L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 aprile 2021

Ma cosa vi potete aspettare da un popolo che avete chiuso da più di un anno in prigione con la mascherina privandoli delle cose più elementari, luce aria sole e buttandoli sul lastrico senza risorse economiche?


Proteste Covid, allarme rabbia sociale: le paure dell’intelligence

7 Aprile 2021 - 07:41

Gli scontri a Roma, le molotov a Brescia, il pacco sospetto consegnato a Bonaccini e le tante lettere intimidatorie: in Italia aumenta la preoccupazione per la crescente tensione sociale dovuta all’emergenza covid.
 

L’intelligence da tempo ha lanciato l’allarme: l’Italia sarebbe una autentica bomba sociale pronta a esplodere da un momento all’altro. A preoccupare non è soltanto la rabbia dei ristoratori e degli ambulanti, ma anche la recente escalation di atti intimidatori da parte della galassia dei negazionisti del Covid e dei No Vax.

Gli scontri a Montecitorio sono il classico campanello d’allarme della crescente tensione sociale nel Paese, anche se non sono mancati gli “infiltrati” politici durante la manifestazione organizzata a Roma dai ristoratori.

“In questo momento le proteste sono alimentate dall situazione estremamente delicata del Paese - ha commentato il ministro dell’interno Luciana Lamorgese - Ma è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza”.

Aumenta l’allerta da parte degli inquirenti anche per un possibile “disegno eversivo” in Italia da parte dei gruppi No Vax e negazionisti del Covid, specie dopo le molotov lanciate a Brescia e il pacco sospetto consegnato a Stefano Bonaccini.

Covid: in Italia allarme per le tensioni sociali

Con le restrizioni anti-Covid ancora in corso e una campagna vaccinale che non decolla, l’intelligence oltre alle manifestazioni di piazza starebbe monitorando da tempo anche la variegata galassia dei negazionisti.

“Frode Covid”. Così recita la scritta presente sul foglio posto in cima alla scatola recapitata, durante il primo pomeriggio di Pasquetta, al Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

A portare il pacco sospetto, contenente poi si è scoperto materiale di scarto e pannolini sporchi, sono stati due uomini che hanno suonato alla porta di un Bonaccini a cui ora sono state aumentate le misure di sicurezza.

Da quanto si apprende, i due uomini prima di lasciare il pacco avrebbero detto al Presidente dell’Emilia Romagna che gli ospedali sarebbero vuoti e che con il lockdown si toglie il lavoro alle persone.

Le indagini degli inquirenti si starebbero orientando verso la galassia dei No Vax e dei negazionisti del Covid, con il pacco che avrebbe come mittente stando al foglio “O:S.S, bimbi, famiglie, aziende, popolo italiano (rispettoso della Costituzione).
Le molotov di Brescia

L’episodio che ha visto protagonista Stefano Bonaccini, uno dei personaggi in prima fila da quando è scoppiata la pandemia, è solo l’ultimo di una serie di atti intimidatori che si sono verificati in Italia nelle ultime settimane.

Pochi giorni fa, a Brescia sono state lanciate due molotov contro una tensostruttura dove vengono effettuati i vaccini anti-Covid. Fortunatamente, essendo mattina presto, non ci sono stati feriti e anche i danni sono stati contenuti visto che la struttura è ignifuga.

Sull’accaduto sta indagando un pm in forza all’antiterrorismo: anche se finora non è arrivata nessuna rivendicazione, gli inquirenti non escludono nessuna pista ma inevitabilmente tutte le attenzioni sono rivolte ai movimenti No Vax.

In precedenza c’era stato a metà marzo un attacco incendiario verso il portone della sede dell’ISS a Roma, mentre diverse sono state le lettere di minacce inviate come quella ricevuta da Giuseppe Pasqualone, direttore dell’azienda sanitaria della Provincia di Brindisi.

Gli scontri a Roma, le proteste a Milano e Caserta, le molotov lanciate a Brescia e gli atti intimidatori nei confronti di medici e per ultimo del Presidente Bonaccini, sono tante spie di come l’emergenza Covid tra i suoi tanti risvolti starebbe producendo anche una preoccupante tensione sociale, anche se gli inquirenti negano che dietro tutto questo possa esserci una sorta di cabina di regia unica.

https://www.money.it/Proteste-Covid-allarme-rabbia-sociale-paure-intelligence

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