L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 aprile 2021

Lo stregone maledetto non fa gli interessi dell'Italia ma ubbidisce al padrone Stati Uniti

Cosa farà Draghi su Fastweb-Huawei in Rai? Servizio di Striscia la Notizia con Start Magazine

21 aprile 2021


Dopo i due golden power sui contratti Fastweb-Zte e Linkem-Huawei-Zte, il governo Draghi interverrà anche sul bando per la fibra in Rai? Che cosa si è detto a Striscia la Notizia con Start Magazine

Due mesi, o poco più, e già 2 Golden Power per fermare i contratti di fornitura 5G con tecnologia Zte e Huawei.

L’atteggiamento di Mario Draghi nei confronti delle big tech cinesi è “prudenziale”, ha detto Giusy Caretto, redattrice di Start Magazine, a Striscia la Notizia.

Cosa ne sarà, allora, del bando per la fibra in Rai, tra i cui concorrenti c’è Fastweb in partnership con la cinese Huawei? Ecco fatti e scenari.

IL PRIMO GOLDEN POWER: FASTWEB-ZTE

Capitolo Golden Power. “Fin dalle prime settimane, il governo Draghi ha avuto un atteggiamento prudenziale con le aziende cinesi. Con un Dpcm dell’11 marzo ha bloccato una fornitura ad un’azienda, in merito alle tecnologie 5G che arrivavano da Zte e da una azienda taiwanese”, ha detto Caretto a Striscia la notizia.

In particolare, Draghi ha esercitato i poteri speciali “con prescrizioni”, in relazione “alla notifica della società Fastweb Spa avente ad oggetto l’acquisto di CPE 5G Askey e ZTE e di servizi professionali quali supporto alla validazione, training, supporto tecnico tramite TAC”, come recita un estratto del decreto consegnato al Parlamento.

IL GOLDEN POWER SU LINKEM-HUAWEI-ZTE

Il 25 marzo, pochi giorni dopo, è arrivato un nuovo Golden Power su un contratto di fornitura 5G alla società Linkem da parte di Huawei e Zte. “Con un secondo decreto del presidente del Consiglio, il 25 marzo, ha bloccato un’altra fornitura sempre in merito alle tecnologie 5G, usando sempre i poteri speciali”, ha detto Caretto, aggiungendo. “Il governo Draghi, come in passato il Governo Conte, hanno un atteggiamento prudenziale nei confronti delle società cinesi. Bloccano la fornitura per paura che queste facciano attività di spionaggio per conto del governo cinese”.

IL BANDO IN RAI E L’OFFERTA DI FASTWEB CON HUAWEI

Ed è per questo che se Fastweb, in collaborazione con Huawei, dovesse vincere il bando di garada per la realizzazione delle rete in fibra della Rai, “ci si potrebbe aspettare un intervento in tal senso”.

La Rai, tramite la sua controllata Rai Way, nelle prossime settimane dovrà assegnare ed avviare il cantiere per la realizzazione di una rete in fibra. Come da verbale del 12 ottobre 2020, sono tre le aziende in corsa: Tim, Rti Irideos con Terna energy solutions e Fastweb, in partnership (sulla tecnologia) con la cinese Huawei.

IL NODO DELLA PRODUZIONE PER HUAWEI

La partecipazione di Huawei è dovuta ad un cavillo dello stesso bando di gara. “Il bando chiede esplicitamente che le aziende partecipanti rispettino le norme di sicurezza sociale e previdenziale che vengono rispettate in Italia ed in Europa. Tale bando, però, prevede anche che le aziende possono indicare dove viene effettuato il 50% della produzione. 50% che è un lascia passare ad Huawei, perché la produzione prevede anche l’assemblaggio”.


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