L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 19 aprile 2021

Ida Magli: «Mandare una donna a trattare con le autorità di questi Stati significa essere considerati deboli, ridicoli, sconfitti in partenza»

Cronaca

Ida Magli, Ursula e la scoperta dell'acqua calda


domenica, 18 aprile 2021, 16:50 

di Marina Mascetti

Ida Magli: «Mandare una donna a trattare con le autorità di questi Stati significa essere considerati deboli, ridicoli, sconfitti in partenza».


In questi giorni imperversa il Sofa-Gate o Turchia-Gate, perché la "bella, dolce e cara mammina" europea di tutti noi, Ursula von der Layen, è stata umiliata ad Ankara.Mentre il presidente turco Erdogan e il presidente del Consiglio europeo, Michel prendevano posto sulle due uniche poltrone d'onore della sala, Ursula von der Layen è rimasta in piedi perché non c'era una terza poltrona, e poi è stata fatta sedere sul divano a lato.
Subito le Tv e i 'social' si sono stracciati le vesti, parlando di umiliazione inaccettabile. Il deputato francese Glucksmann ha osservato che Michel non avrebbe dovuto tollerare la cosa, perché «sedendosi si è seduto anche sull'uguaglianza di genere». Eh, già, il Gender prima di tutto! E tutto il resto?

Di cosa si stupiscono? Scoprono l'acqua calda, ovvero che la parità dei sessi nei Paesi non-occidentali non esiste, a cominciare dalla Turchia.

Basta leggere quel che scrisse Ida Magli nel 2014 a proposito delle donne messe in posti di potere nel governo Renzi: «Si sente perfino dire che sarà confermata Emma Bonino come Ministro degli esteri. Nessuna scelta più stupida di questa: non tener conto del fatto che soltanto nell'Occidente europeo (e anche qui da pochissimo tempo), è riconosciuta la parità del sesso femminile. Nel resto del mondo – ossia nel 90 per cento degli Stati esistenti – le donne sono considerate inferiori, impure, adatte alla casa e alla prole. Mandare quindi una donna a trattare con le autorità di questi Stati significa essere considerati deboli, ridicoli, sconfitti in partenza».

L'episodio ha dimostrato platealmente che mammina Ursula conta meno di zero, è stata messa lì come una bella statuina dall'aspetto materno e rassicurante, come tanti altri che fanno parte del sistema di potere europeo delle "porte girevoli". Quelli che contano veramente stanno dietro le quinte.

Le donne servono solo a prendere ordini, come nel caso delle indimenticabili Alte Rappresentanti per gli Affari Esteri dell'Unione: Catherine Ashton o Federica Mogherini, che certo non hanno lasciato il segno. Per non parlare di Christine Lagarde (prima al FMI, oggi capo della BCE) che scrisse a Sarkozy una lettera pubblicata da Le Monde: «Sono al tuo fianco per servirti e per servire i tuoi progetti per la Francia. Utilizzami per il tempo che ti conviene, e che conviene alla tua azione e alla tua distribuzione dei ruoli. Se mi utilizzi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile». Questa sì che è emancipazione femminile!

Dopo l'incidente diplomatico, Ursula stessa ha cercato di minimizzare dicendo subito in conferenza stampa che «L'Europa vuole avere relazioni amichevoli con la Turchia, che ci permettano di sottolineare quel che abbiamo in comune e di superare quel che ci divide. È l'inizio di un percorso, e in futuro si vedrà quanto potremo camminare insieme lungo questa strada». Il che significa semplicemente che come al solito quel che conta è il business, cioè i soldi; e soprattutto che l'Europa è alla mercé dei ricatti del Sultano.

Ricordiamo che qualche anno fa Erdogan ha ottenuto sei miliardi di euro dall'Unione Europea semplicemente minacciando di aprire le frontiere e lasciare che milioni di immigrati invadessero l'Europa.

E con chi fece quella trattativa? Guarda caso con una donna, Angela Merkel, che sarà anche la Cancelliera di ferro ma deve fare i conti con i Gastarbeiter turchi (i 'lavoratori ospiti' a basso costo; prima di loro ci furono gli emigrati italiani). In Germania i turchi sono circa 3,5 milioni, un vero cavallo di Troia. Stessi problemi ha la Francia con le banlieues islamiche, che da tempo sono territori fuori controllo. Lo stesso in Inghilterra, dove si è permessa l'applicazione della legge islamica, la Sharia. Se da secoli si tramanda il detto «mamma li Turchi!» una ragione ci sarà pure... ma non bisogna dirlo, pena l'accusa infamante di islamofobia.

