L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 aprile 2021

Per non andare a lavorare per 15 anni e percepire lo stipendio ci sono convivenze forti e durature

Non va al lavoro per 15 anni: indagato insieme a 6 dirigenti del Pugliese di Catanzaro

Si tratta di Salvatore Scumace, finito nell'inchiesta coordinata dalla procura diretta da Nicola Gratteri che ha coinvolto anche dirigenti del presidio ospedaliero del capoluogo di regione

di Redazione
20 aprile 202 10:10


I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Catanzaro, su disposizione della Procura, hanno proceduto con la notifica nei confronti di Salvatore Scumace (classe ’54, di Botricello), Nino Critelli (classe ’55, di Catanzaro), Vittorio Prejanò (classe ’57, di Catanzaro), Maria Pia De vito (classe ’53, di Montepaone), Domenico Canino (classe ’59, di Catanzaro), Laura Fondacaro (classe ’69, di Soverato) e Antonio Molè (classe ’68, di Catanzaro), dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari in relazione a un’attività investigativa in materia di assenteismo dei pubblici dipendenti.

Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Domenico Assumma, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del procuratore della repubblica Nicola Gratteri, hanno condotto all’iscrizione a vario titolo dei sette soggetti (dipendenti, funzionari e dirigenti dell’ospedale cittadino) sul registro degli indagati in relazione ai delitti di abuso d’ufficio, falso ed estorsione aggravata.

I fatti

Gli accertamenti del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catanzaro, svolti nel più ampio contesto di una serie di approfondimenti sulle condotte assenteistiche dei pubblici dipendenti, hanno consentito di rilevare che Scumace, già in organico all’Azienda, nel 2005 era stato assegnato al Centro operativo Emergenza Incendi (C.O.E.I.) dell’ospedale catanzarese. Tuttavia, per quanto ricostruito attraverso l’esame dei tabulati di presenza, dei turni di servizio e delle testimonianze di alcuni suoi colleghi e superiori pur percependo regolarmente la retribuzione (per più di 538.000 euro complessivi), per oltre 15 anni non si è mai recato in servizio.

Per raggiungere il suo illecito obiettivo, peraltro aveva fatto ricorso anche a condotte estorsive, perpetrate per mezzo di altri soggetti nei confronti dei propri superiori. Ciò avveniva in particolare nel 2005, allorquando, secondo quanto ricostruito dalle indagini, «una persona molto distinta» si introduceva senza preavviso nell’ufficio della responsabile del C.O.E.I. (oggi in congedo ed estranea alle indagini) e, operando velate ma inequivocabili minacce all’incolumità sua e dei suoi familiari, la costringeva a soprassedere dalle segnalazioni disciplinari nei confronti del dipendente assenteista.

Successivamente, al pensionamento della responsabile intimidita, le condotte assenteistiche di Scumace proseguivano indisturbate in quanto sia il Critelli - subentrato responsabile del C.O.E.I. - che i due dirigenti pro tempore dell’ufficio risorse umane (Prejanò e De Vito), tutti indagati per abuso d’ufficio, omettevano di adempiere ai controlli sull’effettiva presenza in servizio consentendogli di fatto di proseguire nel suo reiterato assenteismo.

Nel luglio del 2020, allorquando sono iniziati gli approfondimenti investigativi della guardia di finanza, anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici degli ultimi due anni dell’indagato, l’azienda ha avviato un primo procedimento disciplinare nei confronti di Scumace, affidato a un’apposita commissione composta dagli ulteriori indagati Canino (presidente), Molè e Fondacaro (membri). Tale organo, tuttavia, a fronte della palese condotta assenteistica dell’uomo, concludeva per l’insussistenza della possibilità di avanzare un addebito disciplinare nei suoi confronti. Per tale ragione, i due sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio.

Nessun commento:

Posta un commento