L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 aprile 2021

La scelta ideologica IMPEDISCE di usare il vaccino Sputnik V, gli euroimbecilli sono serviti

Vaccini. Fuori della UE (GB e Serbia) va molto meglio. Ma noi rinunciamo a Sputnik e forse ad AstraZeneca

-20/04/2021


Elogi al programma vaccinale anticovid in via di attuazione in Serbia sono venuti dal direttore regionale dell’Oms per l’Europa Hans Kluge, in visita a Belgrado. “Sono rimasto colpito molto positivamente. Il mondo intero è a conoscenza della velocita’ con cui la Serbia procede nelle vaccinazioni, ma vedere il tutto con i propri occhi lascia un’impressione molto forte”, ha detto Kluge che ha visitato il centro vaccinale nei padiglioni della Fiera di Belgrado, il più grande del Paese. Il funzionario ha commentato in termini molto positivi in particolare il sistema di prenotazione online attraverso il portale eUprava, che ha consentito di attuare il piano vaccinale in maniera ordinata e razionale.

L’Oms, ha osservato Kluge, appoggia gli sforzi della Serbia, che a sua volta sta aiutando gli altri Paesi della regione donando migliaia di dosi di vaccino.

In Serbia si somministrano quattro vaccini – il cinese della Sinopharm, il russo Sputnik V, AstraZeneca e Pfizer -BioNTech. I più diffusi sono tuttavia di gran lunga il cinese e il russo. Oggi intanto nel Paese e’ giunta una nuova fornitura di oltre 211 mila dosi del vaccino Pfizer-BioNTech.

Fino a ieri, su una popolazione di 7 milioni di abitanti, in Serbia erano state somministrate 3.068.643 vaccinazioni, delle quali 1.238.871 sono richiami.

In tema di vaccini, il Regno Unito ha battuto ogni record vaccinando a oggi 10,1 milioni di britannici con due dosi mentre circa 33 milioni stanno aspettando il richiamo ma hanno già una immunità sufficiente a preservarli dalle forme più gravi

Si tratta indubbiamente di un grande successo dovuto principalmente al prodotto di AstraZeneca, quello per il quale le autorità regolatorie hanno creato problemi inesistenti (casi avversi meno di uno su un milione di somministrazioni) e offerto soluzioni demenziali spostando tre volte l’età consigliata, in modo da fargli perdere credibilità. E invece in GB hanno registrato ieri solo quattro decessi da Covid-19, segnando il livello di morti su base giornaliera più basso in oltre sette mesi.

Come riportano i media britannici, il ministero della Salute ha annunciato altri 2.963 casi nelle ultime 24 ore, in calo del 17% rispetto ai numero della settimana scorsa. Il dato dei decessi di oggi è il più basso dall’inizio di settembre ed è calato di quasi il 70% rispetto allo scorso lunedì, quando si erano registrati 13 morti, secondo i dati ufficiali.

In realtà AstraZeneca è probabilmente il vaccino più efficace (insieme al “gemello” russo Sputnik V) ma si prospetta la sua esclusione tra i prodotti utilizzati nella UE.
“C’è una componente scientifica e un’altra industriale-economico-politica Astrazeneca ci ha fatto penare, ha dato i vaccini ad altri Paesi e meno in Europa, questo crea delle ripicche e man mano che ci saranno più vaccini, altrettanto efficaci, può darsi che l’UE scelga di andare per un’altra strada”, ha detto Guido Forni, immunologo, socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei

Da segnalare infine una battuta (per una volta azzeccata) di Salvini su Sputnik V. “La Grecia ha inserito il Vaccino russo per attrarre turisti. A Bruxelles dormono. E’ dai primi di marzo che stanno esaminando questo benedetto Vaccino russo. Non so se stiano aspettando il mago Otelma o chi altro per dare un responso. Se si danno una mossa ci fanno un favore”, ha detto il segretario leghista a margine di una conferenza stampa.

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