A scanso di equivoci è bene ricordare che Erdogan, "paladino dei diritti umani e della convivenza pacifica", anni fa citò i versi del poeta Ziya Gökalp: «Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati» e aggiunse: «Ai miei fratelli in Europa: non fate tre figli, ma cinque, perché voi siete il futuro dell'Europa». Confermando che il compito principale delle donne è stare a casa a far figli. Non per nulla Erdogan ha reintrodotto il velo islamico, riportando indietro nel tempo il suo Paese rispetto alla secolarizzazione di Atatürk.

Non solo Erdogan se ne frega delle donne al potere in Europa, ma anche degli uomini, perché sa di avere il coltello dalla parte del manico. Quando Draghi ha 'difeso' mammina Ursula, dicendo che Erdogan «è un dittatore di cui però si ha bisogno» ha implicitamente confermato il suo potere di ricatto. La risposta sprezzante non si è fatta attendere: «Non è stato neanche eletto e danneggia le relazioni tra Turchia e Italia. L'uscita del presidente del consiglio italiano denota una totale mancanza di equilibrio, assoluta impertinenza e volgarità. Le sue parole hanno colpito come un'ascia le relazioni tra Italia e Turchia, che erano giunte a un livello assai buono fino a quando il signor Draghi non ha parlato in questo modo».

Erdogan ha messo il dito nella piaga, perché in effetti Draghi non l'ha mai eletto nessuno. Ma noi siamo cristiani, e porgiamo l'altra guancia...

Come al solito questa è una commedia delle parti: così il popolo parla del gioco delle tre poltrone e non vede quello delle tre carte che stanno facendo ai nostri danni, radendo al suolo l'economia italiana come nemmeno in tempo guerra si era visto, beninteso seguendo le amorevoli direttive europee.

Del resto Ursula stessa ce l'aveva detto un anno fa, addirittura parlando in italiano: «Cara Italia, cari italiani, in questo momento così difficile, vorrei dire a tutti voi che lottate contro il virus, che non siete soli. Il vostro sforzo e il vostro esempio sono preziosi per tutti i cittadini europei. In questo momento in Europa siamo tutti italiani. L'Europa è una grande famiglia che non vi lascerà soli». Come non crederle?

Torniamo al pensiero di Ida Magli, che è particolarmente chiaro in materia di incarichi nell'Unione europea: «L'Italia vive già da anni fuori da ogni regola democratica e dal dettato della Costituzione perché i suoi governi non ne hanno bisogno. È il Centro del potere mondialista, quale che sia il nome dietro il quale opera: Rockfeller, Rothschild, Obama, Bilderberg, Trilateral Commission, Aspen Institut, Council of Foreign Relation, Consiglio d'Europa, le monarchie di Gran Bretagna, del Belgio, d'Olanda, che sono a capo della Massoneria mondiale e proprietarie di tutte le banche centrali, Bce inclusa, sono loro a nominarli. È da lì che sono spuntati e spuntano i nomi degli entusiasti distruttori degli Stati europei attraverso la costruzione dell'Ue. E per la zona Italia, i nomi di Ciampi, Amato, Prodi, Napolitano, Draghi, Monti, Bonino, Letta, Renzi. I nomi dei possibili ministri del governo Renzi, infatti, sono tutti rigorosamente bilderberghiano-bruxelliani, il che significa che lavoreranno – come in precedenza hanno fatto i ministri dei governi Monti e Letta – per ammazzare gli italiani, per distruggerne l'identità, la creatività, la libertà e subordinarli ai voleri mondialisti».

Questi personaggi fanno parte del sistema delle 'porte girevoli' descritto da Bernardo Caprotti nel suo memorabile libro "Falce e Carrello": una volta entrati nel giro del potere, un posto per loro si troverà sempre. Basta guardare i curricula di Ciampi, Monti, Prodi e Draghi che si sono alternati sulle stesse poltrone, dalla BCE alla Presidenza del Consiglio, dalla Banca d'Italia alla Commissione Europea. Tutti insieme appassionatamente.
https://www.italianiliberi.it/Edito14/l-Italia-nelle-mani-degli-adepti-servilissimi-del-mondialismo-e-dell-ue.html

 https://www.lagazzettadilucca.it/cronaca/2021/04/ida-magli-ursula-e-la-scoperta-dellacqua-calda/

 

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