L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 20 aprile 2021

Siamo seduti sopra una polveriera

Il virus e i fantastilioni



Forse certi virus sono esperti di economia e per comprenderne la natura non occorrono virologi, specie poi se improvvisati e manutengoli di Big Pharma, ma altri tipi di esperti: il fatto è che la pandemia è arrivata in una situazione ormai insostenibile, si è seduta su una bomba nella speranza di ritardarne l’esplosione o creare condizioni talmente anomale da neutralizzarla, naturalmente a spese di miliardi di persone. Un’assaggio è venuto dall’ hedge fund Archegos, completamente sconosciuto che tuttavia è riuscito a raccogliere 30 miliardi di dollari in derivati e che a causa di scommesse sbagliate ha messo nei guai Credit Suisse e la banca Nomura determinando dentro la catena di trasmissione della finanza globalizzata, notevoli ribassi per la maggior parte dei titoli bancari europei e americani, tra cui in particolare Morgan Stanley e Goldman Sachs.

Come abbia fatto un fondo speculativo minuscolo e sconosciuto a scommettere sul mercato il quadruplo delle sue disponibilità, e come mai grandi banche si siano trovate a perdere miliardi, lo si deve alla situazione ormai “metafisica” provocato dal casinò finanziario: le banche di investimento hanno creato una bomba a tempo con il mostro dei derivati ​​che oggi ha raggiunto dimensioni gigantesche che vanno a seconda dei calcoli dai 1500 ai 2000 trilioni di dollari una buona parte dei quali è nascosta con appositi marchingegni fuori dai bilanci. Per dare un’idea concreta della situazione basta prendere la famigerata Deutsche Bank che ha derivati ​​in circolazione per 37 trilioni di euro contro un patrimonio netto totale di 62 miliardi di euro, dunque con una posizione in derivati 600 volte più grande del patrimonio netto: basta una perdita dello 0,2% sui derivati ​​per cancellare il capitale sociale e la banca stessa. A queste somme gigantesche vanno aggiunti i 300 trilioni di debito globale e i 500 trilioni di crediti inesigibili o passività non finanziate di varia natura; insomma un insieme di 2300 trilioni di dollari, così grande da creare un effetto domino anche a partire da vicende marginali. E si tratta comunque di cifre così colossali che non c’è mmt o folle stampaggio di denaro che tenga. E per fare un esempio ancora più chiaro rispetto a qualcosa che per millenni è stato il metro di misura del valore, tutto l’oro mai prodotto nella storia, ovvero da quando si sono cominciati a fondere i metalli, assomma a 198 mila tonnellate ovvero “appena” 11 trilioni, lo 0,2 per cento delle passività, mentre quello detenuto dalle banche centrali arriva a 77 mila tonnellate, ovvero più o meno a 4,3 trilioni. Una miseria.

Ci si può davvero meravigliare se chi ha in mano gran parte della ricchezza si senta come sopra una bomba ad orologeria e stia tentando di rovesciare il tavolo in modo da cancellare gran parte delle scommesse fatte e mantenere in vita l’ideologia che ha permesso tutto questo? Non credo che la risposta possa essere un semplice no perché un tentativo del genere è una certezza, solo che per secoli queste operazioni hanno implicato qualche guerra, oggi c’è anche il virus nell’armeria della lotta di classe al contrario.

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