L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 aprile 2021

Il Renminbi digitale neutralizza il sistema di pagamento internazionale Swift gestito e dominato dagli Stati Uniti che attraverso questo strumento EMANANO sanzioni che sono vere e proprie azioni di guerra

Lo yuan digitale è una minaccia. E gli Usa preparano le contromosse

Di Gianluca Zapponini | 12/04/2021 -


Sale la preoccupazione per lo sviluppo della moneta digitale cinese, con cui stabilire un sistema monetario parallelo al dollaro, mettendone in discussione il ruolo di valuta globale. E il Congresso spinge Powell e Yellen per un dollaro formato elettronico

La sovranità globale finanziaria del dollaro potrebbe essere messa in discussione dalla moneta digitale cinese. E allora alla Casa Bianca qualcuno ha deciso di correre ai ripari per evitare che l’avvento di uno e-yuan, a cui Pechino sta lavorando alacremente, possa intaccare la centralità del dollaro. Tanto per cominciare, occhi aperti e orecchie tese sull’operazione cinese con cui Pechino, oltre a lanciare sul mercato la principale valuta asiatica in formato digitale, punta ad aumentare la stretta sull’industria dei pagamenti e del fintech, con un maggior controllo su transazioni e scambi.

Ed ecco allora che, come racconta Bloomberg, Washington sta intensificando in queste ore il controllo sui piani della Cina per uno yuan digitale. Alcuni funzionari sarebbero preoccupati in particolare del fatto che la mossa del Dragone possa dare il via a una strategia a lungo termine per sostituire il dollaro come valuta di riserva dominante. In altre parole, limitare la sovranità globale del biglietto verde.

Il punto è proprio questo: capire come l’avvento dell’e-yuan possa impattare su un sistema monetario che fino ad oggi ha resistito alle più gravi crisi degli ultimi decenni. I funzionari americani del team speciale di Joe Biden sono ansiosi di capire soprattutto come la valuta verrà distribuita e se tale nuovo asset possa in qualche modo essere usato per aggirare le sanzioni statunitensi. Le preoccupazioni che filtrano dalla Casa Bianca non sono le prime, in ordine temporale.

Come raccontato da Formiche.net, numerosi esperti interpellati dal Wall Street Journal hanno lanciato l’allarme. “Il governo cinese sta coniando contanti digitali, in una re-immaginazione del denaro che potrebbe scuotere un pilastro del potere americano”, premette il WsJ. Il fatto è che “la Cina sta trasformando la stessa moneta a corso legale in un codice informatico. Le criptovalute come il Bitcoin hanno prefigurato un potenziale futuro digitale per il denaro. La versione cinese della valuta digitale è controllata dalla sua banca centrale, che emetterà la nuova moneta elettronica. E si prevede che fornirà al governo cinese nuovi e vasti strumenti per monitorare sia la sua economia che la sua popolazione”. Il timore di fondo è insomma che Pechino voglia usare lo yuan digitale a livello internazionale, svincolandolo dal sistema finanziario globale – guidato dagli Stati Uniti – creando una sovranità monetaria e finanziaria parallela.

Almeno per il momento però, l’amministrazione Biden non ha in programma di intraprendere alcuna azione per contrastare le minacce a lungo termine derivanti dalla valuta digitale cinese. Una possibile contromisura potrebbe essere anche la creazione di un dollaro digitale, complice la spinta arrivata da una parte del Congresso. A punto di aver sollecitato un parere del presidente della Federal Reserve Jerome Powell e del segretario al Tesoro Janet Yellen.

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