L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 maggio 2021

Gli Stati Uniti provocano la Cina

Gli Usa inviano cacciatorpediniere nello Stretto di Taiwan, cresce la tensione con Pechino

-19 Maggio 2021


La Cina ha accusato gli Stati Uniti di minacciare la propria sovranità marittima dopo che un cacciatorpediniere missilistico di classe Arleigh Burke USS Curtis Wilbur ha oltrepassato lo Stretto di Taiwan. Una scelta, secondo gli statunitensi, di routine perchè è stata la quinta dall’insediamento dell’amministrazione Biden. La Settima Flotta ha infatti rivendicato la sua operazione in un lungo comunicato apparso sul sito ufficiale, dichiarando di aver agito nel rispetto delle leggi internazionali e dunque queste attività dovrebbero essere accettate in quanto collegate “all’impegno degli Usa per un Indo-Pacifico libero e aperto“.

Cina-Taiwan: come ha risposto il Dragone?

Non è di questo avviso la Cina, che da più un anno è entrata in combutta con Taiwan per le sue attività nei pressi dell’isola. Mercoledì un portavoce del comando cinese ha espresso profonda opposizione ai movimenti marittimi statunitensi. “Le azioni degli Stati Uniti inviano segnali sbagliati alle forze indipendentiste di Taiwan. Interrompendo deliberatamente la situazione regionale e mettendo in pericolo la pace e la stabilità attraverso il passaggio dello Stretto di Taiwan“, ha detto.

Gli attriti tra Taiwan e Cina

Accanto al fronte ucraino quello di Taiwan sembra essere uno dei più caldi del momento. Questo non è una novità: Taiwan, sin dalla sua fondazione, per opera del generale Chiang Kai-shek, è il bersaglio principale della Cina Popolare. Gli Stati Uniti hanno svolto il ruolo di paciere almeno fino al riscatto della Cina degli ultimi tempi. La crescita economica e politica del Dragone ha avuto forti ripercussioni anche contro Taiwan, in quanto rappresentante l’ultimo tassello di quella Grande Cina che Xi Jinping intende costruire.

E soprattutto ora, in cui la Cina brinda ad una crescita colossale, Taiwan è considerato l’obiettivo principale della politica estera cinese. L’esigenza, quasi ossessiva, di voler annettere la piccola isola, è funzionale ad un disegno molto grande. Un disegno da attuare con le buone o con le cattive. Xi infatti non esiterebbe a muovere guerra a Taiwan, anche al costo di voler attirare le attenzioni degli statunitensi. Secondo i cinesi, annettere il piccolo stato è una missione quasi spirituale e necessaria per riscattarsi a livello internazionale.

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