L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 30 maggio 2021

Diego Fusaro


Il Sessantotto al contrario secondo Fusaro
29 MAGGIO 202127 MAGGIO 2021

Si definiva ‘pensiero dominante’ prima della caduta del Muro di Berlino nel 1989 con Herbert Marcuse, ma dopo quella cesura storica, prende il nome di ‘pensiero unico’, acritico, postideologico, post partitico. Post-tutto.

È questo il campo del lavoro intellettuale di Diego Fusaro allievo di Gianni Vattimo nell’ambito della filosofia teoretica. Ironico, flemmatico e disincantato come il suo maestro. Innovatore del linguaggio teorico politico con lessemi come turbo capitalismo, glebalizzazione, servo padrone e padrone asservito. Resosi famoso con le sue frequenti comparsate catodiche. È venuto negli anni a configurare una società aclassista, conformista, apatica, eticamente fragile, priva di grandi orizzonti ideali che si chiamino socialisti, marxisti o liberali, smaltiti come residuati bellici del secolo scorso. Trionfante é il consumismo mondializzato, appendice del capitalismo totalitario, dove coesistono tirannie maoiste convertite alla grande finanza apolide e i petrodollari statunitensi, agenti in nome del comune interesse degli Interessi, sull’altare del quale vengono cinicamente sacrificati diritti umani, libertà di pensiero e di religione, salubrità ecologica e soprattutto l’intelligenza delle cose. Sullo scacchiere del terzo dopoguerra. Nella visione fusariana, non esiste accettazione della decrescita economica da parte di un Occidente in guerra con se stesso e con l’ Oriente commercialmente vincente e pandemico. Neanche fosse il primo e piccolo passo della mutazione sul da farsi. Micro individuale o macro collettiva. Crisi ecologica reale? Risposta: ambientalismo di facciata. Soluzioni evasive a fronte di dichiarazioni di principio, che si risolvono sempre nell’ ipocrisia funzionale al mantenimento sistemico. Pensare altrimenti diviene non più necessario reprimerlo, basta disattivarlo. Staccando la spina. Lavorando per sottrazione. Massimo risultato col minimo sforzo. La coscienza di classe in senso tradizionale è ribaltata e la direzione del consenso pure, dove una borghesia radicalchic vota partiti di estrema sinistra e il vecchio proletariato e sotto proletariato votano forze populiste e sovraniste. Non esiste soluzione per Diego Fusaro se non questa: difesa delle istanze patriottiche e nazionaliste, contro i dictat di Bruxelles e contro la sinistra rosa fucsia, che agita l’antifascismo come alibi contingente alla rinuncia a rispondere alle sue attuali irresponsabilità storiche. Un sessantotto al contrario, per una rivoluzione di là da venire. Servi e signori accomunati da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Aldo Colonna

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