L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 16 aprile 2021

Quel fanfulla euroimbecille della Lega ancora parla


10 APRIL 2021



Da Tupamaro a Desaparicido. Parlo del Salvini prima maniera che conobbi anch'io in Piazza Duomo sempre immerso nel bagno di folla, di strette di mano, di baci, di abbracci, di foto di gruppo con fan, di selfie (il Tupamaro all'assalto). Di contro c'è un altro Salvini: quello che nel corso dell'assedio di Palazzo da parte dei disperati della ristorazione, delle palestre e degli esercizi vari, non ha nemmeno cacciato la testa fuori dai palazzi per dire: "Raga', io ci sono e sto dalla vostra parte" (il Desaparicido). Quando poi ho letto l'intervista a La Verità a firma Giorgio Gandola di giovedi scorso (8 aprile) mi ha fatto lo stesso effetto urticante di Bergoglio quando fa le sue melense omelie. Volevo prendere la pagina di detta intervista e farne una palla di carta da gettare nei rifiuti, ma poi ho preferito trascriverne a mano le parti più salienti. Giudicate voi...Intanto il titolo è ipocrita e falsamente rassicurante: "La violenza non è la soluzione ma il 99% di chi protesta è pacifico e vuole lavorare". Negare a categorie di lavoratori il diritto di lavorare (art. 1 della Costituzione), specie quando esistono le condizioni di un lavoro già avviato che attende solo un segnale per poter ripartire, è il principale dei gesti di violenza. Perciò ci si concentri innanzitutto su questo tipo di violenza.

Alla domanda di Gandola di un Draghi che invece di far tornare a vivere, torna a chiudere ecco la sua risposta.

"Penso che sia urgente allentare le restrizioni, ovviamente dove i dati lo consentono. L'ho detto e lo ripeto: con le doverose cautele. (...)"

Mia nota: Se cominciamo a nasconderci dietro ai "dati" come già dice Draghi, allora mettiamoci direttamente un bell'algoritmo al governo. E che si reciti un Requiem definitivo per la politica. Per tanto così, non c'era bisogno di scomodare un supertecnico della Finanza internazionale come Draghi: bastavano gli algoritmi.

Gandola fa osservare che in questo momento "il chiusurismo di Roberto Speranza" sembra aver la meglio:

Salvini: "Intanto abbiamo riaperto le scuole, mentre col governo Conte 2 avevano scelto la strategia fallimentare e costosa dei banchi a rotelle. L'impegno della Lega nel governo ha proprio la finalità di bilanciare l'approccio ideologico della sinistra di Speranza: evidentemente non colgono il dramma di Partite Iva, artigiani, ristoratori e aziende. Preferiscono discute di ius soli e di poltrone".

Mia nota: A parte la banalità degli argomenti sulla scuola ridotta solo all'osservazione da bar dell'ormai logoro argomento dei "banchi a rotelle" (e tutti i danni procurati dalla DAD? E i curricula e programmi di studio inesistenti? e la socializzazione mancata degli studenti, argomento di cui prima tutti si riempivano la bocca?). Ma poi un partito che era nato come anti-immigrazione, si limita solo a parlare di ius soli? E gli sbarchi incessanti della Lamorgese perfino nel giorno di Pasqua quando gli Italiani erano murati vivi in casa?

Quanto alle "poltrone" io, al posto suo, me ne starei ben zitto, tenuto conto che la Lega ha accettato di spartire "poltrone" (e cioè ministeri) proprio insieme ai suoi peggiori nemici.

Gandola gli domanda se dopo i 50 gg ritiene ancora giusta la mossa di entrare nel governo

Salvini: "Sì, e sono sicuro che nelle prossime settimane ci saranno altri segnali di discontinuità. In meno di due mesi era impensabile invertire la rotta su tutti i temi, ma non abbiamo più Domenico Arcuri (ndr: è stato il minimo sindacale), Lucia Azzolina (idem) e Alfonso Bonafede (beh, ora c'è la Cartabia ex Corte Costituzionale, voluta e posta lì, nientemeno che da Mattarella), è cambiato il CTS (non è vero, hanno solo rimescolato le carte, con Locatelli, Rezza e Brusaferro al loro posto), c'è un nuovo capo della Protezione Civile (ovvero un generalone gallonato che pare abbia fatto il regista del macabro corteo di camion con bare di Bergamo, e che chiamano già Bara Beccaris), sui vaccini c' è stata un'accelerazione (???), le scuole sono riaperte (non tutte), gli indennizzi arriveranno direttamente sui conti correnti senza vincolo di codice Ateco (il verbo è stato messo rigorosamente al futuro senza una data precisa), non ci sono più i DPCM (peggio che andar di notte, perché ora ci sono i decreti legge e la blindatura e i divieti più assurdi non potranno essere evasi né elusi in nessun modo, così come le autocertificazione obbligatorie che peraltro ci sono ancora) e c'è stato un primo passo ragionevole per la rottamazione delle cartelle esattoriali (no, finora non c'è stato alcun decreto ingiuntivo e il resto sono solo parole).

