L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 maggio 2021

Ebrei sionisti ladri di case

Passata la paura del covid, a Gerusalemme torna la violenza

Le tensioni sono tornate a crescere perché i palestinesi lamentano costrizioni oppressive nonostante il mese sacro musulmano del Ramadan. E si attende la sentenza della giustizia israeliana sulla possibilità che le autorità possano sfrattare decine di palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah, e dare le loro case ai coloni ebrei

aggiornato alle 22:53 09 maggio 2021

© Eyad Tawil / ANADOLU AGENCY / Anadolu Agency via AFP
- Polizia israeliana a Gerusalemme est

AGI - Nuove tensioni a Gerusalemme Est tra i palestinesi e la polizia israeliana, che è intervenuta per disperdere le decine di persone che si erano affollate intorno alla Porta di Damasco. L'agenzia Anadolu riferisce di lanci di pietre ai quali gli agenti stanno rispondendo con granate stordenti e idranti.

I palestinesi stanno protestando da due giorni per la prospettiva che il tribunale israeliano autorizzi lo sfratto di decine di loro dal quartiere di Sheikh Jarrah e la consegna delle loro case a coloni ebrei.

Centinaia di giovani palestinesi avevano iniziato in serata a radunarsi alla Porta di Damasco della Città Vecchia, nei pressi della Moschea di al-Aqsa, epicentro degli scontri dei giorni scorsi, riferisce Anadolu. La polizia israeliana è quindi intervenuta con mezzi antisommossa e truppe a cavallo. Disordini sono stati segnalati anche nei pressi della Porta di es-Sahire.

Le tensioni sono tornate a crescere perché i palestinesi lamentano costrizioni oppressive nonostante il mese sacro musulmano del Ramadan. E si attende la sentenza della giustizia israeliana sulla possibilità che le autorità possano sfrattare decine di palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah, e dare le loro case ai coloni ebrei.

Su richiesta del procuratore generale di Stato, Avichai Mandelblit, la Corte Suprema ha deciso di rinviare la l'udienza di lunedì (la prossima sarà fissata entro 30 giorni) che avrebbe dovuto decidere sugli sfratti di Sheikh Jarrah nel Jerusalem Day, la festa nazionale israeliana che commemora la riunificazione di Gerusalemme.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avvertito che Israele "imporrà in modo deciso e responsabile la legge e l'ordine a Gerusalemme", pur preservando "la libertà di culto per tutti i religiosi".

La Tunisia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite domani per discutere l'escalation della violenza. Circa 121 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri sabato notte, molti colpiti da proiettili di gomma e granate stordenti, secondo il bilancio della Mezzaluna Rossa palestinese.

La polizia israeliana ha riferito di 17 feriti tra le proprie fila. La notte precedente più di 220 persone, per lo più palestinesi, sono rimaste ferite dopo che la polizia israeliana ha preso d'assalto Al-Aqsa per rispondere a "lanci di pietre e fuochi d'artificio". Secondo le autorità islamiche, 90 mila persone si sono radunate per le preghiere notturne nella moschea, il terzo luogo più sacro dell'Islam che gli ebrei venerano come il Monte del Tempio, per festeggiare Laylat al-Qadr, che commemora la notte in cui il Corano fu rivelato per la prima volta al profeta Maometto.

Quattro Paesi arabi che hanno normalizzato le relazioni con Israele - Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan - hanno condannato l'intervento della polizia ad Al-Aqsa, esprimendo sostegno ai manifestanti palestinesi. Khartoum non ha e esitato a parlare di "repressione", mentre Abu Dhabi ha esortato le autorità israeliane a "ridurre l'escalation".

La polizia israeliana ha istituito posti di blocco per "limitare l'accesso alla città vecchia ed evitare rivolte violente", impedendo di fatto ad altre centinaia di unirsi alle preghiere. Un autobus diretto a Gerusalemme est è stato fermato e alcuni palestinesi sono stati arrestati e interrogati, ha riferito un giornalista della France Press.

Le violenze si sono estese in altre zone di Gerusalemme est, in Cisgiordania e al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. La polizia a cavallo israeliana si è schierata fuori dalla Porta di Damasco, un punto di accesso chiave alla Città vecchia di Gerusalemme, mentre gli agenti hanno sparato granate stordenti e ha usato idranti per disperdere i manifestanti palestinesi. I palestinesi hanno lanciato pietre e appiccato il fuoco a barricate improvvisate.

La polizia ha detto di aver arrestato nove persone e ha avvertito che "saranno usati tutti i mezzi per mantenere la calma". Violenti scontri sono stati segnalati anche vicino alla Grotta dei Patriarchi a Hebron. Israele ha poi bombardato all'alba un obiettivo di Hamas nella Striscia di Gaza, dopo il lancio di un razzo avvenuto poche ore prima verso Israele.

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