L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 14 aprile 2021

Il Mare Nostrum parla sempre più russo, c'è lo possiamo permettere?

Tutte le sinergie tra Egitto e Russia

13 aprile 2021


Che cosa celano i colloqui che si sono tenuti l’11 aprile tra i ministri degli Esteri e della Difesa russi e quelli egiziani al Cairo. Il corsivo di Giuseppe Gagliano

Mentre l’Italia dispensa valutazioni di ordine morale e di ordine giuridico — che avranno a breve e medio termine delle ripercussioni di una certa rilevanza anche sul fronte economico — la Russia e l’Egitto (due nazioni secondo gli standard di Amnesty International e di Human Right Watch che violano i diritti umani) hanno deciso di rafforzare la loro partnership soprattutto nella cooperazione contro il terrorismo.

I COLLOQUI TRA EGITTO E RUSSIA SU DIFESA ED ESTERI

Ci si riferisce ai colloqui che si sono tenuti l’11 aprile tra i ministri degli Esteri e della Difesa russi e quelli egiziani al Cairo. Naturalmente questi colloqui da un lato concretizzano quanto concordato a Sochi da Putin e Al Sisi nel 2018 e dall’altra lato saranno anche finalizzati a rafforzare la partnership economica, considerando che la pandemia ha determinato un impatto molto negativo sulle dinamiche commerciali.

I RAPPORTI FRA RUSSIA ED EGITTO

A tale proposito non si deve dimenticare che la presenza di Mosca in Egitto non gioca per nulla un ruolo marginale come dimostrano la costruzione della centrale nucleare russa di Al-Dabaa, la realizzazione di una zona industriale russa nell’area economica del canale di Suez e il fatto che l’Egitto ha registrato ufficialmente il vaccino russo Sputnik V.

IL RUOLO DI OBAMA

Non si può tuttavia dimenticare che la genesi del rapporto bilaterale tra Egitto e Russia va ricondotta alle scelte poste in essere dall’amministrazione Obama che aveva sospeso i consueti finanziamenti anche nel settore degli armamenti all’Egitto a causa del colpo di stato contro l’ex presidente Mohammed Morsi. Approfittando del vuoto di potere che si era venuto a creare, la Russia era stata in grado di porre in essere la costruzione di una infrastruttura militare nel luglio del 2017 situata a El-Hammam, vicino ad Alessandria intitolata a Mohamed Neguib – primo presidente egiziano, al potere dal 1952 al 1954 – in grado di ospitare 20.000 soldati, carri armati, elicotteri, sistemi di difesa aerea ed altre attrezzature da combattimento.

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