L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 maggio 2021

Da un pragmatico punto di vista sanitario, puntare tutto sulla vaccinazione è stato un errore colossale. La domanda spontanea e naturale è: è stato un ERRORE? Evitare la caccia ai novantunenni allettati a casa per vaccinarli quando stanno benissimo nel loro habitat che i parenti sono riusciti a creare per loro

L’OMS si incarta nelle sue contraddizioni

di Sandro Arcais
22 maggio 2021

Il direttore dell’Organizzazione mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha ricevuto il suo vaccino, ha esortato a incrementare le donazioni verso i Paesi poveri.

“Capisco perché alcuni paesi vogliano vaccinare bambini e adolescenti – ha detto – ma in questo momento li invito a ripensarci e a donare invece i vaccini al programma Covax”.

Il timore degli studiosi è che lasciando circolare il virus troppo a lungo, nei Paesi in via di sviluppo abbiano origine nuove varianti, questa volta resistenti ai vaccini disponibili sul mercato. Questo vanificherebbe gli sforzi fatti finora per immunizzare la popolazione.


L’OMS si incarta nelle proprie contraddizioni ed errori. L’aver puntato tutto sul vaccino trascurando, se non nascondendo ad arte, la possibilità di curare gli effetti del nuovo virus (https://www.youtube.com/watch?v=_1KsDNQWrgU&t=3s), lo ha condotto in un vicolo cieco da cui non sa uscire.

E così vediamo l’OMS spacciare per una possibilità e un pericolo un fenomeno assolutamente naturale: i virus mutano sotto la pressione dell’immunità naturale o indotta dal vaccino (blob:https://www.brighteon.com/881249cb-9476-4156-913c-51e7a00ebe46).

Che tu ti vaccini o meno, parteciperai alla dinamica relazionale virus-sistema immunitario dell’ospite che avrà come naturale e necessario risultato la mutazione del virus. Le nuove varianti del virus ci sono già, a centinaia, a migliaia, e il vaccino non bloccherà questa dinamica. Tutto ciò è ancora più vero per un virus RNA come è il covid-19.

La strategia della vaccinazione di massa non è sbagliata in principio, ma è fallimentare di fatto. Capiamo perché, partendo dalle parole del prof. Pietro Luigi Garavelli:

I vaccini perdono o possono perdere rapidamente di efficacia, e quindi devono essere costantemente o rapidamente aggiornati. In situazioni di questo tipo, in cui poi covid è diventato patologia endemica, e quindi presente in tutto il mondo, … la vaccinazione non può riguardare una regione, una nazione, un continente, ma deve essere assolutamente, rapidamente effettuata su base mondiale. Perché, se una nazione si immunizza, è chiaro che, se le altre non si immunizzano, in un mondo globalizzato, le varianti della parte del mondo non vaccinata vanno incontro a invasione della [invadono la, n.d.r] parte del mondo vaccinata e scatenano nuove epidemie della popolazione non protetta dalle varianti ma protetta solo dalla vaccinazione.

Il problema è, a questo punto: ci riesci a vaccinare tutto il mondo rapidamente? Ci stai riuscendo? Ci sono le condizioni per riuscirci? A sentire l’Unicef non sembra proprio il caso:

In base ai dati forniti dall’Unicef, braccio operativo del programma Covax, mentre le forniture di Paesi come Israele e gli Emirati Arabi superano il 100% della copertura dell’intera popolazione, nella maggior parte dei Paesi africani questa percentuale supera a malapena l’1%. Ci sono nazioni ancora con zero forniture. (EuroNews)

lI fatto è che quelli dell’OMS vivono in un mondo a parte, un illusorio mondo irenico e pacificato da un benigno governo mondiale. Nella realtà esiste un mondo in conflitto e in guerra, in cui anche il vaccino è un’arma, interna, in questo caso, utile e necessaria a tenere pronto ed efficiente un paese per la competizione e il conflitto esterno. Un’arma di questo tipo non la si cede facilmente, anzi, non la si cede affatto.

