L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 maggio 2021

Gli euroimbecilli mantengono le sanzioni (atti di guerra) alla Siria e aggiungono il divieto di votare ai siriani posti sui loro territori. Comportamenti che denotano l'appoggio sempre fornito ai terroristi mercenari tagliagola che hanno messo a ferro e a fuoco la Siria

Germania e Francia hanno boicotatto le elezioni in Airia (la UE tiene per l’ISIS)

Bashar al Assad ha vinto le elezioni presidenziali con il 95,1% dei voti e si appresta ad iniziare il suo quarto mandato come vincitore della guerra contro i terroristi.

Si sono recati alle urne il 78% degli elettori, ma fra questi mancano all’appello centinaia di migliaia di cittadini siriani fuggiti all’estero negli anni più terribili del conflitto.

Le autorità di Germania, Francia e altri paesi hanno infatti vietato lo svolgimento delle elezioni presso le ambasciate siriane sul proprio territorio. Perché impedire ai siriani residenti all’estero di partecipare al voto?

Perché si temeva che anche loro avrebbero votato in massa per Assad, facendo crollare il castello di carte della propaganda sul “consenso imposto” con la forza. Gli imperialisti hanno paura della verità e sono pronti a tutto per non farla emergere.

Ma poco importa, la Siria ha vinto, né le rivoluzioni colorate né il terrorismo, né le sanzioni né i missili sono riusciti a piegarla. La “democrazia” occidentale, con i suoi doppi standard e la codardia del suo sabotaggio, giace fra la spazzatura della storia.

Francesco A. della Scala

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