L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 maggio 2021

Banca Etruria gli imbroglioni assolti, il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato ancora una volta ha fatto scudo, c'è molto molto marcio nel sistema giudiziario e sono gli uomini che lo determinano, chi dovrebbe far rispettare le regole della convivenza è corrotto e difende la corruzione che è sempre fatta ai danni dei più deboli

Crac Banca Etruria: incomprensibili le assoluzioni per falso in prospetto

Data: 19 maggio 2021 17:05

Associazione Vittime del Salvabanche: "Come è possibile che lo Stato decida di rimborsare gli imbrogliati, ma che non si condannino gli imbroglioni?"


SIENA. Da Vittime del Salvabanche riceviamo e pubblichiamo.

“Lascia senza parole l’assoluzione del giudice Stefano Cascone del Tribunale di Arezzo nei confronti degli ex amministratori di Banca Etruria dal reato di falso in prospetto. L’accusa aveva chiesto per tutti condanne a un anno e mezzo: gli ex manager erano infatti accusati di avere fornito ai risparmiatori informazioni non corrette riguardanti la vendita di obbligazioni di Banca Etruria. Sappiamo bene infatti che nei prospetti dei nostri associati non erano affatto chiare le condizioni di crisi in cui la banca versava e non era neppure specificato il grado di rischio delle obbligazioni. Aspettiamo quindi di leggere le motivazioni visto che ci appare di difficile lettura il fatto che ci sia stata prescrizione (e non assoluzione) per le prime due emissioni di obbligazioni subordinate mentre per la terza c’è stata l’assoluzione. Prescrizione vuol dire che il magistrato non ha potuto esprimersi per l’assoluzione, che c’erano elementi tali da far ritenere che nel caso il reato non fosse stato dichiarato estinto, ci sarebbero stato dubbi in favore della condanna.

Questi risparmiatori, grazie anche all’azione difensiva dell’Associazione Vittime del Salvabanche sono stati alla fine rimborsati, segno evidente che si è ritenuta valida l’ipotesi di una truffa al momento dell’acquisto di questi prodotti. Come è possibile che lo Stato decida di rimborsare gli imbrogliati, ma che non si condannino gli imbroglioni?”

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