L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 aprile 2021

Obiettivo raggiunto i ricchi sempre più ricchi, la massa sempre più disperata

Covid, economia in ginocchio solo per i lavoratori. New York Times: “Supermanager sempre più ricchi”

Milioni di lavoratori hanno perso il lavoro e anche le grandi società quotate ne hanno risentito. Per i supermanager e amministratori delegati di Wall Street le cose sono andate diversamente.

Scritto daLa Redazione
Aprile 25, 2021



Nel 2020 la pandemia ha messo in ginocchio l’economia mondiale: milioni di lavoratori hanno perso il lavoro e anche le grandi società quotate ne hanno risentito. C’è chi non solo ha resistito, ma ha anche visto le proprie retribuzioni salire alle stelle, come alcuni manager e amministratori delegati di Wall Street, come denuncia il New York Times.
Mentre il presidente americano Joe Biden mette a punto il piano per un aumento delle tasse ai super ricchi, il New York Times pubblica la classifica dei Ceo più pagati lo scorso anno.

Nonostante l’annuncio di 30mila esuberi e perdite per 12 miliardi di dollari, Boeing ha pagato il suo numero uno David Calhoun ben 21,1 milioni di dollari.
Mentre la Norwegian Cruise Line ha raddoppiato la somma versata al suo Ceo Frank Del Rio per 36,4 milioni di dollari, nonostante il blocco delle crociere e le perdite per 4 milioni di dollari.

Ad essere in grande difficoltà a causa della pandemia c’è anche il settore alberghiero. La catena Hilton ha fatto registrare nel 2020 perdite per 720 milioni di dollari, ma questo non ha impedito di pagare il suo amministratore delegato Chris Nassetta con 55,9 milioni.

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