L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 aprile 2021

Noi sotto ricatto, il tampone PCR, del tutto incapace di stabilire una positività veritiera, di fare una qualsiasi diagnosi

MERCOLEDÌ 14 APRILE 2021



Formulo una domanda che al tempo stesso è tattica, strategica e ontologica., cioè il massimo, in peso e misura, che può assumere una domanda. E' mai possibile che i responsabili di una rovina d'Italia senza precedenti dal giorno delll'Unità e dell'annientamento psicofisico e morale del nostro popolo, stiano ancora in libertà? Sguazzando tra reati, delitti, errori funesti, frodi, menzogne, altissimi tradimenti dell'interesse nazionale, morti disabilità da loro causate? E' la domanda del secolo, del millennio. Nel mondo si sono svegliati coloro a cui tocca: procuratori, giuristi e giudici. Da noi siamo nel regno di Palamara.

Lo stupore, lo sgomento sono giustificati. Vedete, c'è una Corte Costituzionale a Karlsruhe e poi diversi tribunali che, se non hanno ancora messo sotto accusa e processo il governo tedesco tutto, a partire dalla virago Merkel, almeno hanno contraddetto alcuni dei suoi provvedimenti più terroristici, restituendo ai cittadini diritti e movimento. Ora ci si aspetta che intervengano contro un simil-1933 nazista che la Merkel e la sua cricca, si sono proposti. Hanno intimato al Bundestag di passare, prima di subito, una legge che porta agli stessi esiti, anzi peggio, del 1933. E' l'emendamento alla legge dell'anno scorso sulla "Prevenzione delle Infezioni" che instaura, ad arbitrio del regime, la dittatura bio-tecno-fascista. Ne ho parlato nel Webinar. Bastano cento persone dichiarate contagiate dal tampone su centomila, per mettere l'intero paese sotto un lockdown che sta al "Reich Millenario" di Hitler come la Vergine di Norimberga (lo strumento di tortura più efferato mai inventato) sta a una camicia di forza. Chiusura, arresti, annichilimento di tutto e di tutti.

Vergine di Norimberga

Poi ci sono stati altri provvedimenti, da noi del tutto inconsueti. A Vienna, il più alto Tribunale Amministratio dello Stato, dichiara il massimo strumento di moltiplicazione dei "casi", il tampone PCR, del tutto incapace di stabilire una positività veritiera, di fare una qualsiasi diagnosi. L'avevano già provato dozzine di scienziati e medici, tanto autorevoli da far sembrare i nostri dottoroni del CTS tanti Gargamella incattiviti. Ma sapete come stanno le cose con Mentana e gli altri media. Non ne è passato neanche un sussurro. E pensare che se non vale il tampone, non vale più niente in questa operazione tanto meticolosamente preparata. Crolla tutto, i numeri, le chiusure, i positivi, i morti. Tutta l'architettura che dovrebbe seppellirci sotto il Grande Reset.

Poi, però, l'ha implicitamente ammesso anche la curia dell'OMS, sbigottita, davanti alla quali i Mentana, gli Speranza (ultimo a morire), se ne stanno in ginocchio. Ha affermato, con una certa reticenza, che, senza accurata visita clinica a ogni soggetto, il tampone non vale un fico. Oltre tutto, fa male: l'Accademia Medica di Francia documenta che può ledere il cranio. Ma cose di questo genere già le sappiamo per le mascherine, l'igienizzazione assassina delle difese corporee, i vaccini, gli arresti domiciliari......

Poi c'è stato un tribunale del Belgio, un altro in Michigan, altri dappertutto, con sentenze anti-restrizioni, o anti-vaccinazione, quanto meno obbligatoria. Quello belga ha imposto al governo di rimuovere entro trenta giorni ogni restrizione pro-Covid, pena 200.000 euro subito. 100 medici belgi avevano denunciato l'abuso e i suoi effetti collaterali terrificanti.

Processo sì, ma non di Norimberga!


Qualche mio nostalgico amico si è augurato un Processo di Norimberga ai perpetratori dei delitti inflittici e delle fantastiche assurdità comminateci per sottomettere anche i nostri ultimi brandelli di razionalità e logica ed abituarci alla psicopatia sociale, intellettuale e morale del Grande Reset. La proposta mi ha suscitato quasi tanta indignazione quanta me la provocano le turpitudini dei falsari del processo repressivo in atto.

