L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 aprile 2021

Siria - I terroristi tagliagola mercenari per resistere e continuare ad uccidere hanno appoggi logistici, armi e soldi

Siria, la strategia di SAA e Russia contro lo Stato Islamico a Badia non funziona

28 Aprile 2021


La strategia dell’esercito siriano (SAA) e della Russia contro lo Stato Islamico a Badia non funziona. I jihadisti IS continuano a contrattaccare nonostante le continue operazioni e campagne aeree

I rastrellamenti dell’esercito siriano (SAA) e delle milizie alleate nel deserto di Badia contro lo Stato Islamico continuano a essere inefficaci. I jihadisti, infatti, appena terminata l’offensiva dei nemici, riprendono immediatamente a contrattaccare. L’ultimo episodio è avvenuto solo poche ore fa a Jabal Al-Bishri, a sud di Deir Ezzor. Un commando IS ha teso un’imboscata alle truppe di Damasco, uccidendo un soldato e ferendone altri due. Nei giorni scorsi, inoltre, i terroristi avevano effettuato un’incursione a sorpresa a est di Hama contro il Quinto Corpo d’Armata. Ciò, nonostante proseguano le operazioni per stanare le cellule, supportate anche dalla componente aerea russa. Le manovre si stanno concentrando ora al confine amministrativo tra Deir Ezzor e Raqqa, ma non sembra che stiano portando grandi risultati

Damasco paga la carenza di humint nell’area, data anche dal mancato appoggio della popolazione locale

La maggiore difficoltà dell’esercito siriano contro lo Stato Islamico a Badia è data essenzialmente dalla scarsità di informazioni d’intelligence. Queste, infatti, si basano per lo più sui rilevamenti forniti dalla Russia e non sulla humint. I jihadisti si muovono continuamente nella regione e coordinano le operazioni con centri di comando mobile, montati su camion. Di conseguenza, è difficile tracciarli. Inoltre, la popolazione locale non ama il governo e men che mai il SAA e gli alleati, che si sono resi responsabili di numerosi crimini nel quadrante. Non vede perciò grandi differenze con IS e quindi fornisce scarse informazioni. Questo gap informativo penalizza Damasco, che non riesce a ottenere risultati concreti nonostante gli sforzi numerosi e prolungati.

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