L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 aprile 2021

La mascherata e il lockdown strumenti principi per la STRATEGIA DELLA PAURA attuale con l'influenza covid, con il terrorismo prima, cominciano a vacillare proprio nella patria della genesi dove è nata che ha una data 11 settembre 2001 quando due aerei fanno crollare tre torri

Usa, sta crollando il mito dei confinamenti



Le proteste contro i confinamenti e le mascherine stanno prendendo il sopravvento in Usa per la semplice ragione che i 10 stati che non hanno mai imposto restrizioni stanno molto meglio degli altri, soprattutto di quelli dove le restrizioni sono state più draconiane. Così man mano adesso sono 24 gli stati che stanno abolendo i lockdown e i distanziamenti. In un articolo apparso sull ‘American Institute for Economic Research uno dei commentatori più noti, Jeffrey A. Tucker autore di molte migliaia di articoli sulla stampa scientifica, parla di un vero e proprio collasso del paradigma del lockdown: “È passato molto più tempo di quanto avrebbe dovuto, ma alla fine sembra che stia accadendo: il paradigma del blocco sta crollando. I segni sono tutt’intorno a noi. L’ex eroe del blocco, il governatore di New York Andrew Cuomo ha visto il suo sostegno scendere dal 71% al 38% , insieme alle crescenti richieste di dimissioni. Nel frattempo, i sondaggi mostrano che il governatore della Florida e oppositore del blocco Ron DeSantis è ormai visto da sempre più persone come il massimo politico repubblicano”. Ciò è dovuto alla consapevolezza che i confinamenti hanno avuto risultati disastrosi dal punto di vista economico e nessun vantaggio da quello epidemiologico . Anzi a questo proposito va ricordata la figuraccia di Fauci a un’audizione del Congresso, quando gli fu chiesto di spiegare perché il Michigan, completamente in blocco, avesse un ‘incidenza dei contagi molto superiore al confinante Wisconsin dove non era stato attuato alcun lockdown: l’anziano pusher di vaccini per conto di Big Pharma ha finto di riuscire a comprendere la domanda , poi di non vedere la tabella presentata e infine di non capirla.

Si tratta dello stesso Fauci che dopo aver indicato a tutti la sola via di salvezza nei vaccini adesso, di fronte ai problemi che stanno saltando fuori e alla loro scarsa efficacia, dice che non bastano e che bisogna sempre affidarsi ai confinamenti: nemmeno cita le cure possibili dimostrando che il suo ruolo non è la difesa della salute pubblica, ma solo quella delle multinazionali che lo hanno arricchito in decenni di operazioni in favore di vaccinazioni per ogni cosa senza che tuttavia egli sia mai riuscito a mettere a punto un vaccino. Ma superiamo questo triste capitolo e veniamo al Texas che è rimasto completamente aperto e senza mascherine per 6 settimane e dove contagi, ospedalizzazioni e decessi sono diminuiti drasticamente. Oppure confrontiamo la California tutta bloccata con la Florida completamente libera: questa tabella dove sono inseriti i decessi per milione di persone in tutti gli stati Usa quelli in rosso senza lockdown, quelli blu con e quelli in giallo con uno stadio intermedio, dimostra la mancanza di una qualche correlazione tra le misure di coercizione delle libertà e la diffusione del Covid.


Il problema è che la presenza o l’assenza di blocchi di fronte al virus sembra essere completamente non correlata con il decorso della malattia. Perché gli “scienziati” che hanno consigliato i blocchi sostenendo di aver trovato il modo per controllare il virus e minimizzare le conseguenze negative, hanno in realtà peggiorato e di molto le cose. Tuttavia si rifiutano di prendere delle cose e stanno condannando un intero sistema al rifiuto intellettuale della realtà e dunque al fallimento finale. Per quanto ne sappiamo, l’idea di rinchiudere le persone di fronte a un nuovo virus è nata negli Stati Uniti e nel Regno Unito intorno al 2005-2006. È iniziato con un piccolo gruppo di fanatici i quali hanno ipotizzato di poter tenere sotto controllo un virus dettando il comportamento delle persone: quanto sono vicine, dove viaggiano, a quali eventi partecipano, dove si siedono e per quanto tempo. Hanno portato avanti l’idea di barriere e restrizioni, che hanno definito “interventi non farmaceutici” attraverso un “contenimento mirato e stratificato”. Quello che hanno proposto era medievale, ma con una sfumatura di informatica ed epidemiologia e di certo non avrebbero potuto condizionare le pratiche di salute pubblica se dietro di loro non avessero avuto gigantesche risorse fornite dalla fondazione Gates, da Gavi e da Big Pharma che hanno man mano fatto diventare ortodossia questa tesi che ora sta manifestamente crollando. Il silenzio di Fauci nelle udienze del Congresso è istruttivo come lo è la sua volontà di essere intervistato solo da oscuri presentatori televisivi dei media mainstream. Lui come centinaia di altri “esperti” dei media mainstream cominciano a temere la realtà che hanno per troppo tempo manipolato e deriso.

Nessun commento:

Posta un commento