L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 aprile 2021

Hanno portato al lumicino i diritti sociali e con l'influenza covid stanno eliminando le garanzie per le persone e tolto i limiti agli stati per reprimere idee e comportamenti

Lifecare State, il nuovo Leviatano
Potere assoluto per la Protezione della vita umana e del Pianeta

di Guido Salerno Aletta
12 aprile 2021

A partire dagli anni Ottanta, con una crisi dopo l'altra, il liberismo ha costretto gli Stati a smantellare il sistema di diritti sociali creato con il Welfare State nelle due patrie del capitalismo, nell'Inghilterra di Lord Beveridge e negli Stati Uniti di F. D. Roosevelt.

La liberalizzazione dei movimenti di capitale e la apertura dei mercati ha reso ingestibili i processi di crescita.

Da un anno a questa parte siamo di fronte ad un nuovo passaggio, cruciale, che riguarda i diritti di libertà e la legittimazione del potere degli Stati.

Dopo secoli di lotta contro Monarchi assoluti ed i Dittatori di ogni genere, in Occidente stanno evaporando senza un sussulto i presidi, le garanzie ed i limiti che sono stati imposti agli Stati con le Costituzioni democratiche.

Sono diventate carta straccia.

Cominciando da Wuhan, la epidemia ancora in corso ha legittimato restrizioni senza precedenti alle libertà degli uomini: non solo a quelle di circolazione e di riunione, e limitazioni alle connesse attività economiche e sociali per evitare i contagi, ma anche doveri di comportamento personale e professionale. Dalle quarantene fiduciarie e non, agli obblighi di comunicazione circa i propri spostamenti ed i contatti avuti con terzi, è stato un crescendo.

La disponibilità dei vaccini, che inizialmente sembrava risolutiva, ha mostrato due limiti: non solo chi si è sottoposto alla inoculazione è tenuto a rispettare le prescrizioni generali, ma lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi ha affermato che ci dovremo vaccinare ancora, per anni ed anni a venire.

Una sorta di pandemia perenne sta rappresentando il presupposto per una nuova legittimazione del Potere, che si è arrogato la esclusività della funzione di Protezione della vita umana. Tutte le libertà sono state subordinate a questa funzione di Protezione della vita umana, così come tutti i comportamenti personali e sociali ne sono condizionati: dalle attività scolastiche a quelle produttive, dai viaggi ai semplici spostamenti quotidiani.

Per la Protezione della vita umana, il Potere si è fatto assoluto, illimitato, imprevedibile ed irresponsabile perché non vi è un parametro che lo vincoli, cambiando in continuazione metodi, criteri e parametri.

Ciascuno Stato va avanti ed indietro per conto proprio, anche in Europa: è questo il delirio del Potere Assoluto.

Una emergenza sanitaria improvvisa e temporanea si sta trasformando in un assetto di perenne pericolo.

Se ogni attività umana deve essere modellata in funzione della necessità di evitare che le nuove ondate epidemiche si propaghino, questo significa accettare un nuovo paradigma del Potere.

Il trilemma secondo cui esiste una inconciliabilità assoluta tra Democrazia, Stati e Globalizzazione dei mercati, per cui una delle tre polarità deve comunque annichilirsi rispetto alle altre, trova un approdo nella rilegittimazione della funzione degli Stati: se a questi spetta il Potere assoluto per la Protezione della vita umana e la tutela del Pianeta, viene meno la impostazione tradizionale secondo cui gli Stati rappresentano la volontà democratica e disciplinano la globalizzazione dei mercati a tutela dei propri cittadini.

Ma gli Stati non sono in grado di disciplinare la globalizzazione nell'interesse dei propri cittadini, magari imponendo dazi o vincoli per evitare che lo sfruttamento del basso costo del lavoro crei un dumping a loro danno: anzi, è acquisito che la funzione della globalizzazione risiede nel livellare i redditi ed i diritti verso il basso.

Nei confronti del nuovo Leviatano, il Sovrano assoluto nella Protezione della vita Umana e della Natura, i mercati dovranno soggiacere ai vincoli ambientali così come gli uomini dovranno essere sottomessi ai vincoli sanitari: la salute del pianeta e quella degli uomini si unificano in un unico sistema di vincoli e di Poteri di protezione, non esisterà più la storica libertà dallo Stato, né per gli uomini né per le imprese.

Potere assoluto per Protezione della vita umana e del Pianeta

Lifecare State, il nuovo Leviatano

Nessun commento:

Posta un commento