L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 18 aprile 2021

La mascherata è per sempre

Censure & cretini



Non c’è niente da fare: alla lunga la mancanza di verità e di etica crea insostenibili aporie attraverso le quali si può chiaramente scorgere la tirannia mediatico sanitaria e la mistificazione insita nelle due narrazioni. Qualche giorno fa il governatore della Florida, Ron DeSantis ha organizzato una tavola rotonda per discutere i recenti risultati della ricerca relativa al Covid-19 e ha invitato quattro professori delle università di Harvard, Oxford e Stanford, tutti esperti nel campo della ricerca medica. Essi si sono espressi contro l’obbligo di far indossare le maschere ai bambini e alle persone vaccinate oltre a sottolineare che i blocchi e le segregazioni non riducono affatto la diffusione o il tasso di mortalità del Covid-19. Non è che abbiano espresso delle opinioni personali, come spesso accade con la vil razza dannata dei virologi da televisione ma hanno citato ricerche specifiche approvate da pari e pubblicate su prestigiose riviste mediche.

Dell’incontro è stato fatto un viso poi messo su YouTube, ma con quella ottusità cristallina che contraddistingue questo social i responsabili hanno deciso che questi esperti stavano diffondendo disinformazione e ha rimosso il video, perché includeva “contenuti che contraddicono il consenso delle autorità sanitarie locali e globali sull’efficacia delle maschere per prevenire la diffusione di COVID-19”. Questa, ovviamente, è un’affermazione assurda e auto contradditoria, poiché il video stesso dimostra che non c’è quel presunto consenso scientifico sul quale si basa la censura. Tuttavia ciò che probabilmente ha disturbato You Tube, ancor più delle considerazioni su mascherine e confinamenti è che i quattro esperti abbiano sottolineato come proprio la censura del dibattito scientifico sia responsabile di una certa percentuale di morti per Covid nell’ultimo anno, nonché di morti per suicidio e problemi medici non trattati e trascurati questo perché la comunità scientifica e il pubblico non hanno potuto discutere su questi temi e vagliare le migliori pratiche per contrastare il virus. Dunque indirettamente anche Google e You Tube sono responsabili di queste morti il che magari un giorno verrà loro rinfacciato se il tentativo di ingegneria sociale di cui sono portavoce e protagonisti dovesse fallire.

Ma ci sono anche personaggi che non cessano di molestare con le loro cazzate virali le persone: il momento è quello ottimale per l’esplosione dei mediocri. Così una associata della Brown University, tale Megan Ranney, sostiene che dovremmo portare mascherine per sempre perché questa sarebbe una pratica prudenziale per le persone con problemi di salute, soprattutto nei luoghi affollati: tuttavia se fossero i soli a portarle si sentirebbero discriminati mentre se le portassero tutti ancorché non servano e siano dannose tutti ciò non accadrebbe. Evidentemente la pandemia ha aperto la gabbia dei cretini.

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