L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 17 aprile 2021

I Politicamente Corretto collusi con la 'ndrangheta li unisce la massoneria?

Ndrangheta e rifiuti industriali, l’indagine che scuote la politica toscana dopo i sei arresti di ieri

16 Aprile 2021


La Direzione distrettuale antimafia di Firenze ha chiuso le indagini su una vicenda relativa a reati ambientali, legati allo smaltimento di rifiuti che derivano dalle concerie toscane. Si tratta di un’inchiesta che ipotizza un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati ambientali – traffico illecito di rifiuti e inquinamento – che ha portato all’arresto di sei persone (19 gli indagati) dopo indagini dei Carabinieri Forestali, del Noe e della sezione di Pg dell’Arma presso la procura di Firenze, con il procuratore capo Antonio Creazzo (foto). Il tutto deriva da un’operazione anti droga avvenuta alcuni anni fa con baricentro nel porto di Livorno, le manette scattano pochi giorni dopo gli incendi che hanno colpito alcuni capannoni industriali di Levane, nel comune di Bucine e mentre alla Regione Toscana si discute del progetto di ampliamento della discarica di Podere Rota, in Valdarno.

Perché c’entra il Valdarno aretino? E’ a Bucine che opera la Lerose srl, società titolare di un impianto di riciclaggio di inerti e qui vivono alcune delle persone indagate fra cui un elemento di spicco della ndrangheta calabrese, ma non ci sono solo 6 arresti. Infatti fra i 26 indagati c’è il capo di Gabinetto della Regione Toscana, Ledo Gori, il consigliere regionale Andrea Pieroni (entrambi per corruzione) e del responsabile del settore energia della Regione Edo Bernini (abuso d’ufficio). Indagini anche su Giulia Deidda, sindaco di Santa Croce sull’Arno (Pi). La storia lambisce anche un ente pubblico aretino, il Consorzio di Bonifica Alto Valdarno. Secondo quanto riportano i Ros dei carabinieri, si parla di «legami di comodo» con questo ente per l’assegnazione di lavori diretti, su cui sono in corso «approfondimenti investigativi».

Nell’ambito delle indagini ieri mattina sono finiti agli arresti domiciliari Alessandro Francioni, presidente dell’associazione Conciatori e membro del cda di Aquarno, una società pisana che si occupa di smaltimento dei rifiuti, il direttore dell’associazione conciatori Aldo Gliozzi, il suo predecessore Piero Maccanti, Manuel Lerose, dipendente della Lerose srl e gestore di un impianto di riciclaggio inerti a Bucine (Arezzo) e Annamaria Faragò, che secondo la Dda è a capo della gestione amministrativa di tutte le aziende facenti capo all’imprenditore Francesco Lerose, finito in carcere.

Perquisizioni dei carabinieri ci sono state ieri mattina negli uffici della Regione Toscana.

https://www.sr71.it/2021/04/16/ndrangheta-rifiuti-industriali-regione-toscana/

Nessun commento:

Posta un commento