Inoltre, a chi è utile vaccinare i paesi poveri, africani soprattutto? Agli Africani? I poveri paesi poveri africani hanno così bisogno del vaccino? Non sembra proprio, a leggere i dati che quotidianamente fornisce la Johns Hopkins University. Se mettiamo in fila i 10 paesi più poveri al mondo, tutti africani, ecco il quadro al 20 maggio:

Burundi: 0 morti per milione di abitanti

Repubblica Democratica del Congo: meno di 0,01 morti per milione di abitanti

Repubblica Centrafricana: 0,03 morti per milione di abitanti

Eritrea: 0,08 morti per milione di abitanti

Niger: 0 morti per milione di abitanti

Malawi: 0 morti per milione di abitanti

Mozambico: meno di 0,01 morti per milione di abitanti

Liberia: 0 morti per milione di abitanti

Sud Sudan: 0 morti per milione di abitanti

Sierra Leone: 0 morti per milione di abitanti

Ma di cosa stiamo parlando? Non è che, poco poco, gli Africani avrebbero bisogno di tante, tantissime altre cose, prima di avere da noi occidentali l’elemosina del vaccino?

Magari, poi, se metti in piedi una martellante campagna pubblicitaria come è stato fatto da noi, nei paesi dei boccaloni occidentali, magari riesci a convincere anche il giovane africano che trascina la sua vita nelle miniere di coltan per far funzionare i nostri (e i loro) smartphone che è necessario vaccinarsi, non foss’altro che per sentirsi anche lui cittadino del mondo, per assumere e partecipare a uno status symbol occidentale, per sentirsi un po’ meno periferico, un po’ più in e un po’ meno out. Chissà? Non porre mai limiti alla dabbenaggine umana.

Ma torniamo al punto: l’OMS ha sbagliato completamente strategia. Da un pragmatico punto di vista sanitario, puntare tutto sulla vaccinazione è stato un errore colossale. Sarà stato pure un grande successo dal punto di vista delle grandi multinazionali farmaceutiche e del loro gran sacerdote, Bill Gates, che controllano l’OMS, ma dal nostro punto di vista di semplici cittadini, che dallo stato si aspettano prima di tutto protezione e sicurezza, è stato un fallimento. La religione unica del vaccino, di cui l’OMS è cultore massimo e propagatore, ha scartato e ridotto al silenzio, alla marginalizzazione e alla quasi criminalizzazione la strategia vincente della cura tempestiva della malattia causata dal nuovo virus (trovate ampia documentazione su tale strategia in un mio precedente post) e ora non sa che fare, sino al punto di voler vaccinare popolazioni tra cui il virus non fa praticamente vittime.

La questione non è vaccino sì – vaccino no, vaccinarsi o non vaccinarsi. Ognuno faccia quello che ritiene più giusto per sé e lasci i marroni in pace a chi fa una scelta diversa. Perché se non sei vecchio e afflitto da patologie varie, il livello unico di scelta è quello personale. Vaccinarsi perché si vuole contribuire, da buon cittadino e uomo di mondo, a immunizzare il mondo, è un atto inutile, ha un valore poco maggiore della testimonianza ideale, dell’atto di fede, della spilla infilata nell’asola della giacca a testimoniare un’appartenenza. L’appartenenza al credo vaccinale.

Con buona pace dell’OMS e di Bill Gates, la questione non è così semplice, perché il problema che pone questo nuovo virus e tutti gli altri nuovi virus che sicuramente faranno il salto di specie nei prossimi anni, è un problema complesso, frutto di un sistema di cause e concause economiche, sociali, politiche, culturali, mediche, igieniche, ecc., tutte strettamente intrecciate e interrelate, e di fronte a un problema di tale complessità la soluzione unica e semplice del vaccino non può che essere alla lunga fallimentare.

A noi Italiani è già costata decine di migliaia di morti evitabili.

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