L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 26 aprile 2021

Tutti gli Euroimbecilli felici di aver messo il VINCOLO ESTERNO all'Italia, ne vedremo delle belle

Trippa per gatti

Anna Lombroso per il Simplicissimus


Perché nessuno possa dire che si scrive per inveire, prevenuti e maldisposti, ecco un piccolo prontuario per orientarvi. Il Piano nazionale ripresa e resilienza di Draghi vale 222,1 miliardi di euro. A 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation EU, si aggiungono 30,6 miliardi attinti da un Fondo Complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.

Il Governo Draghi si è “impegnato” audacemente a richiedere il massimo delle risorse RRF, quei 191,5 miliardi di euro, ripartite in 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti. Il primo 70% delle sovvenzioni sarebbe già messo a preventivo dalla versione ufficiale del Regolamento RRF, mentre la rimanente parte verrà definitivamente determinata entro il 30 giugno 2022 in base all’andamento del PIL degli Stati membri registrato nel 2020-2021 secondo le statistiche ufficiali. L’ammontare dei prestiti RRF all’Italia è stato stimato in base al limite massimo del 6,8% del reddito nazionale lordo d’accordo con la task force della Commissione.

L’impianto del piano nazionale coerente col format della Commissione si articola in 6 missioni, così come era stato indicato nella stesura a cura del Governo Conte 2. Rispetto a quello sono state ridotte complessivamente le risorse per ogni settore di intervento, eccetto per ‘Istruzione e ricerca’, che vede incrementare i finanziamenti fino a 30, 88 miliardi.

La ripartizione per ognuna delle altre 5 missioni prevede per “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, 40,73 miliardi, per promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura. Gli investimenti previsti nel piano assicurerebbero la fornitura di banda ultra-larga e connessioni e la connettività adeguata per le famiglie e per 9.000 edifici scolastici e incentivi per l’adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato, e per il rafforzamento delle infrastrutture digitali della pubblica amministrazione.

Gli interventi per attuare la “Rivoluzione verde e transizione ecologica” prevedono lo stanziamento di 59,33 miliardi, con la finalità di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva, combinando risorse e “riforme” per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, oltre che per il rinnovo del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di bus a bassa emissione e il rinnovo di parte della flotta di treni per il trasporto regionale con mezzi a propulsione alternativa, e per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici.

Ammontano a 25,13 miliardi gli stanziamento la missione “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, che prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità e che, a regime, permetteranno significativi miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud. Particolare interesse viene riservato alla digitalizzazione della catena logistica.

Per “Istruzione e Ricerca” lo stanziamento di 30,9 miliardi dovrebbe promuovere il rafforzamento del sistema, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico, per realizzare insieme all’implementazione della Buona Scuola “sviluppando l’istruzione professionalizzante e la filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico”, anche il vecchio programma per la messa in sicurezza degli edifici.

“Inclusione e sociale” prevede 19,81 miliardi per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, lo sviluppo di politiche attive e investendo nella rete dei centri per l’impiego e nell’imprenditorialità femminile, con la creazione di un nuovo Fondo Impresa Donna.

Sulla “Salute”, l’impegno è di 15,63 miliardi al fine di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio e “modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure”, anche grazie all’assistenza di prossimità diffusa sul territorio e all’attivazione di 1.288 Case di comunità e 381 Ospedali di comunità. Si intende anche potenziare l’infrastruttura tecnologica per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati, inclusa la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico.

A queste risorse andranno aggiunte quelle provenienti dal Fondo complementare al Recovery e da React-EU, lo strumento previsto nell’ambito di Next Generation Eu, “un’iniezione di fondi aggiuntivi per la Politica di Coesione 2014-2020, in attesa della piena operatività della programmazione dei fondi strutturali europei 2021-27”.

Ma il pilastro su cui si regge il Piano sono le “riforme” che costituiscono parte integrante e irrinunciabile dell’impegno italiano per la rinascita suddivise tra: riforme orizzontali, abilitanti e settoriali.

Le riforme orizzontali, o di contesto, riguardano innanzitutto Pubblica amministrazione e giustizia.

A queste si aggiungono riforme abilitanti, destinate a garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti, tra cui si annoverano le misure di semplificazione e razionalizzazione della legislazione e quelle per la promozione della concorrenza.

Infine sono previste specifiche riforme settoriali, consistenti in innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei rispettivi ambiti settoriali.

E se il primo giudizio che viene da emettere è che tutto questo bric à brac, che pare sortito dalle leopolde, dai think tank di Letta, dalle salette dove si consumano i riti cannibalici della Trilateral, dell’Aspen Institute, del G30, dove il nostro Presidente si fa bello con i suoi “penso” poi tradotte in letterine recapitate a paesi già condannati da Bruxelles e in sceneggiature per i film sulla riduzione a remota provincia di qualche stato non più sovrano con relativa Marcia sulle rovine di Atene, musica di Mozart, possa essere definito con il vecchio detto “nozze coi fichi secchi”.

Il secondo giudizio è che questa trippa per gatti che si accontentano di sentire il rumore dei croccantini che non troveranno la strada della ciotola, ma che ciononostante devono rimessi nella confezione, serve solo a legittimare e giustificare le “riforme” quelle che albergano nella testa della cupola occidentale e della cui applicazione e del cui controllo è stato incaricato, come angelo vendicatore del padronato, il grigio gaulaiter che ci lavora fin dalla gita sul Britannia, fin dal programmino minatorio sottoscritto con Trichet, fin dagli avvertimenti trasversali che hanno preparato e allestito la sua missione omicida.

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