Ma Norimberga no. Io ragazzino ero ancora in Germania, trattenuto dal comando militare USA , insieme a sorella e madre. Questa aveva commesso il crimine di farmi entrare nello "Jungvolk", cosa non obbligatoria per un cittadino italiano, ma da me ambita perchè i bambini vi facevano i boyscout, però in camicia bruna, cinturone e fanfara in testa. Neanche alla soglia dell'adolescenza, ascoltai alla radio quotidianamente le dirette del processo.

E capii perchè anche i più fervidi antinazisti se ne vergognavano: un processo dei vincitori - quali vincitori, si vedrà poi, ma già si capiva - ai vinti è una porcheria morale e giuridica senza confronti. Improvvisato su due piedi, senza indagini, inchieste, prove. Con difensori grotteschi, cooptati dall'occupante. Con testimoni sotto ricatto, non solo morale, che compiacevano giudici predeterminati in ogni loro parola: il solito servo encomio (ai giudici) e codardo oltraggio (agli imputati) di ogni disequilibrio tra accusa e difesa. C'era più verità nell'autodifesa di Hermann Goering che nelle scomposte intemperanze del procuratore Robert Jackson. Un'aberrazione giudiziaria vera per sancire in eterno colpa e dominio, delitti, veri o meno, che nascondessero i propri, passati e futuri.

Parlo, nel Webinar, dei devastatori istituzionali delle nostre salute e sanità. Fino a quel neo-inquisito, numero due dell'OMS che, in combutta con il capo dell'ISS e del ministro responsabile, ha cercato di schiacciare, sotto i suoi scarpini di valletto dell'élite, il primo frammento di verità sul nostro sfascio Covid uscito da fonte inconfutabile, quella dell'ufficio OMS di Venezia. Onore a Francesco Zambon e ai suoi collaboratoni. Così Ranieri Guerra, mentitore e imbroglione, uno che ci ha disarmato davanti a un virus qualunque, ma dichiarato pandemico, finisce sotto inchiesta al Tribunale di Bergamo, città in cui le competenze dei nostri addetti hanno furoreggiato con particolare virulenza.


Bergamo, Karlsruhe, Vienna, Bruxelles, Oklahoma e altri tribunali consci del loro compito ben vengano. Anzi più ne vengono a processare coloro che gli "effetti avversi" della seconda guerra mondiale li vogliono allargare a 7,3 miliardi di esseri umani e prima finisce questa burla da Circo degli Orrori. E, stavolta, sarebbe il processo dei vinti ai vincitori, delle vittime ai carnefici. Come Giustizia vuole.

Cose che voi umani...

Chiudo narrandovi che ho visto cose che voi umani.... In un parco senza anima viva un vecchietto sulla panchina, a rubare un po' di vitamina D al sole, con mascherina dagli occhi alla gola. Il contagio rischiava di prenderlo dai rondoni di ritorno dalla migrazione. In una macchina, guidatrice sola con tanto di mascherina e sguardi di superiorità ai passanti. Sorpassata dal motociclista, con casco, visiera di plexiglass, ampia sciarpa e sotto al tutto ampia mascherina, che scambiava cenni di superiore intesa con la signora in auto. Occhio, la mascherina sta diventando di moda, di bisogno, di eleganza, la coperta di Linus. L'ha detto perfino uno che non ci capisce niente: "Causa varianti, la mascherina è per sempre" (Mario Draghi)

Ho visto stadi immensi, dove trentamila persone potevano starci a distanza di urlo, vuoti e deserti, con al centro gruppetti di omini colorati che si affannavano a vuoto intorno a un pallone. E ora vedrò stadi mezzi colmi, perchè l'ha ordinato, non Speranza, non Brusaferro, non l'OMS, non Bill Gates, non l'accidente che ti si piglia, ma l'UEFA. Son soldi. Ma ragazzi a tirare due calci sul campetto, questo no, Nisba, Nein. E' assembramento.

NO TAV PER SEMPRE


E ho anche visto, e filmato, la Val di Susa. Ieri per l'ennesima volta in un quarto di secolo, c'è stata la clava dei pretoriani su cittadini, ragazzi, donne, vecchietti, gli irriducibili combattenti e patrioti della Valle e della civiltà umana. Hanno messo tutta una vita, una giovinezza, un'età matura e una vecchiaia a difesa del giusto e del bello. Come i greci, come quelli delle Termopili: Kalos kai agathos (καλὸς καὶ ἀγαθός). Hanno messo a servizio della verità tempo, pelle, cuore, spirito. E di nuovo sono stati bastonati nel nome dei superiori profitti di vampiri. E noi stiamo a guardare, distanziati, mascherinati, mentre il sangue scorre dalle ferite inferte a boschi, prati, campagne, culture, storia, carne e spirito umano.

Nessun commento:

Posta un commento