dalle recenti dichiarazioni di alcuni fra i massimi responsabili del potere politico e militare cinese fatte durante il China’s National People’s Congress.

Incominciamo la nostra breve rassegna naturalmente dal presidente cinese Xi Jinping che ha sottolineato che l’esercito cinese deve essere “pronto a rispondere” a situazioni complesse e difficili mentre il paese deve affrontare le sfide alla sicurezza.

Infatti — ha precisato Xi Jinping — l’attuale situazione della sicurezza nel nostro paese è particolarmente instabile e incerta e proprio per questo l’esercito deve mantenere il collegamento tra il rafforzamento delle capacità e la prontezza al combattimento. Deve essere pronto a rispondere a una varietà di situazioni complesse e difficili in qualsiasi momento, deve proteggere risolutamente la sovranità nazionale. Proprio per questo diventa assolutamente necessario acquisire una deterrenza strategica di alto livello e un sistema di combattimento concertato nonché una maggiore innovazione tecnologica in campo militare.

Altrettanto rilevanti sono state le riflessioni del ministro della Difesa generale Wei Fenghe che ha invitato i militari a intensificare la prontezza al combattimento, dicendo che la sicurezza nazionale cinese era “entrata in una fase ad alto rischio”. Secondo il ministro della difesa la Cina sta affrontando compiti di difesa nazionale sempre più ampi e per questa ragione dovrà migliorare l’addestramento militare la preparazione al combattimento da cima a fondo al fine di aumentare le proprie capacità strategiche per avere il sopravvento sui nostri potenti nemici. Gli sforzi di contenimento degli Stati Uniti — ha precisato il ministero della Difesa — dureranno per tutto il tempo necessario.

Non dimentichiamoci infatti che la Cina deve affrontare altri conflitti non meno importanti con l’India nella regione himalayana, con il Giappone in relazione al Mar cinese orientale e naturalmente deve affrontare la competizione tecnologica con gli Stati Uniti.

Non a caso il vice ammiraglio Shen Jinlong, capo della Marina, ha affermato che l’esercito cinese deve rafforzare la sua capacità di utilizzare tecnologie innovative e che lo stato cinese deve sostenere ulteriormente le industrie e i progetti chiave per vincere le guerre a venire.

Proprio per tutte queste ragioni poc’anzi indicate Pechino ritiene necessario aumentare il suo budget che dovrà crescere del 6,8% nel 2021 ma ha anche precisato che che aumenterà la spesa per la ricerca e lo sviluppo di scienza e tecnologia di oltre il 7% nei prossimi cinque anni.

Secondo le indicazioni del piano quinquennale, i semiconduttori, il quantum e il cloud computing, nonché l’intelligenza artificiale per scopi militari e commerciali, sono le aree che riceveranno ulteriori finanziamenti.

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