L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 maggio 2021

Africa occidentale porto atlantico per l'Impero russo

L’Africa occidentale, l’ultimo obiettivo della Russia

POLITICA /Emanuel Pietrobon
21 MAGGIO 2021

L’Africa è tornata a rivestire un ruolo centrale nell’agenda estera del Cremlino, come ai tempi dell’Unione Sovietica e della guerra fredda, ma con la differenza che, rispetto al passato, la competizione è molto più partecipata e frenetica. La Françafrique traballa ma non crolla, l’Africa portoghese è un ricordo sbiadito e nuove realtà si trovano al di là dell’orizzonte, quali la Cina e la Turchia, sullo sfondo della presenza statunitense, del persistere delle guerre civili a macchia d’olio e del funereo allargamento del jihadismo in quasi ogni angolo del continente.

La Russia, in questo contesto altamente conflittuale e competitivo, sta capitalizzando il considerevole legato sovietico – l’indimenticabile contributo alla causa della decolonizzazione – e facendo leva su una combinazione efficace di instrumenta regni quali la cultura, l’istruzione e il nucleare per uso civile. Ed è in Africa occidentale, la porta sull’Atlantico, che Mosca sta ottenendo dei risultati particolarmente rilevanti.

La Russia e la Nigeria

La Nigeria riveste un’importanza prioritaria nell’agenda per l’Africa della Russia, per una mescolanza di fattori relativi a demografia, economia e risorse naturali, e ha accolto con piacere il suo ritorno nel continente. Lagos, invero, non ha dimenticato che la vittoria nella guerra del Biafra contro i secessionisti supportati e armati da Parigi, all’acme della guerra fredda, fu possibile grazie al tempestivo e perentorio intervento di Mosca (e, a latere, di Londra).

Oggi, a distanza di oltre quarant’anni da quel triennio di sangue, Mosca sta raccogliendo ciò che ha seminato e Lagos sta cercando di sdebitarsi come e dove possibile, profittando dell’ottimo rapporto qualità-prezzo di innumerevoli beni, accessi e servizi di provenienza russa. Fra i traguardi più rilevanti che le due potenze hanno tagliato di recente, negli ultimi due anni, figurano la vendita di dodici elicotteri militari Mi-35 alle forze armate nigeriane, le trattative in materia di collaborazione tecnico-militare e nell’antiterrorismo, un memorandum d’intesa tra Lukoil e Nigerian National Petroleum Corporation per la cooperazione nel settore del gas naturale, il coinvolgimento della Rosatom nella formazione dei tecnici e degli ingegneri nucleari nigeriani, e un riguardevole prestito da un miliardo e 460 milioni di dollari erogato dall’Afreximbank e dal Russian Export Centre per rivitalizzare le attività del gigante dell’acciaieria Ajakouta.

Guinea, Ghana e gli altri

I risultati conseguiti tra Guinea e Ghana sono la dimostrazione che la Russia sta diluendo con sagacia gli sforzi in questo paragrafo di Africa. In Guinea, ad esempio, il Cremlino vanta una presenza radicata e capillare nell’estrazione e nella lavorazione della bauxite, essendo il proprietario informale – attraverso la Rusal, prima produttrice mondiale di alluminio – dei giacimenti più vasti e ricchi della nazione, come quello di Friguia, ai quali accede e dai quali estrae grazie a degli accordi privilegiati siglati con la Kindia Bauxite Company e la Dian-Dian Bauxite Company.

Ma è nel Ghana che la Russia ha ottenuto le vittorie più rilevanti, di gran lunga superiori a quelle registrate tra Nigeria e Guinea. Qui, invero, i successi del Cremlino sono spalmati lungo l’intero arco degli anni Dieci del Duemila e la collaborazione è estesa in una grande varietà di aree e settori: dall’istruzione al petrolio – la Lukoil ha investito cento milioni di dollari nello sviluppo dell’industria petrolifera ghanese e ha all’attivo alcune associazioni temporanee per scopi esplorativi ed estrattivi –, passando per il gas – la Rosneft rifornisce il mercato ghanese di gas naturale liquefatto da tre anni e la Gazprom da quattro – e la sicurezza sanitaria – il 15 maggio le autorità ghanesi hanno richiesto una commessa di un milione e 300mila dosi di Sputnik V.

Meno marcati e fruttuosi sono stati i tentativi di attecchimento in Senegal e Costa d’Avorio, mentre le relazioni tra la Russia e la piccola ma pivo tale Sierra Leone stanno migliorando progressivamente. Il primo ministro di quest’ultima, David Francis, il 17 maggio è volato a Mosca per una bilaterale con Sergej Lavrov, il capo della diplomazia del Cremlino, negli ambiti del miglioramento concordato dei rapporti bilaterali e dei festeggiamenti del sessantesimo anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche, che ricorrerà il prossimo gennaio.

Il vertice Lavrov-Francis ha funto da occasione per fare il punto sullo stato di salute delle relazioni bilaterali, per siglare un accordo riguardante il personale diplomatico e per discutere del futuro. Fra gli argomenti più meritevoli di nota che le parti hanno toccato, risultano e risaltano la possibile apertura dell’ambasciata russa a Freetown, la continuazione dei lavori del Gruppo congiunto dell’energia, nato durante il vertice Russia-Africa, e la conduzione di progetti congiunti, di natura win win, nei settori minerario, petrolifero e infrastrutturale.

Nessun commento:

Posta un commento