Il corsivo inframmezzato alla risposta di Salvini, ovviamente, è mio.

Gandola: Su quali temi la Lega punta ad essere decisiva accanto a Draghi?

Salvini : "Riaperture ragionevoli, rottamazione delle cartelle esattoriali, stop al blocco degli sfratti per chi non pagava prima del Covid, aiuti concreti per le famiglie e imprese, piano vaccinale efficace con produzione del siero anche in Italia senza aspettare l'Europa lenta e pasticciona (ma il vaccino, caro Salvini, è proprio l'unica strada percorribile? E gli anticorpi monoclonali? E la medicina di territorio coi medici domiciliari che vengono a monitorare i malati di Covid a casa? e il controllo sui protocolli sanitari ancora ridotti a Tachipirina e "vigile attesa"?).

Aggiungo ovviamente l'immigrazione: basta sbarchi a raffica, è impensabile chiudere a casa 60 milioni di italiani e poi spalancare i porti" (mai sentito parlare di piano Kalergi? Beh, il Covid tra le altre cose, ne rappresenta un ottimo e celere pretesto: alla libera circolazione degli allogeni, fa da contrappunto il fermo e l'arresto ai domiciliari degli autoctoni).

Gandola gli fa rilevare che Ius soli, voto ai 16enni e legge Zan sono i capisaldi della sinistra per farlo uscire dal governo. Insomma, una provocazione.

Salvini: "Temo di sì, ormai da dieci anni il Pd non riesce a vincere le elezioni, ma attraverso giochi di Palazzo è sempre riuscito ad arraffare poltrone. Se ne faccia una ragione: in un momento così drammatico, il primo partito italiano è il centrodestra che guidano 14 regioni su 20 - hanno il dovere di dire la propria perché rappresentano la maggioranza degli Italiani".

Mia nota: E perché non dire la sua sul ddl Zan-Scalfarotto? Sulle politiche familiari? Perché Salvini non sottolinea che la Lamorgese ha fatto togliere padre e madre dai documenti, provvedimento voluto proprio da lui quand'era Ministro dell'Interno? E' troppo divisivo nei confronti del Pd e dei 5 stelle? E che dire delle ultime sparate di Zaia che si mostra accondiscendente alla legge Zan? Milita ancora nella Lega, Luca Zaia? O gode di un'extra-territorialità speciale veneta che però gli consente - guarda caso- di appoggiare tutte le peggiori politiche globaliste e mondialiste?

Ci sono, in detta intervista, altri punti riguardanti la politica estera, il PPE e il gruppo di Visegrad, che per ora mi riservo di tenere in sospeso per rimanere più propriamente nell'ambito della politica interna.

Alla domanda di Gandola sul ruolo che può giocare la Lega nell'ambito delle imminenti elezioni presidenziali sulla partita del Quirinale (da 26 anni, espressione del centrosinistra) ecco la risposta di Salvini:

"Governiamo 14 regioni su 20, significa avere molti elettori di centrodestra e che saranno decisivi. Vogliamo un capo dello stato equidistante e non tifoso: dovrà garantire tutti gli italiani e non una parte politica". Questa si chiama langue de bois (lingua di legno), tipica del politichese. Salvini ha smesso la felpa per indossare rassicuranti grisaglie. Avrebbe almeno potuto enumerare i suoi desiderata e soffermarsi sulle attribuzioni politiche, istituzionali e giuridiche di un vero Capo dello Stato. Occasione mancata. Non sono invece mancate le lisciate di pelo, pardon, di squame, verso il Drago che trova in "netta discontinuità col governo precedente" e che "ha una forte maggioranza e grande credibilità".

"Di certo lui non si farebbe immortalare al bar mentre cerca di dare consigli alla Merkel come successe a Conte".

Vero, ma a noi, al di là dell'iconografia, interessano altre cose ben più importanti e vitali: non essere più rinchiusi, non dipendere dalla "magnanimità" delle Lor Signorìe, per ottenere di volta in volta qualche brandello di libertà individuale. Finirla con il coprifuoco che è un anacronismo da emergenza bellica, specie ora che tra non molto entriamo nel pieno della bella stagione. Smetterla con uno stato d'emergenza che sembra non avere mai fine e che, tra l'altro (ma Salvini non lo dice) potrebbe venir prorogato fino al 31 luglio. Salvini si candida a svolgere il ruolo di trielina smacchia-colori delle chiusure dragoniane: un po' meno rosso, un po' meno arancione, chiediamo più giallo. No, caro mio, non è così che funziona un'opposizione, una vera opposizione.

Sera di S. Terenzio

Nessun commento:

Posta un commento