L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 aprile 2021

Ida Magli 35

Quattro Ottobre

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 4 Ottobre 2003

Carissimi Italiani Liberi e carissimi Italiani tutti che ci leggete,
oggi, Sabato 4 ottobre 2003, è la nostra giornata, la giornata nella quale finalmente, per la prima volta, si leva qualche voce di contestazione contro “l’unione europea” (la scriviamo così perché non le riconosciamo nessuna esistenza politica). Sembra persino incredibile a chi come noi ha assistito per lunghi anni, a partire dal 1995, dopo la firma del trattato di Maastricht, al silenzio assoluto da parte dei mezzi d ‘informazione e da parte di tutti i movimenti politici e di tutti i partiti nei confronti della costruzione europea - una costruzione eversiva dei diritti dei cittadini e dei popoli alla propria indipendenza e sovranità - vedere all’improvviso risvegliarsi le voci più diverse nella critica e nella contestazione.

Alla vigilia della riunione che avrebbe dovuto presentarsi come la più solenne conclusione dell’itinerario imperiale, con l’approvazione, a Roma, da parte di tutti i capi di stato e di governo degli Stati membri e di quelli che aspettano di associarvisi, della bozza di Costituzione preparata per portare a termine il tradimento nei confronti dei popoli, guardiamo con sorpresa e con disgusto, ma anche con la “quasi sicurezza” che la costruzione crollerà, personaggi come Cossiga augurarsi che la conferenza fallisca (cfr. La Stampa, 3 ottobre 2003).

Ci si potrebbe chiedere come mai un ex Presidente della Repubblica come Cossiga non abbia parlato fino ad oggi, ma è un interrogativo inutile, dato che i politici non lavorano per i popoli ma per il loro potere, il proprio interesse. Lo stesso Cossiga denuncia nell’intervista “i germi della degenerazione tecnocratica nell’esercizio dei poteri assoluti senza il controllo di alcuno, come, per esempio, quelli di un commissario pur rispettabilissimo come Mario Monti “. Lo sapevamo fin dalla firma del trattato di Maastricht che questo - l’assolutezza del potere - non era un “rischio” ma una sicura realtà, (cfr. Contro l’Europa) e tuttavia Cossiga non accenna minimamente al vero scandalo, ossia che il Mario Monti, fornito di così ampi poteri, da lui citato è quello stesso commissario che faceva parte della commissione Santer costretta alle dimissioni per “corruzione e nepotismo”. Chi, però, non soltanto fra gli Italiani, ma fra tutti i poveri quattrocento e passa milioni di sudditi dell’impero europeo è a conoscenza di questo scandalo? E’ appunto uno degli aspetti più tragici di un impero lontanissimo dal controllo dei cittadini, se non altro perché vi si parlano venticinque lingue diverse, quello di sfuggire a qualsiasi giudizio morale (per non parlare di quello politico dal quale i cittadini sono totalmente esclusi) anche solo a causa della impossibilità di venire a conoscenza dei suoi misfatti. D’altra parte abbiamo assistito (sempre ieri) alla disinvolta e presuntuosa trasmissione condotta nella TV-7 sui problemi dell’”unione europea” nei confronti degli Stati Uniti nella quale uno degli ospiti “d’onore” era un altro dei commissari costretto alle dimissioni per “corruzione e nepotismo”, Emma Bonino, tutt'ora parlamentare europeo (con pensione del precedente sullodato incarico) senza che nessuno abbia minimamente rilevato (e ce ne dispiace per Giuliano Ferrara) questa imbarazzante situazione agli occhi dei poveri sudditi pagatori e spettatori.

Ma la cosa più significativa nell’improvviso risveglio di critiche verso l’Europa (tanto che il Venerdì di Repubblica si è deciso a pubblicare un sondaggio su quanto sanno gli Italiani dell’”unione europea” corredato da una intervista, molto garbata e rispettosa, all’antropologa Ida Magli), è l’affermazione dei governanti che bisogna sbrigarsi. Non bisogna cambiare nulla a quanto è stato già concordato perché “si aprirebbe un vaso di Pandora inarrestabile” (parole loro) e non si riuscirebbe più a firmare la convenzione. Possibile che non si rendano conto della gravità di ciò che dicono? Possibile che il loro disinteresse per il futuro dei popoli giunga al punto di non capire che “il vaso di Pandora” contiene tutto quello che non hanno voluto affrontare, ossia la realtà? Il mondo idilliaco del siamo tutti uguali, ci vogliamo tanto bene, ci ameremo fino alla morte, mai più guerre, mai più confini, mai più interessi nazionali, non è mai esistito se non per ingannare i sudditi, usciti stremati e desiderosi di pace dalla guerra fredda, con la caduta del muro di Berlino.

Ma adesso l’effetto del “Valium” è finito. I singoli Stati vogliono mettere in chiaro quale sarà il loro destino e non è difficile capirlo: i “ piccoli” ( che Il Riformista di Massimo d’Alema chiama amabilmente “i nani ” ) temono di doversi sottomettere ai “grandi “, si alleano fra loro, mentre i “grandi” si posizionano, come fanno da secoli, secondo le loro sfere d’influenza: Tedeschi da una parte, Francesi dall’altra. L’umanità, quando possiede il potere, si comporta secondo l’insopprimibile desiderio di volerne sempre di più. Economisti e Banchieri, costruttori dell’impero europeo, sono uguali a tutti gli altri, ma molto più pericolosi per i popoli che vi si sono affidati: non corrono il rischio della ghigliottina.

Comunque, per gli Italiani Liberi, e di conseguenza per tutti gli Italiani, oggi è una bellissima giornata. Ed è per questo che desideriamo comunicarvi proprio oggi che stiamo per pubblicare un modesto, ma impegnatissimo, foglio a stampa. Il Direttore è, come per quello on-line, Giordano Bruno Guerri, cui esprimiamo qui il nostro ringraziamento per il gravoso compito che si assume. Per ora la pubblicazione sarà distribuita gratuitamente a tutti coloro che riusciremo a raggiungere o che ne faranno richiesta.
Chiunque vorrà aiutarci, sia nel farlo conoscere, sia nel collaborare alle spese, sarà ovviamente benvenuto. Ma soprattutto vi preghiamo di segnalarci notizie, avvenimenti, problemi dei quali desiderate trattare.

Grazie.
Ida Magli

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